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Vigilanza venatoria: riconosciute in Tribunale le competenze delle Guardie Zoofile Enpa

Le Guardie Zoofile dell’Enpa, nella fattispecie il Nucleo di Napoli in servizio sull’Isola di Ischia, possono esercitare funzioni connesse all’attività di vigilanza venatoria. È  quanto si desume da una sentenza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, il quale ha rigettato l’opposizione presentata da un cacciatore, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale da questi promosso contro le Guardie Luigi Di Meglio e Carmela Paolella. I due volontari Enpa, infatti, erano stati denunciati dall’uomo per il reato di calunnia perché questi, durante un controllo, si era rifiutato di esibire il tesserino venatorio venendo a sua volta segnalato all’autorità giudiziaria.

Una prima iniziativa legale, promossa dal cacciatore nel 2015, si era conclusa con una richiesta di archiviazione dal parte del Pubblico ministero, cui era seguita una opposizione della parte offesa e una nuova richiesta di archiviazione da parte del p.m., con una nuova ulteriore opposizione da parte del cacciatore, sulla quale veniva chiamato a pronunciarsi il Gip. Nel corso del procedimento, che ha visto anche l’intervento del Caponucleo di Napoli Massimo Moffa – in questa circostanza il Caponucleo di Napoli ha ribadito lo status particolare riconosciuto alle Guardie Enpa in forza della legge 157/92 – il supplemento di indagine richiesto dalla parte offesa e svolto dall’organo giudiziario ha permesso di chiarire una volta per tutte la posizione di  Di Meglio e Paolella, scagionati dall’accusa di calunnia.

Ma c’è di più. Il Gip infatti ha precisato come i due indagati non abbiano agito «al di fuori delle competenze loro riconosciute». In altri termini, Di Meglio e Paolella, per la loro qualifica di Guardie Zoofile, avevano piena facoltà di svolgere attività di vigilanza venatoria chiedendo l’esibizione del tesserino.

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