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Vie del mare tra rincari e… sospetti

di Marco Gaudini

 

ISCHIA – La Caremar ha  informato che, a partire dalle partenze del 7 Marzo 2016, le tariffe sono state aggiornate come da autorizzazione della Regione Campania. L’aggiornamento ha previsto un aumento legato all’indice ISTAT, stiamo parlando qundi circa dell’1% sul prezzo complessivo del biglietto. Certamente, quindi, non è una sensibile cifra, che non farà la differenza tra il prima e il dopo. Ma certamente questo seppur piccolo aumento, è lo spunto per una riflessione sulle tariffe della compagnia di navigazione. Riflessione che facciamo partendo dalle dichiarazioni di Giovanni Lombardi, portavoce dell’ATEC, l’associazione dei trasportatori:«ho appreso ieri questa notizia dei rincari, allora ho cercato di approfondire, ed ho verificato che in effetti questo aumento di Caremar è previsto dal contratto di servizio legato all’indice ISTAT, quindi parliamo di una quota di circa l’1%, quindi meno di dieci centesimi a biglietto. Non c’è quindi nulla da scandalizzarsi né da preoccuparsi. Quello sul quale bisogna fare attenzione, invece, sono eventuali, ma per il momento non se ne vedono all’orizzonte, altri aumenti ingiustificati, dinanzi ad una situazione generale in cui i prezzi stanno scendendo dovuti a vari fattori. Io già nel coordinamento trasporti ho sollecitato una richiesta di abbassamento delle tariffe, proprio in funzione di tutto quello che sta accadendo»

 

Quali sono i fattori che determinano o secondo lei dovrebbero determinare una diminuzione del costo dei biglietti del trasporto marittimo?

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«Uno è certamente il costo del petrolio, che è sceso ai minimi storici, sotto ai 30 dollari al barile. Ciò ovviamente comporta un costo minore per il gasolio, e quindi una spesa inferiore delle compagnie per i rifornimenti dei mezzi navali. Già Tirrenia, ad esempio aveva abbassato le tariffe, seguendo questo filone. Poi c’è un altro aspetto che riguarda invece la concorrenzialità. Per rotte della Sardegna, c’è infatti una guerra in atto tra Onorato e Grimaldi, che ha fatto scendere le tariffe di oltre il 30%. Noi, invece ci troviamo dinanzi ad una situazione che possiamo definire “pacifica”, per non dire che vi è un’assenza di concorrenza, in regime di “duopolio”. In questa situazione noi non possiamo godere di quelli che sono i vantaggi legati ad fenomeno concorrenziale: maggiore servizi, qualità, tariffe vantaggiose, o offerte particolari. Noi queste cose negli ultimi quindici anni non le abbiamo mai viste. Questo certamente non giova e non gioverà anche al nostro turismo, che potrebbe riversarsi su altri luoghi dove invece in regime di concorrenza si stanno attuando tariffe molto più vantaggiose».

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