CRONACA

Viaggio in traghetto tra passeggeri e rifiuti: la denuncia di Annamaria Chiariello

Un viaggio qualunque, su una tratta quotidiana del Golfo, si trasforma nell’ennesima denuncia di un sistema che continua a mostrare falle evidenti. A raccontarlo è Annamaria Chiariello, volto noto del TG5 e da sempre legata a Ischia, che insieme al marito Paolo ha documentato quanto accaduto a bordo di un traghetto diretto sull’isola.

Durante la navigazione, la giornalista ha pubblicato un video sul proprio profilo Facebook che lascia poco spazio all’interpretazione: nel garage della nave, a pochi metri dai passeggeri, una betoniera in funzione e un autocompattatore dei rifiuti carico. Mezzi operativi, non semplicemente trasportati, ma attivi durante il viaggio.

Una scena che pone interrogativi pesanti, soprattutto per le condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza.Il problema non resta confinato al ponte inferiore. Nei saloni, tra famiglie, turisti e pendolari, arriva chiaramente l’odore dei rifiuti. Un odore acre, persistente, che trasforma un normale spostamento in un’esperienza tutt’altro che accettabile. E non si tratta di un caso isolato, ma di una situazione che molti utenti del Golfo conoscono bene.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: chi controlla?Dov’è la Capitaneria di Porto, che dovrebbe vigilare sulle operazioni di imbarco e sulle condizioni di sicurezza durante la navigazione? Com’è possibile che mezzi pesanti vengano tenuti in funzione su una nave passeggeri? E ancora: dov’è l’ASL, che dovrebbe garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie, soprattutto quando si parla di rifiuti trasportati insieme alle persone?

Sembra di essere davanti a una prassi tollerata, a una consuetudine che negli anni è diventata normalità. Ma normale non è.Non è normale viaggiare accanto a camion dell’immondizia sporchi e maleodoranti. Non è normale che una betoniera resti in funzione durante la traversata. Non è normale che tutto questo avvenga senza controlli visibili, senza interventi, senza conseguenze.

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E invece accade. Accade nel silenzio generale, accade su una delle principali tratte del Golfo di Napoli quella Napoli-Ischia-Napoli.

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Il problema, come spesso succede, è anche strutturale. Gli uomini preposti ai controlli della Capitaneria, spesso invisibili. Troppo spesso relegati negli uffici, mentre agli imbarchi e sbarchi accade di tutto. E quel poco presidio che dovrebbe garantire ordine e sicurezza finisce per essere insufficiente.

La denuncia di Annamaria Chiariello riaccende i riflettori su una questione che non può più essere ignorata. Non è solo una questione di decoro, ma di rispetto per i passeggeri, per i lavoratori, per l’immagine stessa di un territorio che vive di turismo.

Perché chi arriva a Ischia non dovrebbe mai essere accolto dall’odore dei rifiuti. Né tantomeno viaggiare accanto a mezzi operativi come se fosse la cosa più normale del mondo.

Servono controlli veri. Servono responsabilità. E soprattutto serve la volontà di dire basta a pratiche che, semplicemente, non sono degne di un servizio civile e moderno. Capitaneria se ci sei batti un colpo… anzi due!

Tra betoniere in funzione e camion dei rifiuti: cosa dice davvero la legge

Dopo la denuncia della giornalista Annamaria Chiariello, che ha documentato la presenza di una betoniera in funzione e di un autocompattatore dei rifiuti a bordo di un traghetto passeggeri, la domanda diventa inevitabile: tutto questo è legale?

La risposta, al di là di ogni interpretazione, è semplice: no, o quantomeno si tratta di una situazione altamente anomala e potenzialmente irregolare.

Il trasporto marittimo di passeggeri è regolato da normative internazionali stringenti, in particolare dalla convenzione SOLAS Convention, sotto l’egida della International Maritime Organization, e in Italia sotto il controllo della Guardia Costiera. Norme che mettono al centro un principio non negoziabile: la sicurezza.

Ed è proprio su questo punto che emergono le criticità.Una betoniera può essere imbarcata su un traghetto, certo. Ma deve essere trasportata in condizioni di sicurezza, quindi spenta, stabilizzata, non operativa. Tenerla in funzione durante la navigazione significa avere un mezzo attivo, con parti meccaniche in movimento, emissioni di gas di scarico e potenziali rischi tecnici.

In altre parole, una condizione incompatibile con la presenza di passeggeri a bordo.

Non si tratta solo di una questione formale, ma di rischi concreti: possibilità di incendio, esalazioni nocive che possono risalire dai garage ai ponti passeggeri, pericolo per gli stessi operatori. Tutti scenari che la normativa mira proprio a evitare.

Ma non è tutto.Altro nodo riguarda i camion per la raccolta dei rifiuti. Anche questi possono essere trasportati, ma a precise condizioni: devono essere puliti, non devono perdere liquidi e soprattutto non devono emanare cattivi odori tali da creare disagio o rischi igienico-sanitari.

Se, come denunciato, nei saloni del traghetto si avverte chiaramente odore di immondizia, allora il problema è evidente. Non siamo più nel campo della tolleranza, ma in quello della possibile violazione delle norme sanitarie.

Perché un conto è trasportare un mezzo, altro è far viaggiare i passeggeri in condizioni indecorose.

A questo punto la questione si sposta sui controlli. Dov’è la Guardia Costiera, deputata a verificare sicurezza e correttezza delle operazioni di imbarco? Dov’è l’ASL, che dovrebbe vigilare sugli aspetti igienico-sanitari? E soprattutto, com’è possibile che situazioni del genere avvengano senza interventi immediati?

Il sospetto, sempre più concreto, è che certe pratiche siano diventate routine. Una normalità distorta, accettata per abitudine più che per legittimità.

Eppureil nostro Golfo rappresenta una delle principali porte d’ingresso turistiche del Paese. Continuare a tollerare scene come queste significa danneggiare non solo i passeggeri, ma l’immagine stessa del territorio.La legge, in realtà, è chiara. Quello che manca, ancora una volta, è il rispetto.

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Un commento

  1. Io dico sempre che per capire le cose bisogna starci dentro e non una sola volta ma ogni giorno. Quindi cara Annamaria di cosa si meraviglia. Così funziona la vita. Già quando si prende un traghetto si avverte la scostumatezza del personale all’imbarco della propria auto. Per posizionare l’auto nel garage ti si rivolgono con prepotenza facendoti passare per uno che non sa guidare. E con voce alta perché essendo in ritardo ti urlano di fare manovra velocemente. Vai, muoviti, gira le ruote etc etc. In poche parole passi per un deficiente. E mi fermo qua.

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