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Violenza sessuale, la vittima racconta la sua “odissea” al Gip

Ieri mattina l’incidente probatorio durante il quale è stata ascoltata la ragazza che denunciò un trentenne isolano, ristretto ai domiciliari e difeso dall’avvocato Michelangelo Morgera

Si è svolto ieri l’incidente probatorio nell’ambito della vicenda che vede accusato un trentenne isolano, indagato dallo scorso novembre per il reato di violenza sessuale, aggravata dalla minore età della vittima. Proprio quest’ultima ieri è stata ascoltata alla presenza alla presenza del giudice e del pubblico ministero, oltre che del proprio legale di fiducia e del difensore dell’indagato, l’avvocato Michelangelo Morgera. L’esame è stato piuttosto lungo, circa due ore: la ragazza è stata attentamente ascoltata dal magistrato e dalla pubblica accusa, ma anche dalla difesa che si è riservata un controesame di circa quaranta minuti. La giovane, anche attraverso le domande delle parti, ha ripercorso gli avvenimenti che sfociarono nella denunzia querela del padre lo scorso autunno, che a sua volta innescò le indagini dei Carabinieri. Come qualcuno ricorderà, nella prima domenica di novembre, padre e figlia si erano recati con un gruppo di amici a pranzo in un ristorante dove, approfittando di un momento di distrazione degli altri convitati, il trentenne avrebbe palpeggiato la ragazza; e nel pomeriggio, trasferitisi presso l’abitazione dell’indagato la comitiva decise di andare quella sera stessa a cena in un altro ristorante. Il secondo episodio si sarebbe verificato proprio mentre gli altri convitati si accordavano per dirigersi verso la meta con i vari veicoli: l’indagato aveva invitato la minorenne a dare un’occhiata a un vano facente parte della proprietà ma esterno all’abitazione, mentre il padre della ragazza si allontanava momentaneamente a prendere l’auto, parcheggiata a poca distanza dall’abitazione. In quel momento l’indagato avrebbe afferrato la ragazza per il collo spingendola violentemente e bloccandola contro una parete, tentando di baciarla sulla bocca, palpeggiandole i glutei e il seno, sollevandole i vestiti.

Gli altri due episodi, anch’essi ripercorsi durante l’incidente probatorio, erano cronologicamente precedenti: una settimana prima all’interno di un supermercato dove si era recata col genitore, la minorenne sarebbe stata afferrata per il collo dall’uomo che tentava di baciarla mentre la palpeggiava, mentre nell’agosto 2017 l’indagato avrebbe già avvicinato la ragazzina: un tentativo non riuscito di bacio sulla bocca, perché la giovane riuscì a divincolarsi e a rifugiarsi all’interno del negozio gestito dal padre, sito a poca distanza.

L’avvocato Morgera si è detto piuttosto soddisfatto dell’andamento dell’udienza: «Non abbiamo intenzione di patteggiare – ha dichiarato il legale dell’indagato – perché credo che il mio cliente non debba pregiudicarsi la possibilità di veder riconosciuta la propria innocenza». Dunque, verosimilmente si andrà al dibattimento, o comunque verso un giudizio abbreviato. Come si ricorderà, nei mesi trascorsi dalla denuncia raccolta dai Carabinieri della Stazione di Casamicciola, agli ordini del Capitano Angelo Pio Mitrione, la ragazza era stata ascoltata anche dal pubblico ministero. Le indagini sono proseguite costantemente: gli inquirenti hanno proceduto all’ascolto di alcuni testimoni e hanno passato al vaglio vari sistemi di videosorveglianza, acquisendo anche alcune immagini. Dalle risultanze delle attività investigative scaturì la richiesta, poi accolta, del pubblico ministero al gip per l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per l’indagato.

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