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Vitalizi d’oro per Franco Iacono e la vedova Mazzella

E’ una notizia che è magari passata un pò inosservata ma che invece interessa da vicino e non poco anche la nostra isola. Ma andiamo con ordine. Sono stati finalmente pubblicati i nominativi di coloro che nello scorso anno solare hanno percepito un vitalizio per aver ricoperto in un passato più o meno recente la carica di consigliere regionale. Un beneficio, quello appena citato, che può essere anche di natura indiretta nel caso in cui si tratti di un legittimo erede. A svelare gli altarini, ancora una volta, è stato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, il quale ha spiegato che è stato possibile rendere noto un elenco fino ad ieri top secret proprio grazie ad un emendamento al collegato della legge finanziaria presentato dai Verdi. Sul sito del Consiglio regionale, nella sezione dedicata all’amministrazione trasparente, c’è il documento di 5 pagine che specifica anche l’ammontare annuale di ogni singolo vitalizio e l’eventuale erede beneficiario. Ed è qui che entra in ballo la nostra isola che vanta due beneficiari che manco a farlo apposta rientrano in entrambe le categorie di vitalizio, quello diretto ed indiretto. Il primo è l’ex assessore regionale Franco Iacono, che per la cronaca nel suo percorso politico può vantare anche di essere l’unico isolano approdato al Parlamento Europeo: come recita l’elenco dettagliato, nel 2016 a titolo di vitalizio gli è stata corrisposta la somma di euro 30.385,53. Tra i beneficiati c’è anche la signora Antonietta Sogliuzzo, vedova di un personaggio che ha fatto la storia di Ischia e che pure si è seduto sui banchi di Palazzo Santa Lucia, ossia Enzo Mazzella. Le è stato assegnato un compenso di euro 23.976. Entrambi gli importi, per la cronaca, sono da intendersi al lordo delle eventuali trattenute ma di certo siamo davanti a somme tutt’altro che irrilevanti soprattutto se si considera il periodo in cui entrambi gli esponenti politici hanno ricoperto la loro carica.

«Non si tratta di una operazione di voyerismo economico – ha precisato Borrelli alle agenzie di stampa – ma una operazione di trasparenza nei confronti dei cittadini della Campania che hanno il diritto di sapere quanto spendono e a chi vanno quei soldi». Secondo dati aggiornati a febbraio 2017, ogni anno si spendono 10.752.639,12 euro per pagare 246 vitalizi di cui 60, per una somma pari a 2.264.355,60, destinati a stretti congiunti di ex consiglieri deceduti.
«Tra le tante maglie nere della Regione Campania c’è anche quella dei vitalizi e dei privilegi della casta, che De Luca al pari dei suoi predecessori non ha voluto minimamente intaccare. La Regione Campania è infatti l’unica tra le grandi regioni italiane a non essersi minimamente adeguata all’Ordine del giorno approvato dai presidenti dei consigli regionali ad ottobre 2014, che prevedeva riduzioni dei vitalizi in essere e innalzamento dell’età»,ha spiegato in una nota Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale. «Queste misure per tagliare i circa 250 vitalizi in essere che costano ai cittadini campani oltre 11 milioni di euro all’anno, sono contenute in una nostra proposta di legge che giace in una cassetto della Prima Commissione permanente da oltre un anno e mezzo, senza che neppure si abbia il coraggio di discuterla. Non solo non sono stati tagliati i vecchi vitalizi – aggiunge la Ciarambino – ma con il famigerato articolo 5 della scorsa legge di Stabilità, De Luca e la sua maggioranza hanno tentato di ripristinare i nuovi vitalizi, cancellati per legge a partire da questa legislatura, sostituendoli con un vero e proprio vitalizio contributivo. E solo grazie alla nostra denuncia questo colpo di coda è stato bloccato. Da questo governo regionale e dalla maggioranza che lo sostiene non ci sono segnali di lotta ai privilegi anzi il contrario, si continua a tutelare la casta infischiandosene di tutti i problemi gravissimi della Campania, con la povertà in aumento, l’economia ferma al palo e il record di emigrazione dei giovani. La priorità del governo e dei consiglieri di maggioranza e del centrodestra, che già guadagnano stipendi da capogiro, è lavorare sotto banco per assicurarsi una pensione di favore. Se le più grandi Regioni d’Italia si sono adeguate decurtando i vitalizi, inclusi i doppi e tripli vitalizi, e innalzando l’età per il percepimento – conclude la Ciarambino – in Campania il passato è passato: si continuano ad erogare e incassare più assegni. La nostra proposta di legge riprende quelle linee guida che la Regione finora ha ignorato e rappresenta il “minino sindacale” in tema di equità. Abbiamo sfidato la giunta De Luca a dimostrare di voler fare la vera lotta ai privilegi chiedendo di calendarizzare e approvare immediatamente la proposta di legge del M5S sul taglio dei vitalizi e sul divieto a percepire doppi o tripli vitalizi, che ci farebbe risparmiare almeno 3 milioni e mezzo all’anno. La nostra proposta di legge renderebbe la Regione Campania in linea con le altre regioni italiane: per ogni giorno che non la attuiamo sprechiamo 9.500 euro. I segnali che ci arrivano sono molto negativi, il famigerato articolo 5 è stato stralciato dopo la nostra denuncia e rimandato in Commissione, ci aspettiamo qualche blitz della maggioranza. Il nostro principio è che i politici non debbano avere trattamenti di favore ma lo stesso trattamento dei normali cittadini, che devono lavorare almeno 20 anni per percepire una pensione spesso da fame a 66 anni e 7 mesi».

GAETANO FERRANDINO

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