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Villa Mercede, l’ultimo appello: «Basta con questa agonia»

Carenza d personale e di addetti alla manutenzione della struttura, il mistero della nuova cooperativa che non arriva, l’impossibilità causa Covid di aiutare i loro cari: nuova lettera dei familiari dei degenti della rsa a vescovo, Asl, De Luca e sindaci isolani

Una situazione sempre più devastata e insostenibile, ed alla quale proprio non si riesce a porre rimedio. Anzi, a onor del vero l’impressione è che più tempo passi, più la residenza per anziani di Serrara Fontana, Villa Mercede, continui una discesa irrefrenabile nella spirale di una crisi infinita. Un gruppo di familiari di ospiti della rsa ha indirizzato una nota al vescovo d’Ischia mons. Pietro Lagnese, al ministro per la Salute Roberto Speranza, al governatore regionale Vincenzo De Luca, al direttore generale della Asl Na 2 Nord Antonio D’Amore, alla direttrice per gli organi collegiali per la tutela della salute Daniela Rodrigo, ai sindaci Vincenzo Ferrandino, Giovan Battista Castagna, Giacomo Pascale, Francesco Del Deo, Rosario Caruso e Dionigi Gaudioso e per conoscenza al direttore generale di Villa Mercede avente ad oggetto “Richiesta di risarcimento urgente di personale per la rsa di Villa Mercede”.

Nel testo i firmatari esordiscono così: “Egregi, da troppo tempo dura lo stato di emergenza di Villa Mercede, e non ci riferiamo alla situazione dovuta alla pandemia da Sars Covid 19, bensì allo stato di inadeguatezza numerica degli operatori di Villa Mercede. Già da tempo il personale è numericamente sotto dimensionato e ci riferiamo in particolar modo agli operatori socio sanitari in servizio, alla figura del fisioterapista che viene solo per poche ore tre volte a settimana per sedici ospiti, nonché agli animatori completamente assenti. Manca inoltre un addetto alla manutenzione delle apparecchiature e della struttura, ragion per cui spesso si trovano in grande difficoltà (ad esempio frequente mancanza di acqua calda). Gli OSS, numericamente insufficienti per le specifiche mansioni, devono sopperire alla funzione sanitaria oltre che di assistenza. E’ impensabile che solo due OSS e un infermiere per turno riescano a garantire assistenza assicurando cure ed alimentazione (e stiamo parlando di bisogni di base) a 16 ospiti, la maggior parte dei quali è obbligata a letto e dislocata su tre piani della struttura. Attualmente altri tre OSS sono venuti meno alla forza lavoro in servizio presso la rsa senza essere sostituiti e ci chiediamo con un numero così basso di personale come si possa garantire l’adempimento dei bisogni primari e di un’assistenza dignitosa per gli ospiti della struttura”.

I firmatari della lettera proseguono: “Per mesi ci è stato detto che presto, una volta risolte le beghe legali, al massimo entro settembre 2020, si sarebbe reinsediata una cooperativa e ci avrebbero garantito la completa ripresa dell’assistenza dovuta in una struttura del genere. Invece anche ottobre sta passando e non si vede la fine di questa apocalisse. Intanto i nostri cari stanno continuando a peggiorare, a perdere di autonomia e ci ritroviamo nella situazione di un cane che si morde la coda, meno gli ospiti sono autonomi minore è il numero di assistenti assegnati. Il prossimo inverno per certo non migliorerà la situazione, alle piaghe da decubito che già si sono moltiplicate ci saranno da aggiungere tutte le patologie conseguenti all’immobilità a letto (bronchiti). Già in passato ci siamo trovati più volte ad affrontare l’insufficienza numerica del personale, ma mentre in situazioni normali noi familiari abbiamo potuto sopperire aiutando i nostri parenti nei bisogni fondamentali, ora l’emergenza covid ci impedisce ovviamente di essere presenti. Il Comitato di fatto dei familiari degli ospiti di Villa Mercede è consapevole che il provvedimento di chiusura si è reso necessario per tutelare la salute dei propri cari ma ci aspettiamo che vengano garantite una vita dignitosa e la soddisfazione dei bisogni primari degli ospiti con un numero sufficiente di operatori attivi”. La conclusione dell’epistola indirizzata ai sindaci è abbastanza scontata: “Rivolgiamo questa richiesta alle autorità competenti: il Ministro della Salute, il presidente della Regione Campania e il direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord, la direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute, il Vescovo di Ischia che da sempre ci ha mostrato sostegno; i sindaci dell’isola di cui molti degli ospiti sono i cittadini più deboli da tutelare, e a tutti coloro che in base alle proprie competenze, possano aiutarci ad alleviare le pene per le nostre famiglie, in un momento tanto difficile. Fiduciosi di una rapida e positiva risoluzione dell’esigenza sentita, certi di un positivo riscontro, l’occasione è gradita per porre i più cordiali saluti”.

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