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Violenza sessuale “reiterata”, finisce ai domiciliari

Il Gip ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero disponendo la misura cautelare per un trentenne isolano, indagato per una serie di atti nei confronti di una minorenne

Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per M.M., trentenne isolano indagato dallo scorso novembre per un’ipotesi di reato quale la violenza sessuale, aggravata dalla minore età della vittima. Le indagini partirono dopo la denunzia querela del padre della giovane, che in una sola giornata era stata oggetto per ben due volte delle violente attenzioni dell’indagato. Nella prima domenica di novembre, padre e figlia si erano recati con un gruppo di amici a pranzo in un ristorante alle pendici del Monte Epomeo.

E proprio in questa occasione, approfittando di un momento di distrazione degli altri convitati, il trentenne aveva palpeggiato i glutei della ragazza. Nel pomeriggio, il gruppo si era poi trasferito proprio presso l’abitazione di M.M. per trascorrere il pomeriggio, e qui veniva poi presa la decisione di andare quella sera stessa a cena in un ristorante di Casamicciola. Mentre gli altri convitati si accordavano per dirigersi verso la meta con i vari veicoli, l’indagato aveva invitato la minorenne a dare un’occhiata a un vano facente parte della proprietà ma esterno all’abitazione, invitando al contempo il padre della ragazza ad andare a prendere la vettura, parcheggiata a poca distanza dall’abitazione. Durante la visita, ecco la nuova violenza: l’indagato afferrò la giovane per il collo spingendola violentemente e bloccandola contro una parete, tentando di baciarla sulla bocca, palpeggiandole i glutei e il seno, sollevando i vestiti indossati dalla minorenne. L’aggressione veniva interrotta dall’arrivo del padre della ragazza, ignaro della violenza. Fu durante il tragitto per arrivare al ristorante che la giovane raccontò al padre il duplice atto di violenza subìto in quel pomeriggio, a riprova del quale ella esibì gli evidenti lividi provocati dal violento approccio. La circostanza provocò la reazione del genitore una volta giunti a destinazione, che chiedeva spiegazioni al trentenne, il quale tuttavia negava ogni addebito.

La vicenda in ogni caso non è rimasta circoscritta agli avvenimenti di quel giorno: durante la denuncia e le successive indagini è infatti emerso che già in precedenza la ragazzina era stata aggredita da M.M., anzi, proprio una settimana prima all’interno di un supermercato dove si era recata col genitore, la minorenne era stata afferrata per il collo dall’uomo che tentava di baciarla mentre la palpeggiava ripetutamente. Insomma, la giovane era diventata un obiettivo quasi ossessivo per il trentenne, ma l’elenco degli episodi di violenza non finisce qui, perché addirittura nell’agosto 2017 l’uomo aveva già avvicinato la ragazzina: un tentativo di bacio sulla bocca, che quella volta non riuscì, perché la giovane riuscì a divincolarsi e a rifugiarsi all’interno del vicino negozio gestito dal padre. Una sequenza di episodi culminati nella violenta aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio di quella domenica di novembre, in seguito alla quale la minorenne ha deciso di raccontare tutto.

Nei due mesi trascorsi dalla denuncia raccolta dai Carabinieri della Stazione di Casamicciola, agli ordini del Capitano Angelo Pio Mitrione, la ragazza è stata ascoltata anche dal pubblico ministero. Le indagini sono proseguite costantemente: gli inquirenti hanno proceduto all’ascolto di alcuni testimoni e hanno passato al vaglio vari sistemi di videosorveglianza, acquisendo anche alcune immagini. Dalle risultanze di queste prime attività investigative è scaturita la richiesta, poi accolta, del pubblico ministero al gip per l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per M.M., il quale d’ora in poi sarà assistito e difeso dall’avvocato Michelangelo Morgera. Entro alcuni giorni sarà fissato dal giudice l’interrogatorio di garanzia per l’indagato.

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