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Villa Villari apre i suoi cancelli per uno sguardo sulla storia dell’isola

Di Isabella Puca

Foto Tommaso Monti

Ischia – Ci sono dei posti che conservano ancora l’idea di quella che l’isola d’Ischia doveva essere stata un tempo. Luoghi nascosti seppur disposti in pieno centro. L’area di Villa Villari è tutto questo. Quanti di voi si sono chiesti cosa c’è alle spalle di quel cancello, poco distante la spiaggia dei pescatori alla Mandra? Quella folta vegetazione, abitata tutto l’anno da stormi di uccelli e dalle lucciole, in primavera, a illuminare la notte dei passanti, è solo un’idea che s’intravede. C’è movimento in questi ultimi mesi, abbiamo chiesto di poter curiosare e i cancelli ci sono stati aperti senza remore. D’un tratto, pur essendo in pieno centro, sembra di essere entrati in tutt’altra dimensione. Il giardino della villa sembra voler tornare al vecchio splendore, ma la strada è lunga dopo i tanti anni di abbandono. 2Quello dei Villari è il parco – pineta più esteso del comune di Ischia e di più complessa strutturazione. I pini secolari ultracentenari continuano a fare ombra sul sottobosco di macchia mediterranea. Particolare il suolo roccioso da dove fuoriescono specie botaniche anche alquanto rare o singolari. Nascoste, lontane dall’ingresso, la presenza di polle di acqua dolce  un tempo utilizzate anche per scopi terapeutici. La tenuta Bourguignon o Villari ha origine nel 1812 con un primo nucleo composto da una casa rurale e una pertinenza agricola del vicino convento posto su quella che era una colata lavica. Già nella seconda metà dell’800, con l’acquisizione di terreni lavici limitrofi, la proprietà Villari raggiunse una notevole estensione. La villa, nel primo decennio del ‘900, venne però demolita per consentire una modifica del tracciato di Via Pontano e fu sostituita da una villa a due piani della quale resta ancora oggi la facciata. Da casa colonica passò quindi a una struttura di villa signorile e così subirono una trasformazione anche le aree circostanti che diventano, giardino nella parte pianeggiante, e parco nella parte della lava dell’Arso. Ancora nel 1955 vi fu il frazionamento della proprietà per la realizzazione di via Sogliuzzo e, negli anni ’80, alcune parti furono espropriate per pubblica utilità. 3La tenuta Villari o Bourguignon raggiunse, così, un assetto definitivo soltanto negli ultimi anni del XIX secolo. Il proprietario originario fu Giovan Battista Bourguignon, sua era una casa con vigneto e palmenti disposta nella contrada della Mandra. La famiglia Bourguignon era imparentata con la famiglia Mauricoffre, banchieri presenti a Napoli già dal 1760. Giovan Battista Bourguignon sposò Celeste Coltellini una delle più celebri cantanti del tempo e dal matrimonio nacquero 3 figli, due dei quali sposarono dei Meuricoffre; il legame tra le due famiglie si strinse, così, ancora di più. La proprietà dei Bourguignon, acquistata alla Mandra, godeva di una forte posizione strategica: era equidistante dal Castello e dal Casino Reale due dei luoghi cruciali della cultura dell’isola d’Ischia. La storia di villa Villari  continua nel 1899 quando il nipote di Giovan Battista, Alfredo Bourghignon dona a Elvira Giunti, consorte di Enrico Villari, un fabbricato posto in via Pontano. Nel testamento di Giovan Battista si legge che i coniugi e i figli potevano passeggiare liberamente nella tenuta e attingere l’acqua dai pozzi, vita natural durante, ma non potevano tagliare le piante né i rami degli alberi, la natura andava conservata così com’era. Ancora oggi sono circa 16,5 gli ettari della tenuta, che si adatta alle forme del suolo modificatosi dopo la colata lavica del 1301 e  che era raccolta nelle caratteristiche parracine andate demolite negli ultimi decenni. La promessa rispettata al testamento di Giovan Battista Bourguignon ha fatto sì che nel giardino, ancora oggi, siano visibili varie piante esotiche come un boschetto di bambù, un piccolo bananeto, dei papiri, delle stupende magnolie e tanti esemplari di camelie risalenti all’800. Un tesoro naturale che resiste allo scorrere del tempo. 4Tuttavia, la pineta che occupa l 80% della proprietà vede circa mille esemplari di pino d’impianto artificiale decimato purtroppo, dalla marchallina hellenica. La storia racconta che la famiglia Villari percorresse tutta la promenade del parco per poi toccare una determinata pietra, 1600 metri di  parco.  Anche se non esiste più il portale d’ingresso, posto sul lato meridionale della proprietà, non è difficile immaginare lo splendore di quel tempo dove si era ricchi anche solo percorrendo la natura. I viali principali potevano essere percorsi dalla carrozza e dal calesse e i documenti del tempo raccontano che nella villa vi furono Celeste Coltellini, Mozart, Goethe, il kaiser Guglielmo II e la Kaiserina Victoria Augusta, così come l’oceanografo Anton Dohrn al quale è dedicata una lapide posta su una roccia di 5 metri. Oggi, entrando dal cancello posto su via Pontano ci accoglie la natura incolta di un immenso giardino, proprio dinanzi a noi, nella parte centrale, all’ombra di un immenso platano, c’è un pozzo che, scavato probabilmente agli inizi del secolo scorso, mostra evidente la presenza di una vena d’acqua utilizzata in passato per uso domestico e terapeutico.8 Le analisi condotte sull’acqua denominata “Mirtina” dal nome dell’arbusto presente in pineta rivelarono, infatti, delle importanti caratteristiche organolettiche e terapeutiche efficaci per malattie come l’obesità, il diabete e i processi infiammatori dell’apparato gastro – enterico. Proseguendo verso sinistra, attraversando un sentiero circondato da papiri e da un canneto, un cancello arrugginito dà su un manufatto abbandonato, probabilmente un tempo un asilo gestito dalle suore. Nella parte opposta i rovi sono cresciuti a misura d’uomo, ma dopo averli attraversati, il giardino continua a offrire sorprese. Una grotta, detta del pugnale, una polla d’acqua e ancora delle colonne che testimoniano la presenza, un tempo, di un pergolato. Chiudendo gli occhi ci s’immagina qualcuno che passeggia all’ombra di un glicine. Sarebbe bello che di tutto questo potesse usufruirne la cittadinanza e magari i turisti che potrebbero, così, conoscere una parte della storia dell’isola, quella che forse, sembra essere meno conosciuta, ma non per questo meno importante. Pare che presto quest’idea possa realizzarsi.9 Si dice, infatti, che una parte dei  Germani – Villari, attuali proprietari, siano disposti a cedere una striscia di terreno per collegare la pineta Mirtina a Corso Vittoria Colonna. L’altra parte della famiglia non ha ancora dato il consenso, ma se ciò accadesse potrebbe succedere che le due zone siano finalmente unite così da offrire la possibilità di passeggiare in pineta per ricongiungere due zone centrali e fortemente trafficate. L’idea è anche quella di ripulire l’intero giardino, così da creare all’interno un percorso nel verde al fine di realizzare degli eventi pubblici o privati. Viene subito da pensare a un concerto di musica classica, ma anche a un romantico matrimonio nel verde. La storia di Villa Villari continua a essere scritta e speriamo di poterla vivere presto con i nostri occhi.

 

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