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CULTURA & SOCIETA'

Vivere di musica, non frenando mai l’entusiasmo

Intervista al pianista Angelo Gala, ospite di Armoniae 2021

Prosegue l’ottava edizione di “Armoniae – Appuntamenti musicali a Casamicciola Terme” presso la Basilica Pontificia del Sacro Cuore di Gesù e di Santa Maria Maddalena, dove lo scorso due settembre un attento e qualificato pubblico ha applaudito il giovane pianista emergente Angelo Gala, sublime interprete di intramontabili pagine di Schumann, Chopin, Liszt, Liadov, Prokofiev e Tchaikovisky/Pletenev.

Angelo Gala, pianista, è nato a Napoli il 16 luglio 1997 e vive a Taurasi (Avellino), nella verde Irpinia. Ha iniziato gli studi con Elsa Astiazaran, proseguendoli poi al Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino, diplomandosi nel 2018 con dieci, lode e menzione speciale sotto la guida di Lina Tufano. Due anni dopo conclude gli studi di musica da camera con il massimo dei voti e la lode con Antonio Cannavale.

Fondamentale per la sua formazione musicale sono state le masterclass di perfezionamento pianistico di Bruno Canino, Filippo Gamba, Roberto Prosseda e Fabiano Casanova, gli incontri con Giampaolo Nuti ed i corsi estivi preselettivi tenuti da Lilya Zilberstein presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena.

Ha collaborato con l’Orchestra del Conservatorio Domenico Cimarosa, eseguendo presso l’Auditorium Vincenzo Vitale di Avellino nel 2016 il Concerto n.4 op.58 di Ludwig Van Beethoven e nel 2019 il Concerto n.1 op.23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, replicandolo poco dopo nell’Auditorium Oscar Niemeyer per il prestigioso Ravello Festival.

Ha suonato in numerose città italiane e per note associazioni culturali napoletane, tra le quali la Fondazione Franco Michele Napolitano e la Fondazione William Walton dei Giardini La Mortella di Ischia e si è esibito presso rinomate sedi partenopee, quali l’Istituto francese Grenoble, Palazzo Zevallos-Stigliano e la Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

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Oltre ad essere attivo come solista, ha suonato in numerose formazioni cameristiche, in particolare nel Duo Bequadro con la pianista Chiara Silvestre, con cui collabora stabilmente. Il Duo si è esibito in stagioni cameristiche e festival pianistici campani, e si è aggiudicato il primo premio nella VI edizione del Concorso Internazionale Diapason d’oro.

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È stato premiato in molteplici concorsi solistici internazionali, tra i quali l’International Music Moscow Competition, il Premio Crescendo di Palermo ed il Concorso Internazionale Clara Wieck-Schumann, aggiudicandosi il primo premio in molti di essi, tra cui il Premio Palazzo San Teodoro di Napoli ed il Concorso Internazionale Diapason d’oro. Nel 2019 si è affermato tra i primi 12 giovani pianisti italiani alla XXXVI edizione del Premio Venezia.

L’estroverso Angelo Gala, già diverse volte ospite delle sale da concerto dell’isola verde di cui è innamorato, ha esordito con un molto convincente e cristallino Allegro op. 8 di Schumann, seguito da una delicata quanto raffinata Ballata n.4 op. 52 di Chopin. L’insidiosa Ballata N° 2 di Liszt è stata interpretata con originalità e rigore, così come la Barcarolle op. 44 di Liadov. Le smaglianti sonorità della Sonata N° 3 Op. 28 di Prokofiev sono state dipinte con maestria e maturità. Particolarmente apprezzata dall’entusiasta pubblico è stata l’originale trascrizione di Plenetev del “Pas de deux” dalla Suite “Lo Schiaccianoci” di Prokofiev, un vero etereo gioiello di rara bellezza ed ascolto. Ben tre bis hanno letteralmente sancito il successo della piacevole quanto indimenticabile serata.

Al termine del concerto, inserito nel ciclo di appuntamenti fortemente voluto dall’Associazione Pro Casamicciola Terme, con il patrocinio del Comune di Casamicciola Terme e con la direzione artistica di Giuseppe Castagna, abbiamo Angelo Gala.

Racconta il tuo primo incontro con la musica.

Lo ricordo benissimo: fu un concerto al Teatro San Carlo di Napoli, per coro e pianoforte. Più che della voce, rimasi incantato a tal punto dalle capacità timbriche ed espressive di quello strumento che decisi senza pensarci due volte di iniziare a studiarlo.

Cosa significa per te essere testimone della cultura musicale nel tuo territorio?

Significa anzitutto avere la possibilità di interagire con le persone. Io credo che la musica abbia un ruolo fondamentale nella vita culturale di un territorio, e merita più ampia diffusione e valorizzazione. Nel mio piccolo, cerco di trasmettere il più possibile il mio amore verso questa meravigliosa arte, con la speranza di raggiungere sempre più persone.

Come hai vissuto la musica durante la pandemia?

Forse, illudendomi si trattasse di una momentanea parentesi, all’inizio riuscivo a studiare normalmente. Mano a mano che passavano i giorni, ho poi iniziato ad accusare il colpo: lo stato di incertezza, il non vedere una via d’uscita hanno minato molto alla concentrazione, e di conseguenza allo studio, che si faceva sempre più discontinuo e impreciso. Ora che la situazione sembra stare andando meglio, ho ritrovato l’entusiasmo di poter porgere la mia musica al pubblico, senza il quale un musicista si sente a metà, come un mittente senza il destinatario.

Quando ti sei sentito fiero di essere un musicista? Quando, invece, te ne sei vergognato?

Fiero in ogni momento in cui sono riuscito ad emozionare e ad emozionarmi, lasciandomi completamente andare alla musica. Vergognato mai, anzi! Io credo che un musicista non si debba mai vergognare di ciò che fa.

Qual è il tuo sogno di felicità?

Vivere di musica, non frenando mai l’entusiasmo.

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