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Violenza sulle donne: una battaglia da vincere partendo dalle diversità

di Isabella Puca

Ischia – Si è conclusa con un convegno organizzato dal Rotary Club questa settimana che ha avuto al centro la giornata internazionale contro la violenza sulla donna. Una mattinata di discussione che ha avuto l’intento di porre, ancora una volta, l’accento su questa problematica oggigiorno ancora troppo attuale. Tanti gli interventi e, tra gli uditori, anche i ragazzi delle scuole segno dell’intento del Rotary, quello di sensibilizzare al tema partendo dai più giovani affinchè, in futuro, il problema possa cessare di esistere. A moderare l’incontro, l’avvocato Vincenzo Acunto che ha subito sottolineato come il Rotary, operante sul territorio da 27 anni, sia molto sensibile a tale tema che coinvolge, purtroppo, anche l’isola d’Ischia. Ad aprire i lavori, dopo l’ascolto degli inni, il dottor Bernardo De Martino presidente del Rotary club sezione di Ischia, «vogliamo essere fiduciosi nel futuro. Questa è una battaglia che riusciremo a vincere lavorando, però, nella scuola e nella famiglia. Sarà vinta con l’impegno importante di noi uomini,  in prima fila; siamo noi a dover imparare il rispetto della diversità. Uguaglianza è un termine che non mi piace, preferisco parlare di parità nella diversità, con comuni principi e comuni diritti. Il rispetto della diversità è importante e i nostri giovani vanno educati in quella direzione. L’uomo deve essere allevato nel concetto dell’autonomia per avere rapporti sentimentali liberi».  Non è mancato il saluto del Vescovo Lagnese, rappresentate di quella Chiesa che, molto spesso, è in prima linea nell’accogliere le donne. «Questo convegno fa onore al Rotary, per il tema di fondamentale importanza. Il messaggio di Papa Francesco esprime con chiarezza ciò che pensa la Chiesa a riguardo e cioè il rispetto della donna, di questa realtà nata dal cuore di Dio. Papa Giovanni Paolo II scrisse un documento sulla dignità della donna ma Papa Francesco, sin dal inizio, ha sottolineato come si deve stare concretamente affianco alla donna e a tutte quelle persone che possono vivere situazioni di disagio, sofferenza, solitudine e debolezza». Il vescovo ha poi sottolineato il volere della Chiesa che chiede si dia importanza alla dignità della donna, «ho la sensazione che qui sull’isola ci sia tanta omertà – ha continuato il Vescovo – per cui si ha difficoltà a parlare di tutte le forme di violenza; dietro all’omertà si nasconde un clima d’ indifferenza e di egoismo; questo modo di fare alimenta la costruzione di un “mondo di soli”. Dentro la solitudine si annida ogni forma di sviluppo di violenza verso l’altro o verso il più debole, donna, bambino, povero o  immigrato che sia. Non bisogna vergognarsi di subire violenza, bisogna che ci vergogniamo quando non siamo capaci di denunciare e di stare dalla parte di chi subisce violenza. La chiesa, con forza, vuole porre segnali fermi chiari e precisi a favore della fine di uno stato di omertà invitando tutti a prendere in mano la propria vita sapendo che si è chiamati a prendersi cura anche della vita degli altri». Dopo l’intervento molto significativo del Vescovo c’è stato il saluto di Nunzia Sena Past President nazionale Inner Wheel e di Restituta Masturzo presidente della stessa Associazione; entrambe hanno sottolineato l’importanza di questo tema, da loro già trattato in passato con il progetto “We for women” – “Noi per le donne”, grazie al quale sono riuscite a restituire forza alle donne vittime di violenza e realizzato 4 culle termiche per 4 ospedali italiani per accogliere i neonati abbandonati, «la violenza sulle donne – ha dichiarato Nunzia Mattera Sena –  non nasce in caso di disagio e povertà viene anche dalla media borghesia. Non è più l’ignoranza che causa questa violenza. Gli uomini nascono da noi non dimentichiamocelo, la prima prevenzione deve avvenire nella famiglia, con l’educazione, e poi nella scuola». A parlare è stata poi la prof. Tuta Irace in qualità di presidente Fidapa; coinvolgente il suo intervento nel quale ha portato come esempio il primo caso di femminicidio isolano, avvenuto qualche anno fa nel comune di Lacco Ameno, «questa donna, – ha detto senza nascondere un velo di commozione – è stata colpevole di essere una brava moglie, voleva