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Vigili del fuoco in Albania, c’è anche l’ischitano Nicola Ciannelli

L'uomo, 52 anni di Lacco Ameno e da maggio al comando del Corpo di Arezzo, è stato tra i primi ad arrivare a Durazzo dopo il terremoto di tre giorni fa. La sua testimonianza a Il Golfo

C’è anche un pompiere di Lacco Ameno tra i vigili del fuoco italiani intervenuti in Albania dopo il terremoto di due giorni fa. Si tratta di Nicola Nicola Ciannelli, comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Arezzo che è tra i primi caschi rossi partiti per i Balcani. Ciannelli ha risposto subito presente alla chiamata nella missione albanese e con un velivolo partito da Pisa ha raggiunto i luoghi devastati dalle scosse. Ciannelli, 52 anni, ischiano di Lacco Ameno, da maggio guida il Corpo dei Vigili del fuoco di Arezzo. Ingegnere civile, ha alle spalle una intensa attività tra i quadri tecnici. Nelle giornate di martedì e di mercoledì sono 175 i Vigili del fuoco, arrivati in Albania ed a lavoro tra Durazzo e Shijak in aiuto alla popolazione. Il team è composto da 65 unità specializzate USAR (Urban Search and Rescue), 44 dalla Toscana e 21 dal Lazio, per la ricerca e il soccorso tra le macerie, sezioni operative da Puglia e Campania, integrate con personale medico dell’AREU della Regione Lombardia.  

In Albania anche ingegneri e tecnici del Corpo nazionale esperti nella valutazione speditiva di strutture lesionate e analisi del danno a seguito di terremoto. Raggiungiamo telefonicamente Nicola Ciannelli, mentre è a Durazzo. Gli parliamo al telefono durante una breve sosta durante una delle interminabili giornate di lavoro. “Si continua a scavare senza sosta”, ci conferma Nicola Ciannelli. “Il compito delle squadre italiane è quello di garantire il soccorso alla popolazione e il supporto alle autorità locali nelle attività di valutazione dell’agibilità di strutture interessate da crolli e lesioni”. Nicola Ciannelli è alla guida dell’USAR -Urban Search and Rescue- un reparto nato per migliorare le attività di soccorso in macerie, derivanti da eventi sismici, esplosioni, crolli o dissesti statici e idrogeologici.

Le squadre USAR del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco affrontano operazioni di soccorso in tali scenari con un adeguato livello di sicurezza e con metodologie altamente evolute concernenti soprattutto la valutazione dei rischi associati, le tecniche di localizzazione e le attività di estricazione delle vittime. Queste operazioni devono essere particolarmente incisive, tempestive e celeri. Gli operatori devono agire in modo da estricare i soggetti intrappolati entro margini temporali che facilitino il loro trattamento sanitario ed evitino l’insorgere di complicazioni postume o, ancora peggio, il loro decesso. I vigili utilizzano degli equipaggiamenti e delle attrezzature speciali per la ricerca e il soccorso, quali geofoni, robot, termocamere, search-cam, e devono essere inoltre addestrati a fornire immediatamente il supporto vitale di Base (BLS). “Al momento – ci conferma Ciannelli – stiamo lavorando in un sito a Durazzo dove è dispersa un’intera famiglia. Sono sei i dispersi”.

Sono passate oltre 48 ore dal terremoto ma “Chiaramente speriamo di trovarli ancora vivi”, ci confessa il comandante ischitano. “Salvare quante più persone possibile è la nostra missione. Siamo qui per questo”. Concluse le operazioni di primo soccorso, Cianelli ed i suoi uomini lavoreranno per allestire una tendopoli per gli sfollati. “Successivamente ci occuperemo di controllare l’agibilità degli edifici esistenti. Ma questo succederà nei prossimi giorni. Adesso siamo concentrati, con le unità cinofile, a cercare i dispersi”. Due anni fa Nicola Ciannelli, con i suoi uomini, all’indomani del sisma che colpì l’isola arrivò anche a Casamicciola. “Lavorare ‘in casa’ è stato ‘particolare’. Lavorare per la propria terra e per la propria gente è stato per me un’emozione continua e costante”, ci ha confermato Ciannelli. “Anche se poi alla fine non c’è differenza perché l’impegno sia dal punto di vista professionale che emotivo è sempre lo stesso in ogni emergenza”. Lo stesso impegno che i vigili del fuoco italiani stanno mettendo in campo in auto delle popolazioni dell’Albania.  

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