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Vocazione ecumenica di Ischia

  1. Che cos’è l’ecumenismo?…è nient’altro che l’accorata preghiera di Gesù nell’Ultima Cena:“Padre, quelli che crederanno in me siano una sola cosa” (Gv. 17,22). Purtroppo però, per ragioni di razza, politiche e teologiche, i Cristiani sono divisi in cattolici, ortodossi e protestanti. Ma la preghiera di Gesù rimane lì come un chiodo infisso nel petto della Chiesa. Intanto lo Spirito Santo lavora per l’unità dei cristiani. In questi ultimi cento anni ci sono stati alcuni importanti passi che hanno fatto capire che la questione ecumenica è vitale per la chiesa. E si è capito che, a parte alcune questioni, essenzialmente noi crediamo le stesse cose: il Credo è uno solo, il battesimo è uno solo.
  2. Il sottoscritto – Sono stato sempre un ecumenico, fin dagli anni degli studi di Teologia (1950-1954) quando frequentai un corso facoltativo sulla chiesa ortodossa russa tenuto dal padre Gustavo Galeota, gesuita, presso la Facoltà Teologica di Posillipo. In quel periodo ho letto parecchi libri dei tanti scrittori ecumenici russi: Solov’ev (1853-1900), Berdjaev(1874-1948), Chomjakov (1804-1860).Quando poi ho avuto occasione di andare in Inghilterra, i miei interessi ecumenici sono stati per l’anglicanesimo(Church of England) che è diviso in tre grandi gruppi: Evangelicals(strettamente legati alla Riforma, al tempo di Enrico VIII); Liberals (che privilegiano il lato sociale e caritativo del Vangelo, per esempio l’Esercito della Salvezza); Anglocatholics (molto vicini alla chiesa cattolica soprattutto in campo liturgico).E il sottoscritto – nelle tre volte che è stato a Londra – ha partecipato personalmente a tanti “religious services” nella parrocchia di San Luca che è strettamente legata agli Evangelicals. Mi mandano ancora il loro bollettino parrocchiale (Message) e trovo veramente stimolante la lettura di alcuni loro commenti biblici.
  3. Per questa mia passione ecumenica sono stato per alcuni anni il delegato per l’ecumenismo nella nostra diocesi di Ischia, e sono in grado di dire che la nostra diocesi ha fatto un lungo cammino ecumenico; negli anni 60-70,ecumenici era quasi sinonimo di eretici: attualmente i nostri fratelli cristiani ortodossi o evangelici celebrano i loro Servizi Religiosi nelle nostre chiese cattoliche di Ischia.
  4. Ma, non si può fare ecumenismo, non si può dialogare con gli altri fratelli cristiani, senza solide e aggiornate basi bibliche e teologiche, senza una grande conoscenza della storia della chiesa di ieri e di oggi.
  5. Fra i preti ecumenici di Ischia ne metterei due: il parroco Morgera e don Anselmo Al Morgera fu domandato:“Dobbiamo battezzare di nuovo un cristiano battezzato con rito ortodosso?” E lui rispose: “Un pesce può forse avere due teste?” Il battesimo è uno solo, sia quello cattolico che quello ortodosso. Don Anselmo, durante il Concilio, con la sua rivista “La chiesa nel mondo”, riportava integralmente il dialogo fra le varie chiese cristiane: e non è stato anche lui un prete ecumenico?A cura di don Vincenzo Avallone

 

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