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Viola gli obblighi dei domiciliari e finisce a Poggioreale

PROCIDA – Ha violato le restrizioni che gli erano state imposte dal regime degli arresti domiciliari e per questo motivo, su disposizione della magistratura, è stato tradotto nel carcere di Poggioreale dove sconterà la pena. Il protagonista di questa disavventura è un ventisettenne procidano, Michael Terzo, che assurse agli onori della cronaca alle prime luci dell’alba della vigilia di Ferragosto, quando si rese artefice di un vero e proprio “show” sull’isola di Procida.  L’uomo girovagava per l’isola in evidente stato di alterazione, a causa dell’ubriachezza in cui versava ed era entrato in un bar del centro. Qui, all’improvviso, iniziò a minacciare con una certa violenza sia il proprietario dell’esercizio commerciale che gli avventori, destando una notevole preoccupazione tra i presenti. A quel punto arrivò una telefonata al 112 che aveva chiesto l’intervento dell’Arma per riportare la situazione all’ordine. Sul posto giunsero i carabinieri della locale stazione: alla vista dei militari, Michael Terzo invece di calmarsi e ridursi a più miti consigli, si avventò contro i tutori dell’ordine aggredendoli con spintoni e calci, il tutto accompagnato da frasi ingiuriose e minacciose.

Alla fine il procidano venne fermato dai carabinieri che lo arrestarono con le accuse di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Il ventisettenne, poi, venne sottoposto ai domiciliari in attesa del rito direttissimo che venne celebrato dopo due giorni. Michael Terzo fu condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Napoli ad otto mesi di reclusione ai domiciliari senza la sospensione della condizionale della pena, anche in considerazione dei suoi precedenti penali che lo rendevano noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e per il possesso di sostanze stupefacenti. E nella circostanza, l’unico beneficio che gli venne concesso fu quello di scontare la detenzione presso la sua abitazione e non dietro le sbarre. Ma in questo breve arco di tempo gli inquirenti hanno potuto constatare la violazione di una serie di obblighi che gli erano stati imposti, come ad esempio quello di non avere contatti con persone esterne al nucleo familiare. Da qui la segnalazione all’autorità giudiziaria competente che si è regolata di conseguenza. Gli uomini guidati dal cap. Andrea Centrella, dunque, hanno bussato alla sua porta trasferendolo nel carcere mandamentale partenopeo.

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