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Vigile arrestato, tutti i dettagli dell’interrogatorio dinanzi al gip

Di Francesco Ferrandino

NAPOLI. Si è svolto ieri mattina, presso il Tribunale di Napoli davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Maria Gabriella Pepe, l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Michele Costagliola Di Fiore. Il sottufficiale dei Vigili Urbani di Ischia venne arrestato e posto ai domiciliari lo scorso 24 novembre con l’accusa di peculato continuato ai danni del Comune, per aver sottratto alle casse dell’ente più di 87mila euro, frutto delle sanzioni amministrative per le infrazioni al Codice della Strada. Davanti al Gip, l’indagato ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità per il grave ammanco arrecato al Comune. Durante l’interrogatorio egli ha illustrato le crescenti difficoltà, economiche e personali, in cui è precipitato, che lo hanno portato a non poter più far fronte nemmeno alle normali necessità di vita, dimostrando di non avere compiuta contezza delle dimensioni della cifra totale sottratta al Comune negli ultimi cinque anni, e dicendosi stupito che la somma ammontasse addirittura a quasi novantamila euro. Lo stipendio percepito viene quasi totalmente prosciugato, non solo dal gioco, ma dai debiti di varia natura accumulati nel tempo, tanto che un quinto dello stipendio è già pignorato, mentre il resto serve a rimborsare prestiti vari, col risultato che pochi euro rimangono mensilmente a Costagliola. In considerazione della particolare situazione psichica sofferta dall’indagato, e del fatto che egli vive da solo, senza l’ausilio di familiari o conviventi, il Gip ha disposto, nonostante gli arresti domiciliari, che il sottufficiale potrà quotidianamente lasciare l’abitazione tra le ore 10:00 e le 12:00, per provvedere alle proprie esigenze. Inoltre, siccome l’indagato ha spiegato al giudice di essere già da alcuni mesi in cura per disintossicarsi da tale nociva dipendenza dal gioco, il magistrato ha stabilito che ogni venerdì il pubblico ufficiale potrà recarsi dalle ore 6:00 alle 16:00 a Grumo Nevano per frequentare un corso di riabilitazione, dimostrando così almeno la volontà di uscire dal tunnel in cui è precipitato. La difesa di Costagliola si riserva di depositare documentazione a supporto dell’istanza di revoca della misura cautelare, e ha annunciato che venerdì inoltrerà ricorso al Tribunale del Riesame.

LE INDAGINI – La spiacevole vicenda deflagrò la scorsa estate, quando una serie di accertamenti amministrativi permise di rilevare un ammanco di oltre 4500 euro sul totale delle somme ottenute dalle riscossioni delle contravvenzioni nel corso del 2015. Immediatamente il maresciallo fu collocato in ferie, mentre ai controlli della commissione di disciplina si aggiunsero le indagini della Procura (a cui era stata indirizzata formale denuncia). I relativi accertamenti, diretti dal Pubblico Ministero Alfonso D’Avino, hanno permesso di stabilire che le somme sottratte dal Maresciallo Costagliola Di Fiore non si limitavano ai pagamenti dell’anno in corso, ma si spingevano indietro nel tempo: addirittura, nel quinquennio 2011-2015, le indagini hanno accertato che  Costagliola si era appropriato della somma complessiva di euro 87.245,68 suddivisa per le varie annualità. Da quanto emerso si evince quasi l’esistenza di uno “schema” usato dal Maresciallo nel “distrarre” le somme raccolte con l’attività di vigilanza stradale. Nel primo anno, infatti, sembra che sui 42.745,62 euro che andavano destinati alle casse comunali, il pubblico ufficiale abbia “trattenuto” indebitamente la somma di 8.649,36 euro, mentre nel corso del 2012, su un incasso vicino ai 50mila euro, il Vigile si sarebbe appropriato di quasi 20mila euro. La stessa somma veniva sottratta anche per l’anno successivo, mentre l’apice veniva toccato nel 2014 quando, secondo la Procura, su oltre 91mila euro incassati dalle contravvenzioni, il Maresciallo si sarebbe impadronito di oltre 35mila euro. Una vera e propria “escalation”, bloccata soltanto dai controlli intervenuti quest’anno. Gravi, secondo la Procura, gli indizi di colpevolezza a carico dell’esponente della polizia municipale di Ischia, che hanno indotto gli inquirenti a richiedere gli arresti domiciliari, richiesta accolta dal GIP, a fronte della reiterazione della condotta per più anni, mostrando, secondo il P.M., di non aver alcun rimorso circa il suo operato, oltre al “totale spregio per il patrimonio dell’amministrazione di appartenenza”: insomma, i fatti contestati sarebbero così gravi da non ritenere applicabile il beneficio della sospensione della pena. Come poi è emerso nell’interrogatorio di ieri, il componente del Corpo dei Vigili Urbani ha speso le somme sottratte al gioco. Il sottoufficiale si era rivolto, per una depressione acuta, in una prima fase al centro di salute mentale di Ischia, che lo aveva preso in cura, per poi rivolgersi la scorsa estate al centro di Grumo Nevano.

