Vie del mare: nuove regole, vecchi problemi
Il diritto al viaggio rischia di restare sulla carta: ecco perché il decreto sull’accessibilità a bordo rischia di mettere in crisi il trasporto marittimo partenopeo

Trasporto marittimo nel Golfo di Napoli. Nuove regole e rischi per il comparto e disagi per l’utenza. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha, infatti, compiuto un passo decisivo verso l’inclusività nei collegamenti marittimi, adottando il decreto n. 18 del 5 febbraio 2026 che introduce le nuove “Prescrizioni tecniche per l’accessibilità e la mobilità a bordo delle navi”. Si tratta di un documento che, per la prima volta, definisce in modo organico i requisiti necessari per garantire il diritto al viaggio alle persone a mobilità ridotta. Un passo decisivo che potrrebbe rimanere solo sulla carta. L’obiettivo del provvedimento è chiaro: permettere a tutti di utilizzare il mezzo navale in condizioni di autonomia, sicurezza e dignità. Le nuove regole non si limitano a interventi strutturali, ma stabiliscono standard precisi che riguardano la progettazione degli scafi, l’installazione degli impianti di bordo, la segnaletica, l’illuminazione, i percorsi tattili per i disabili visivi, ascensori, cabine, servizi igienici e aree di parcheggio riservate. Insomma le carenze della realtà partenopea e delle isole è sotto gli occhi di tutti, difficle penare, che nel berve-medio periodo, queste realtà possano adeguarsi. Un elemento centrale è il fattore umano: il decreto prevede protocolli per l’informazione ai passeggeri e l’addestramento specifico dell’equipaggio per l’assistenza alle persone con disabilità.
Il provvedimento è il risultato di un lungo confronto tecnico coordinato dalla Direzione generale per il mare e promosso dal vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini, con la partecipazione di stakeholder del settore, autorità, rappresentanti della cantieristica e dell’armamento, e associazioni delle persone con disabilità. Oltre ai limiti territopriali, i srvizi a terra dovrano essere adeguati ed adatti, anche il mezzi di trasporto dovranno adottare provvediemti idonei. Se Sparta piange e i servizi a terra, per il momento, sono un miraggio, anche Atene non ride con il naviglio ancora lascia a desiderare. Lo fa per i normodotati, figuararsi per i soggetti con mobilità ridotta. Nonostante l’importanza delle nuove regole, il comparto trasporti nel golfo di Napoli rischia di trovarsi in difficoltà. La vetustà del naviglio, infatti, in molti casi rende le imbarcazioni non idonee al trasporto di passeggeri con mobilità ridotta. Ancora oggi, molte persone fanno fatica a viaggiare dignitosamente e in sicurezza, proprio per l’assenza di presidi e previsioni adeguate. L’applicazione delle nuove prescrizioni tecniche potrebbe mettere in crisi il settore, che si trova a dover affrontare investimenti significativi per l’adeguamento delle flotte. Senza interventi strutturali e finanziari mirati, il rischio è che il diritto al viaggio rimanga sulla carta, mentre la realtà quotidiana continua a penalizzare chi ha maggiori difficoltà.





