CULTURA & SOCIETA'

Voglia di mare, di sole e di …fresco: assalto alle spiagge libere. Concessionari incavolati per concorrenza e regole antivirus

I TEMPI D’ORO DEI “BAGNI PRIVATI” CHE ORA SPERANO NELLA “PIENA” DEL PROSSIMO AGOSTO - SEMPRE PIU’ LARGO IL “RITORNO” DEGI ISCHITANI AL…MARE / L’isola d’Ischia, a ragione, si è sempre vantata di poter disporre di un patrimonio naturale costituito da un notevole numero di spiagge da far invidia alla più agguerrita concorrenza. La loro gestione però, in più di una occasione ha trovato sulla sua strada ostacoli non facilmente superabili a causa di regolamenti severi imposti dai Comuni o dal Demanio a seconda del grado d’autorità. Oggi che le spiagge isolane non sono più le stesse di prima, e sono disertate dalla clientela straniera che preferisce sempre più la piscina d’albergo, viene da domandarsi se quel mega-piano che prevedeva il ripascimento e il rilancio degli arenili isolani, troverà mai nell’immediato futuro vera attuazione

Le spiagge libere e quelle in concessione lungo la costa dell’isola, hanno sempre rappresentato un problema per i nostri amministratori di non facile soluzione, specie oggi che si vive la condizionante emergenza sanitaria da Coronavirus Covid-19. Al di là del momento difficile attuale, se e ne è sempre parlato con promesse di rivalutazione degli arenili mai mantenute. Se ne parla anche oggi in forma polemica per il “ritorno” in massa degli ischitani a frequentarle e per gli spazi liberi loro riservasti ritenuti insufficienti e non curati come si dovrebbe ( vedi spiaggia libera del Muro rotto a Ischia Ponte in condizionmi indecenti).

SPIAGGIA IN CONCESSIONE A LACCO AMENO

Ma il discorso è più serio di quanto non si creda. Le spiagge dell’isola, se per il passato sono state la nostra grande risorsa che madre natura ci riservava e ci difendeva con le sue bizze metereologiche a tempo, in uso di tutti i turisti che frequentavano l’isola verde prima dell’avvento delle piscine d’albergo, oggi purtroppo non lo sono più. Nel senso che non sono più determinanti per le fortune economiche di chi le sfrutta. I titolari degli stabilimenti balneari ne hanno preso atto da tempo, e fanno ciò che possono per raddrizzare questa stagione sempre più compromessa per la scarsità dei turusti in arrivo. I tempi delle vacche grasse sono lontani, e chi negli anni d’oro delle spiagge affollate in tutte le ore del giorno, da mattina presto fino al tardo pomeriggio, riuscì ad arricchirsi, oggi rimpiange quell’aureo periodo.

SPIAGGIA DI SAN PIETRO A PORTO D’ISCHIA

I tempi sono cambiati e con essi sono mutate le persone, le usanze, lo stile di vita, il turismo in generale. Prima si parlava tedesco per strada, sulle stesse spiagge, nelle boutique, nei locali notturni, nei ristoranti sempre più frequentati, negli alberghi. Oggi nei medesimi luoghi si parla russo, croato, ucraino. Insomma da tempo imperversa la lingua dell’Est di uomini d’affari e di belle bionde al seguito, almeno fino allo scosro anno. Oggi molto meno per il Covid-19. Il loro denaro, il loro modo di far vacanza rappresenta il profitto della nuova era. Il turismo italiano, finche si muove, fa la sua parte alla grande e lascia il segno quando fa ritorno alla sua città di origine per il fine vacanza.

