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CRONACA

«Voglio il posto fisso», la guerra del Capricho

Enza Piro ricorre al Tar dopo che la commissione del concorso per un posto categoria D dapprima ha chiesto l’annullamento dello stesso e poi nell’esaminare le prove scritte aveva bocciato (anche) l’attuale responsabile del servizio economico-finanziario. E la battaglia è appena cominciata…

E’ guerra intestina, e adesso anche a colpi di carta bollata, all’interno degli uffici comunali di Casamicciola Terme. E naturalmente, quando c’è di mezzo il tanto ambito “posto fisso”, se vogliamo è anche un qualcosa di inevitabile. E fa niente se magari si finisce col perdere… la misura, in fondo il fine – almeno così si dice – giustifica sempre i mezzi. Gli avvocati Domenico Puca e Vito Trofa hanno depositato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania per conto di Vincenza Piro, assunta “sismica” presso l’ente del Capricho con il ruolo di responsabile del settore economico-finanziario. Il ricorso è indirizzato contro il Comune di Casamicciola Terme ma anche contro Immacolata Iacono, altra unità in forza all’organico.

Enza Piro

Nell’atto si chiede l’annullamento ed in primis la sospensiva “della determina del Comune di Casamicciola n. 444 del 01.08.2022, pubblicata all’albo pretorio comunale in data 03.08.2022 con cui si approvavano i verbali di Commissione relativi al Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di n. 1 (uno) Istruttore direttivo Amministrativo – Finanziario, a tempo pieno e indeterminato, cat. D/D1, nella parte in cui si determina l’insufficienza nella seconda prova scritta svolta dalla dott.ssa Piro; – del verbale di commissione n.8 prot. 7412 del 06.07.2022 del Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di n. 1 (uno) Istruttore direttivo Amministrativo – Finanziario, a tempo pieno e indeterminato, cat. D/D1 nella parte in cui determinava l’insufficienza nella seconda prova scritta svolta dalla dott.ssa Piro; del verbale di commissione n.9 prot. 7413 del 06.07.2022 del Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di n. 1 (uno) Istruttore direttivo Amministrativo – Finanziario, a tempo pieno e indeterminato, cat. D/D1 nella parte in cui stabilisce che la dott.ssa Piro non è ammessa allo svolgimento della prova orale; – di tutti gli altri verbali di commissione del Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di n. 1 (uno) Istruttore direttivo Amministrativo – Finanziario, a tempo pieno e indeterminato, cat. D/D1 se ed in quanto lesivi degli interessi della ricorrente; – della griglia di valutazione della seconda prova scritta realizzata dalla dott.ssa Piro identificata con la busta n.4”. Lo stesso ragionamento vale per un’altra serie di atti che omettiamo per non tediare troppo il lettore.

Prima di proseguire nei fatti è doveroso ricordare quanto evidenziato dalla commissione esaminatrice del concorso (che era composta dal presidente Enrico Pignata, dai componenti esperti Aniello Carcaterra e Immacolata Iacono, dal componente esperto in lingue straniere Lucia Monti e dal segretario Giovanni Barbieri). Nella procedura concorsuale, come succede spesso, si differenziano gli elaborati delle prove scritte dalle buste, per non dar modo a chi deve giudicare di comprendere il test di quale candidato sta correggendo. Ma nella circostanza proprio Imma Iacono evidenziò che la Piro avesse firmato il suo scritto “Mario Rossi”, il che avrebbe potuto rappresentare un segnale identificativo e da qui partì la procedura che ha poi portato all’annullamento della prova. Era il secondo scritto, poi si sarebbe passati all’orale e con soli cinque candidati Enza Piro era pressochè convinta di poter arrivare a dama. In ogni caso la commissione esaminò comunque i punteggi dei candidati e quello della Piro risultò essere pari a 20.23: dal momento che il minimo per accedere all’orale era 22, ecco che la candidata trovò la “porta sbarrata” al pari – per la cronaca – degli altri compagni di avventura. Insomma, lo stop al concorso era evidentemente difficile se non impossibile da digerire e da qui il ricorso alla magistratura amministrativa per cercare di vedere riconosciute le proprie ragioni. Un punteggio però ritenuto non congruo da Enza Piro e non a caso lo evidenziano anche i suoi legali in un passaggio dove rimarcano che “L’analisi delle prove d’esame, anche in seguito alla comparazione con gli elaborati prodotti dagli altri concorrenti, manifesta con tutta evidenza l’irragionevolezza della valutazione proposta dai commissari nei confronti della Piro, che pertanto risulta illegittima al pari degli atti successivamente adottati e tesi all’indizione di una nuova procedura”. Insomma, secondo Puca e Trofa non ci sarebbero i presupposti per ripetere il concorso.

Dalla firma “Mario Rossi” che avrebbe consentito di individuare l’elaborato della ricorrente, passando per gli errori commessi nella valutazione e lamentati dai difensori Puca e Trofa, tutti i dettagli del contenzioso giudiziario che si apre

Al riguardo, nei motivi gli avvocati evidenziano eccesso di potere, irragionevolezza, violazione del principio di buon andamento ed imparzialità dell’azione amministrativa, e poi aggiungono la circostanza che la valutazione della loro assistita contiene soltanto otto voci rispetto alle nove che compongono quella degli altri partecipanti al concorso. E non a caso viene specificato che “la distorsione delle modalità di correzione appare evidente, basti osservare che l’eliminazione di una delle voci enucleate dallo schema di valutazione comporta per il candidato l’impossibilità di pervenire alla valutazione massima (anche raggiungendo il massimo in tutte le sezioni la Piro non avrebbe potuto ottenere il punteggio di 30), avvicinandolo alla soglia dell’insufficienza”. Ovviamente viene contestata anche la successiva nuova procedura di reclutamento dell’unità lavorativa categoria D prevista dal fabbisogno triennale del personale. Da qui le conclusioni di chi assiste la ricorrente: “Previo accoglimento dell’istanza cautelare, accogliersi il ricorso, disponendo l’annullamento dei provvedimenti impugnati nella parte in cui prevedono un giudizio di insufficienza in capo alla ricorrente all’esito della seconda prova scritta d’esame relativa al concorso bandito con determina n. 749 del 31.12.2019, per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di n. 1 istruttore direttivo amministrativo – finanziario – categoria D – posizione economica D1, con conseguente disposizione di una nuova correzione dell’elaborato medesimo da parte di una diversa Commissione”. La guerra naturalmente è appena iniziata, perché il Comune non mancherà di costituirsi. E allora… alla prossima puntata.

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