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Vie del mare, vade retro aumenti: la rabbia del Comitato

Dopo l’annuncio degli armatori, che preparano il ritocco delle tariffe, una nota del comitato civico dei trasporti marittimi chiede a Regione e Comuni di attivarsi per scongiurare il nuovo scenario

Gli armatori partenopei annunciano l’aumento delle tariffe, il comitato civico dei trasporti marittimi si oppone con decisione. Come si ricorderà, su Il Golfo avevamo pubblicato le dichiarazioni di Salvatore Ravenna, direttore dell’Acap – Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei che raggruppa la quasi totalità delle aziende marittime che operano nel Golfo di Napoli. Il quale aveva annunciato la mancanza di risposte concrete alle istanze delle Compagnia, inviando quindi una missiva al presidente della Regione Vincenzo De Luca, al presidente della commissione Luca Cascone e ai sindaci di tutti i comuni delle isole.

Nella nota il Comitato esprime un deciso «dissenso su qualsivoglia aumento tariffario così come annunciato dagli armatori, illegittimo sia perché privo di rimodulazione tariffaria adeguatamente motivata ed approvata con Dgr, sia perché si tratterebbe di un ulteriore prelievo dalle tasche dei cittadini, in primo luogo isolani che pure hanno sofferto degli effetti negativi della pandemia»

«Se non riceveremo in tempi brevi risposte adeguate con atti amministrativi procederemo autonomamente agli aumenti che riguarderanno sia i passeggeri sia i pendolari», aveva detto Ravenna, facendo leva anche sui costi in aumento dei carburanti: le variazioni tariffarie in aumento sarebbero introdotte dal 1 gennaio 2022 con aumenti del 5% del costo del biglietto ordinario e addirittura del 100% del costo degli abbonamenti per i pendolari. Gli armatori hanno chiesto l’adeguamento delle tariffe (ferme all’anno 2018) all’inflazione reale e cioè +5%; adeguamenti del costo abbonamenti pendolare/residente a un valore economicamente sostenibile per le aziende; intervento contributivo della Regione a favore di pendolari e residenti per compensare l’aumento degli abbonamenti; rimodulazione di orari/corse con eventuale sostegno economico della Regione per i nuovi collegamenti.

«La giustificazione di aver bisogno di risorse per coprire i soli maggiori costi del carburante non lascia evidentemente spazio a un miglioramento del servizio, per cui gli utenti si troverebbero a viaggiare nelle stesse precarie condizioni di oggi, con gli stessi mezzi, più vecchi e più lenti, ma a un costo maggiore»

Non si è fatta attendere la risposta del Comitato civico dei Trasporti marittimi, presieduto dall’avvocato Lucia Capriello, che ha inviato alle varie autorità regionali e ai sindaci isolani una missiva in cui si chiede con forza un intervento per scongiurare tali nuovi aumenti e garantire così la continuità territoriali e il diritto alla mobilità. Nella nota il Comitato esprime notevoli perplessità «sulle richieste avanzate dagli armatori a mezzo della Acap relative ad aumenti delle tariffe anche considerate le segnalate soppressioni delle corse per motivi non sempre giustificati e la richiesta di verifica della adeguatezza dei mezzi utilizzati sulle vie del mare a seguito delle quali ci si aspettava un impegno al miglioramento dello standard qualitativo del servizio e all’utilizzo di mezzi più nuovi e performanti, e non l’ennesima minaccia di aumento del costo dei titoli di viaggio. Restiamo altresì perplessi davanti all’ennesima richiesta di denaro da parte di compagnie che invocano la libertà di iniziativa imprenditoriale, sottraendosi a qualsiasi controllo, nei periodi di alta stagione, per poi pretendere l’intervento pubblico, tenendo in ostaggio la libertà di movimento dei cittadini, quando i ricavi si riducono per fisiologiche e prevedibili oscillazioni del mercato». Non è tutto: il Comitato ha inoltre manifestato un deciso «dissenso su qualsivoglia aumento tariffario così come annunciato dagli armatori, illegittimo sia perché privo di rimodulazione tariffaria adeguatamente motivata ed approvata con Dgr, sia perché si tratterebbe di un ulteriore prelievo dalle tasche dei cittadini, in primo luogo isolani che pure hanno sofferto degli effetti negativi della pandemia. La giustificazione di aver bisogno di risorse per coprire i soli maggiori costi del carburante non lascia evidentemente spazio a un miglioramento del servizio, per cui gli utenti si troverebbero a viaggiare nelle stesse precarie condizioni di oggi, con gli stessi mezzi, più vecchi e più lenti, ma a un costo maggiore».

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Il Comitato inoltre rileva «l’ennesima richiesta di denaro da parte di compagnie che invocano la libertà di iniziativa imprenditoriale, sottraendosi a qualsiasi controllo, nei periodi di alta stagione, per poi pretendere l’intervento pubblico, tenendo in ostaggio la libertà di movimento dei cittadini, quando i ricavi si riducono per fisiologiche e prevedibili oscillazioni del mercato»

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Una premessa chiara, che prelude alle richieste inoltrate alle varie autorità regionali e comunali: innanzitutto di portare a conoscenza del Comitato civico per i trasporti marittimi le istruttorie e i procedimenti in corso relativi ad eventuali provvedimenti da adottare in tema di Trasporto pubblico locale marittimo, anche relativi al sistema tariffario. Inoltre si chiede di garantire la continuità territoriale e il rispetto del diritto europeo alla mobilità dei cittadini, mantenendo le corse annuali come previsto dal quadro orario accosti in vigore adottando gli opportuni provvedimenti con immediatezza e celerità, ma anche di verificare il rispetto delle linee regolatrici del trasporto pubblico locale marittimo ai sensi del regolamento 7/2016, del D.d. 36/2021 e delle altre norme vigenti, e infine di portare a conoscenza di quali interventi le autorità intendano intraprendere. Il tempo comunque stringe, ed è difficile prevedere quali potranno essere gli argomenti e i mezzi degli enti amministrativi territoriali per scongiurare un nuovo aumento delle tariffe.

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