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Villa Arbusto, a settembre l’inizio degli scavi grazie alla fondazione Thyssen

di Francesco Castaldi

LACCO AMENO – Partiranno nel prossimo mese di settembre, grazie all’interessamento di due università tedesche e di una fondazione privata, gli scavi del terreno che si trova a pochi metri dall’ingresso dello storico complesso di Villa Arbusto, che dal 1999 è la sede del museo di Pithecusae, ideato e fortemente voluto dal professor Giorgio Buchner, l’archeologo tedesco che nel 1954 rinvenne la celeberrima coppa di Nestore, recante un’incisione che risale all’VIII secolo a.C.. Peculiarità, quest’ultima, che la rende il più antico esempio di scrittura alfabetica greca al mondo. La notizia è stata comunicata sabato scorso dal dirigente della Sovrintendenza ai beni archeologici Costanza Gialanella nell’ambito dell’inaugurazione del centro culturale  dedicato a Aenaria.

Tra meno di tre mesi, dunque, sarà possibile accedere nuovamente al terreno ubicato nel comune di Lacco Ameno e dare inizio alla campagna di scavi in un sito che – come recentemente evidenziato anche dalla cronache della stampa locale – versa in uno stato di profondo degrado, dal momento che la zona risulta essere ricoperta da rifiuti di ogni genere. Una condizione che ben poco si addice a un luogo che, alla luce dei saggi effettuati nel corso del tempo, promette di essere custode di importanti elementi di rilevanza archeologica, che potrebbero verosimilmente condurre alla scoperta di dettagli tutt’altro che irrilevanti. Bisogna inoltre considerare che quel terreno, come evidenziato in passato da alcuni studiosi, non è altro che la continuazione dell’insediamento metallurgico di Mazzola, perlustrato e scavato proprio da Giorgio Buchner a partire dalla fine degli anni sessanta.

L’area di cui vi stiamo parlando tornerà al suo antico splendore anche in ragione del fatto che a suo tempo fu deciso di non provvedere alla sua cementificazione, e ciò per consentire che non fosse preclusa in futuro la possibilità di condurre in loco un’approfondita campagna di scavo in uno dei siti archeologici più affascinanti presenti nel bacino del Mediterraneo. Un ambizioso progetto che, a causa degli esigui finanziamenti erogati dal Governo capitolino, finora non ha potuto essere concretamente realizzato. Fortunatamente, dalla Germania qualcosa si è mosso. Infatti le università di Amburgo e di Francoforte, di concerto con la fondazione Thyssen, hanno reperito le risorse necessarie per effettuare gli scavi nel sito di Lacco Ameno. Un’ottima notizia non soltanto per gli addetti ai lavori, ma anche per i tanti appassionati di archeologia, che prossimamente potranno conoscere nuovi aspetti relativi alla prima colonia della Magna Grecia.

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