essere una ottima madre, ma voleva anche sentirsi realizzata nel lavoro cosa che il marito non sopportava. Oggi la politica si è affievolita e Ischia  è sempre più un tappeto sotto il quale si nasconde la polvere. Ragazzi, – ha detto poi rivolgendosi agli studenti presenti in sala – parlatene tanto, facciamo in modo che questa giornata non si riduca ad oggi, apriamo un tavolo permanente, solo così possiamo sconfiggere un brutto tumore che c’è, esiste». Dopo di lei, ancora una donna, la dott.ssa Rosanna Ambrosino assessore alle pari opportunità di Ischia. Dopo aver presentato il progetto “Basta” datato, ormai 2008, che siamo certi ha dato i suoi frutti ma non è più attuale nel  fotografare un problema che, secondo i dati Istat, sta crescendo a dismisura, ha dichiarato che il Comune di Ischia, usufruendo di alcuni finanziamenti, ha messo in atto una serie di iniziative per contrastare la violenza di genere. «Lo scorso anno sono stati intercettati  dei finanziamenti per la  realizzazione del progetto anti violenza “non da sola” che, oltre una campagna di sensibilizzazione, prevede lo sportello della donna ubicato nei locali del comune con uno psicologo, un avvocato e un assistente sociale che seguiranno la donna maltrattata. La novità di questo progetto, che durerà un anno, è che riusciremo a fare una casa d’accoglienza con 2 posti letto. Tuttavia, abbiamo un limite: manca una stanza rosa per accogliere, all’interno dell’Ospedale, chi subisce maltrattamenti».  Se è vero che sono stati intercettati questi fondi e se è vero che Ischia è sensibile al tema ci aspettiamo che tutto questo di cui la dott.ssa Ambrosino ha parlato, in qualità di rappresentante dell’Amministrazione, venga presto o tardi realizzato. Caso esemplare quello realizzato nella vicina Napoli e presentato al convegno dalla pedagogista dott. Tania Castellaccio, che ha mostrato il lavoro di Casa Fiorinda, un centro d’accoglienza per donne maltrattate che dalla sua apertura ha accolto più di 150 donne provenienti da «la violenza scoppia il fine settimana o nei periodi di festa, siamo prossimi al 2016 ma le donne subiscono ancora discriminazioni;  a parità di titolo ricevono il 20% in meno nelle buste paga rispetto agli uomini, e per quel che concerne la contrattualistica, questa va più a sfavore delle donne che negli uomini che hanno più stabilità. La violenza sulla donna fa  più morti del cancro ed è un problema per tutte le classi culturali». Non poteva mancare l’aspetto giuridico e legislativo della vicenda trattato con puntualità dal comandante Gruppo Carabineri di Napoli Vittorio Fragalà e dal dott. Vittorio Russo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro. «É nell’art.3 della Convenzione di Istanbul che, per la prima volta, si afferma che la violenza alle donne è una violazione dei diritti umani. Il problema è di carattere culturale. La violenza è un atto criminale ma è un problema che attiene alla sfera privata delle persone. Fondamentale è l’accoglienza se non c’è sensibilità non si è in rado di agevolare la donna che da vittima viene vittimizzata una seconda volta correndo il rischio di allontanarla. Una volta che viene fatta una querela, questa, non può più essere ritirata perché c’è il rischio che ciò accada dopo aver subito ulteriori minacce». Per inquadrare il problema in maniera precisa non poteva mancare un’analisi del fenomeno dal punto di vista psicologico e a farlo è stata la dott. Emilia Cece con un intervento dal titolo “Relazioni pericolose lo stalking fa coppia”.  «Ho potuto sperimentare  la difficoltà di farsi carico di problematiche così delicate in un territorio con come il nostro. Sia la violenza di genere che lo stalking tocca nell’intimo la relazione tra i sessi. Lo stalker viene dipinto come una persona sola, che agisce in tutta segretezza e che in qualche modo ha delle patologie, che hanno ambiguità e che devono essere affrontate. Ma nella definizione di stalking incontriamo una coppia che ha una sua durata nel tempo, che va dai 4 mesi ai 20 anni». Concluso il convegno, lo sguardo del presidente De Martino volge già al prossimo anno affinché ci si organizzi non per una sola giornata ma per una settimana intera così da  sensibilizzare ancor di più, sopratutto i giovani ischitani, su questo difficile tema.

 

 

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