CRONACAPRIMO PIANO

Violenza sessuale a Barano, due giovani rumeni in manette

L’indagine è stata condotta dai carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo: la vittima, una ragazzina di 14 anni, è riuscita a fuggire mettendosi in salvo su un autobus

Una vicenda torbida, di quelle che dimostrano una volta di più come la nostra non abbia i titoli per essere considerata ormai più un’isola felice e dove certi fenomeni – sia pure per fortuna ancora di rado – iniziano ad avere una preoccupante frequenza. Una storia di violenza sessuale perpetrata ai danni di una ragazzina e che ha messo subito in moto i carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione, che hanno dovuto compiere un’indagine certo non lunga (visti i tempi con cui si è arrivati a chiudere il cerchio) ma sicuramente complessa in considerazione del fatto che i responsabili del crimine erano soggetti difficili da identificare ed assicurare alla giustizia, come spiegheremo tra poco.

I fatti si sono verificati in località Testaccio, la vittima era in compagnia di due amiche ed ha denunciato i fatti due giorni dopo. Immediate le indagini, i giovani acciuffati rispettivamente a Barano e porto d’Ischia

Partiamo dall’inizio e cioè dell’attività investigativa affidata ai militari della Stazione di Barano, guidati dal maresciallo maggiore Gennaro Bonavoglia e dei colleghi del Nucleo Operativo coordinati dal luogotenente Sergio De Luca, che hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 19enne e un 14enne, entrambi di origine rumena, entrambi senza fissa dimora, ritenuti responsabili di una violenza sessuale consumata proprio a Barano d’Ischia nella notte del 20 settembre scorso, con una studentessa 14enne nei panni di vittima.

I fatti sono accaduti nel Comune collinare. E’ sera, è quasi mezzanotte e tre giovani ragazzine si trovano nella zona di Piazza Mar del Plata. A quel punto imboccano una rampa di scale che li condurrà al Testaccio, dove attenderanno l’autobus per far ritorno a casa. Due di loro hanno il passo più veloce e iniziano ad incamminarsi, la terza resta leggermente indietro. A un certo punto finisce nelle grinfie dei due delinquenti, che evidentemente avevano già panificato l’aggressione: il primo la blocca e la tiene ferma, il secondo inizia a palpeggiarla nelle parti intime. Per sua fortuna la ragazza riesce a divincolarsi e a scappare, ma nemmeno la fuga ferma i due rumeni che continuano ad inseguirla a passo spedito. La fortuna però è dalla parte della vittima, che raggiunge le sue amiche sulla fermata dell’autobus proprio nel momento in cui il mezzo dell’Eav è giunto sul posto: anche lei sale a bordo mettendosi così l’incubo (e i due rumeni) alle spalle. Per 48 ore la ragazza non ha raccontato nulla ai genitori o ad amici, tenendo dentro di sé il ricordo di quella drammatica esperienza, fino a quando ha deciso di raccontare la disavventura patita. A questo punto i suoi congiunti si sono recati presso la Stazione dei Carabinieri di Barano, dove hanno provveduto a sporgere la regolare denuncia per i fatti accaduti.

Il 19enne è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, il 14enne al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei: oggi in programma l’udienza di convalida

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In caserma è sfilata la vittima della violenza ma anche le sue amiche e la loro testimonianza è stata fondamentale, dal momento che ha permesso di tracciare una sorta di identikit dei due giovani ragazzi. Non solo, le minori hanno anche sottolineato come gli stessi senza dubbio non fossero di nazionalità italiana il che ha fornito un altro significativo indizio. Dell’accaduto viene ovviamente messa subito al corrente l’autorità giudiziaria e le indagini vengono coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli (4^ Sezione – Fasce Deboli della Popolazione) e dalla Procura della Repubblica c/o il Tribunale per i Minorenni di Napoli. A quel punto l’isola è stata battuta e monitorata palmo a palmo fino a quando il 30 settembre non è arrivata la svolta. Il 19enne ed il 14enne sono stati fermati in due zone diverse del territorio isolano: il primo proprio a porto d’Ischia, il secondo invece a Barano. Sono stati immediatamente inchiodati alle loro responsabilità e attraverso riscontri fotografici sia la studentessa vittima di violenza che le sue due amiche li hanno riconosciuti senza alcun dubbio.

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Un passaggio, questo, fondamentale. Tra l’altro, da alcune indiscrezioni trapelate, pare che uno dei due rumeni abbia anche ammesso le proprie responsabilità dinanzi ai militari guidati dal capitano Mitrione, mentre l’altro sarebbe rimasto in religioso silenzio. L’epilogo è stato fin troppo scontato con il maggiorenne che è stato tradotto presso il carcere napoletano di Poggioreale ed il minore accompagnato invece al Centro di Prima Accoglienza Minorile dei Colli Aminei. Nel corso della giornata odierna dovrebbe svolgersi l’udienza di convalida, gli indagati saranno assistiti da due difensori nominati d’ufficio.

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