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Villa Mercede, gli stipendi latitano e a Serrara arriva la Finanza

Giornata movimentata presso la RSA. Le Fiamme Gialle hanno chiesto ai lavoratori informazioni sullo stato contrattuale e informazioni sugli arretrati vantati. E adesso non si escludono nuove eclatanti forme di protesta sulla falsariga dell’incatenamento ai cancelli della scorsa estate

Immaginate di non ricevere lo stipendio per mesi, pur lavorando. Immaginate che un vostro caro, una persona anziana bisognosa di assistenza, debba essere affidata a persone angosciate da problemi economici, sempre più impellenti che si sono materializzati nonostante l’impegno nella struttura non sia mai venuto meno. Molti si sarebbero arresi e lasciato i tanti pazienti che hanno bisogno di cure al proprio destino. Ma fortunatamente ciò non è avvenuto. Lo spirito di abnegazione di infermieri e operatori socio sanitari costretti a lavorare anche 18 ore al giorno ha prevalso, rafforzato anche dalla paura di perdere il posto di lavoro, nonostante l’impegno dimostrato.

A Villa Mercede la pazienza sta venendo meno, un’altra volta, come agli inizi dell’estate quando infermieri e operatori sanitari si incatenarono al cancello di Villa Mercede, esasperati e stanchi di dover attendere all’infinito i propri soldi. A Villa Mercede le persone che mandano avanti la struttura di assistenza agli anziani tirano la cinghia da mesi. Ma ora la situazione è al limite. Buona parte dei lavoratori è in malattia. C’è chi è in stato influenzale, chi lamenta dolori alla schiena, ma è facile capire che dietro questi patimenti ci sia in realtà l’esaurimento di chi ha deciso di dire basta a una situazione reputata vessatoria. All’appello mancano gli stipendi di gennaio, febbraio e marzo, a cui si sono aggiunte le mancanze anche di settembre e ottobre.

A prendersi cura dei 29 pazienti che si trovano a Villa Mercede c’è solo un infermiere e un operatore socio sanitario. Ne servirebbero almeno altri 2 per essere sicuri di venire incontro alle mille esigenze dei pazienti anziani che hanno bisogno di cure continue. Intanto ieri mattina la Guardia di Finanza ha valicato i cancelli di Villa Mercede rimanendo per ore, almeno tre, a chiedere informazioni ai lavoratori della struttura. Alle 13.00, arrivati dopo gli impegni per la giornata commemorativa in onore delle forze armate, è arrivato anche il primo cittadino Rosario Caruso e l’assessore Irene Mattera. I finanzieri hanno chiesto ai lavoratori delucidazioni sulla situazione lavorativa dei dipendenti.

Di chi sia la colpa di questa strana e ingarbugliata situazione non è semplice da capire. Dal primo ottobre, lamentano i dipendenti, il contratto con la Civitas, la cooperativa di riferimento che dovrebbe distribuire con puntualità gli stipendi, è scaduto. Di certo c’è – lamenta chi vive ogni giorni all’interno della R.S.A. – che si sta puntando a ridurre il personale con diminuzione delle ore di impiego di fisioterapisti, assistenti sociali, animatori, psicologi e cuochi. “Negli ultimi mesi, da Antonella Polverino e Antonio Venturelli della Civitas (la cooperativa che si occupa dei lavoratori) abbiamo avuto soltanto risposte evasive e poco chiare – hanno dichiarato i dipendenti di Villa Mercede – non abbiamo dei veri e propri punti di riferimento. Lo stesso vale per le amministrazioni che hanno dimenticato il valore di questa struttura.

“Soltanto l’ex sindaco Giacomo Pascale si è dimostrato sensibile alle nostre istanze- Dagli altri sindaci – hanno dichiarato non nascondendo amarezza – abbiamo ricevuto ben poca considerazione”. In tutto ciò oltre ai lavoratori, anche i pazienti rischiano di essere le vittime di una situazione difficile da gestire, nonostante per un posto letto nella residenza sanitaria assistenziale di Serrara il posto letto venga pagato davvero profumatamente, intanto con buona parte dei lavoratori in malattia comincia a essere difficile garantire l’assistenza basilare. E’ complicato anche cambiare le lenzuola, garantire la pulizia dei pazienti e le altre operazioni basilari. Intanto, in questi momenti in cui buona parte del personale si trova in stato di malattia arrivano rinforzi dall’esterno persone che stanno lavorando senza affiancamento. Una situazione davvero al limite che rischia di scoppiare nuovamente, come già successo nel cuore dell’estate, con l’incatenamento ai cancelli di Villa Mercede.

Foto Franco Trani

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