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Vince anche il paese senza auto

Si dirà che le scuole erano chiuse e che dunque almeno nella fascia mattutina si possa trovare questa giustificazione, ma per la verità abitualmente anche di domenica il caos è decisamente maggiore. Si dirà altresì che in molti, complici i divieti di sosta e di fermata disseminati sull’intero territorio del Comune di Ischia, hanno preferito non muoversi proprio con la propria autovettura o farlo riducendo gli spostamenti al minimo sindacale. Ma il territorio, nella giornata di ieri, ha offerto davvero uno “spaccato” invidiabile, una di quelle cose che ci farebbe piacere poter vedere tutti i giorni. Poche auto in giro, quasi nessuna parcheggiata nelle aree dove vigevano i divieti (anche se non è mancato chi non ha inteso rispettarli, insomma uno spettacolo non certo surreale come quello del Giro d’Italia o della visita di Giovanni Paolo II ma in ogni caso apprezzabile. Ischia, per una giornata, è sembrata essere un’isola nell’isola: perché altrove, invece, la vita scorreva normalmente, ma ci pare di capire che il caos è stato inferiore in ogni caso.

L’auspicio, adesso, è che da questa due giorni di “sacrifici” (volutamente tra virgolette, in fondo non si tratta di nulla di titanico) si possa cercare di aprire un tavolo di discussione e di riflessione. Magari non per inseguire l’utopia di un paese libero dalle auto, ma quantomeno per mettere a disposizione idee, strategie e strumenti per giungere a un giusto compromesso. Farlo sarebbe un successo, non farlo un’opportunità perduta. L’ennesimo, per intenderci.

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