LA MALATTIA DEL GIOCO – L’intera vicenda assume così  connotazioni molto delicate che riaccendono sull’isola il tema della ludopatia, non solo un fenomeno sociale, ma una vera e propria malattia. Infatti, quella che impropriamente viene chiamata ludopatia, o più correttamente “gioco d’azzardo patologico”, è un disturbo comportamentale che porta a una dipendenza dal gioco paragonabile per diversi aspetti alla tossicodipendenza. Il giocatore d’azzardo patologico, infatti, aumenta progressivamente la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nell’apparente tentativo di recuperare le perdite, finendo così con l’investire più delle proprie possibilità economiche (usando anche denaro non suo o facendo debiti), in un vortice sempre più distruttivo: proprio quello che è accaduto al sottufficiale Costagliola Di Fiore. Non è solo quindi la storia, di un dipendente pubblico, per di più un pubblico ufficiale, che sottrae risorse pubbliche per fini privati – cosa di per sé già molto grave –  ma, siamo dinanzi ad un altro “malato” del gioco, un’altra “vittima” di questo fenomeno. Infatti questa grave problematica determina l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze. Per continuare a dedicarsi al gioco d’azzardo e alle scommesse, chi è affetto da ludopatia trascura lo studio o il lavoro e può arrivare a commettere furti o frodi. Comportamento che, con ampia probabilità, ha determinato la condotta scorretta di questo vigile urbano di Ischia. La ludopatia, infatti è una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita. Durante i periodi di stress o depressione inoltre,  l’urgenza di dedicarsi al gioco d’azzardo per le persone che ne sono affette può diventare completamente incontrollabile, esponendoli a gravi conseguenze, personali e sociali. Conseguenze che, in questo momento, e nel prossimo futuro, il sottufficiale della Polizia Municipale di Ischia, purtroppo, conoscerà direttamente, giacché oltre alle conseguenze penali verrà dato avvio anche a un procedimento per mezzo del quale la Corte dei Conti cercherà di recuperare la somma sottratta illecitamente dal pubblico ufficiale. Sfortunatamente, i casi di “giocatori seriali” aumentano sempre di più, e questo avviene soprattutto nei piccoli centri, come la nostra isola. Un aumento certificato anche dal fatto che, ormai dal 2012, il DDL 13/9/2012 n. 158, ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza (Lea), con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da questa patologia. Esattamente un anno fa, proprio a Ischia, durante un convegno tenutosi all’Hotel Re Ferdinando, il Prof. Vittorino Andreoli, psicoterapeuta di fama internazionale, tenne una lectio magistralis in cui vennero approfonditi gli aspetti più significativi e sconosciuti della ludopatia e delle sue conseguenze.

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