SPIAGGIA DI SAN MONTANO

Volendo specificare, i napoletani nel mesi di punta, si attestano in cima alla lista ( speriamo che lo siano anche in questo luglio appena iniziato e nell’agosto prossimo) nel balzo estivo dell’economia locale, seguono i turisti del Nord Italia e di Roma e dintorni. Andare in spiaggia ad Ischia come a Forio e nelle altre parti dell’isola, era la prima esigenza che sentiva di avere il turista appena sistematosi in albergo o in casa in affitto. Gli stabilimenti balneari ricevevano la clientela con un programma prenotazioni che assicurava l’uso dell’ombrellone e della sedia in prima, seconda e terza fila ed avvolte anche quarta fila a seconda della tariffa che si accettava di pagare per tutta la durata della vacanza.

SPIAGGIA DI CARTAROMANA PRIVATA E LIBERA

Famiglie intere prenotavano per un intero mese (luglio o agosto) diventando clienti anche del servizio bar di cui ogni “bagno” era munito. Altri tempi, di cui sono rimasti i ricordi e il frutto, per chi è riuscito a conservalo, di quel fortunato lavoro, almeno per quei titolari di stabilimenti balneari più accorti e lungimiranti che investirono i buoni guadagni ricavati nell’acquisto di terreni dove vi hanno costruito più di una casa per sé e per gli eredi. Si lavorava in condizioni molto favorevoli su tratti di spiaggia larghi e notevolmente capienti per multifile di ombrelloni e sedie e spogliatoi annessi. Le spiagge dell’isola frequentate, da aprile a giugno da turisti stranieri, in maggioranza tedeschi, e nei mesi di luglio e agosto dai vacanzieri italiani, in maggioranza napoletani.

SPIAGGIA DEI MARONTI

A settembre ed ottobre, finchè il bel tempo reggeva, si registrava il ritorno degli stranieri controllati dalle varie agenzie di viaggio che all’epoca operavano ad Ischia. Gli ischitani frequentavano poco le spiagge, e chi lo faceva si mescolava con la clientela straniera o si accontentava andando alla ricerca di qualche tratto di spiaggia libera incontrollato, e per altro, anche trascurato ed avvolte al limite della praticabilità, almeno per l’igiene. La cosa non è durata a lungo. Col passar del tempo e del cambio delle condizioni d’uso delle spiagge isolane, gli ischitani hanno dimostrato di prendervi gusto a frequentare le spiagge, utilizzando naturalmente quelle poche porzioni di spiaggia libera lasciate dai concessionari degli arenili. Troppo poco per una frequentazione sempre più in crescita che ormai sta coinvolgendo le famiglie nuove ischitane delle ultime due generazioni che amano il mare e la spiaggia più di quanto non abbiano provato in massa i propri padri ed i nonni negli anni ’50, ’60. ’70.

LA CHIAIA A FORIO

Sono i bagnanti ischitani d’ oggi, che attrezzati di tutto punto, assaltano le spiagge libere disponibili in ogni angolo della lunga fascia di arenile lungo l’intera isola, dalla rinata spiaggia di San Pietro fino all’altezza degli alberghi di via Gianturco e gli spazi liberi della Mandra con Punta Molino e la spiaggia del Muro Rotto a Ischia. Il fenomeno di proporzioni sempre più vistose, si estende alle spiagge degli inglesi, del Bagnitiello a della Marina di Casamicciola fino alle spiagge di Lacco Ameno e San Montano. La chiaia a Forio e i Maronti a Barano con i loro tratti di spiaggia più copiosi e lunghi dell’isola, fanno testo a sé. Citara e Cava dell’Isola al riguardo hanno da poco vinto una battaglia contro chi voleva, sia pur in parte, privatizzarle, lasciando solo pochi metri per l’uso libero. Quindi c’è sempre più voglia di spiaggia libera, perché ormai, con le abitudini mutate, gli ischitani programmano di recarsi in spiaggia come e quando vogliono senza pagare nulla a chicchesia. La cosa non fa piacere ai concessionari delle spiagge ad uso privato che gestiscono i loro stabilimenti balneari soggetti per altro a subire il fisco ed altre incombenze di gestione.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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