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Villa Joseph non chiuderà, siamo vittime di voci strumentali

CASAMICCIOLA TERME – Lo incontriamo in un pomeriggio caldo e assolato a Casamicciola, all’interno di Villa Joseph. Lui è l’attuale amministratore della casa albergo per anziani, e noi ci siamo fiondati presso la struttura per cercare di saperne di più sull’incredibile ridda di voci che si rincorre attorno al futuro dell’immobile e soprattutto delle sue finalità. A giochi fatti, usciamo con una serie di rassicurazioni ma anche con una serie di perplessità, chiamiamole così, sollevate peraltro dal diretto interessato…

  • La prima cosa che le devo chiedere è di quelle proprio dirette: ma cosa c’è di vero sul fatto che questa struttura sia in vendita?

“Zero, assolutamente nulla. Ma proprio zero di zero…”.

  • Mi scusi, ma la voce per la verità circolava e anche da parecchio in giro per l’isola.

“Le spiego come stanno le cose. Sono pervenute negli ultimi tempi a Roma tre manifestazioni di interesse: la prima è a firma dell’ingegnere Carlo Maresca, delle altre due non posso fornire dettagli più precisi, almeno per adesso. So che si tratterebbe di un gruppo o un’associazione vicino alla curia di Ischia e di un’altra cordata di cui però sono completamente all’oscuro. Questo perché, è bene precisarlo, le manifestazioni di cui sopra non vengono veicolate al sottoscritto ma direttamente a Roma”.

  • Quindi mi faccia capire, allo stato dell’arte non è vero che Villa Joseph sta per chiudere i battenti?

“Assolutamente no, nel modo più categorico possibile. Ma non esistono proprio i presupposti per la chiusura, ma stiamo scherzando?

  • Possibile che l’allarme sia scoppiato per queste manifestazioni d’interesse?

“Impossibile, le posso assicurare che si verificano almeno tre o quattro volte l’anno”.

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  • E allora come è spiegabile questo improvviso tam tam se parliamo del nulla, abbia pazienza?

“Forse a qualcuno conveniva millantare di aver acquistato la struttura. L’unica spiegazione non può che essere questa, perché la realtà è che noi non abbiamo firmato nessun compromesso. E di questo ho certezza assoluta perché lo stesso Don Orione prima di assumere qualsiasi iniziativa non può esimersi dal consultare il sottoscritto. Quando ho messo piede qui dentro, mi sono accollato l’onere di una ristrutturazione per un importo complessivo di un milione e mezzo di euro, che è peraltro ancora in fase di ultimazione. E’ chiaro che l’ingresso di un soggetto terzo prevede inevitabilmente che si discuta anche di come lo stesso paghi la ristrutturazione in esecuzione. Ma ho l’impressione, da quello che ho letto, che qualcuno creda di avere a che fare con degli stupidi…”.

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