XVI edizione del Festival della Letteratura di Viaggio

La sedicesima edizione del Festival della Letteratura di Viaggio, ideato e diretto da Antonio Politano, ha dedicato ampio spazio al tema delle isole minori del Mediterraneo, con un incontro svoltosi presso il Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, sede storica della Società Geografica Italiana. L’appuntamento, moderato da Giannina Usai, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori (ANCIM), e dal giornalista Pasquale Raicaldo, ha posto al centro del dibattito il concetto di insularità e le sue molteplici declinazioni. Sono stati affrontati i risvolti culturali, sociali ed economici che caratterizzano i piccoli arcipelaghi italiani, analizzandone le criticità ma anche le potenzialità, soprattutto in relazione ai processi di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.
Le isole minori, spesso collocate ai margini delle grandi dinamiche politiche ed economiche, sono state descritte come laboratori di innovazione territoriale e custodi di identità peculiari. La loro condizione di isolamento geografico, tradizionalmente interpretata come un limite, è stata invece riletta come un’opportunità: un modello di resilienza e sostenibilità capace di offrire nuove prospettive di sviluppo. In questo senso, è stato ribadito come la riflessione sulle piccole isole non debba rimanere confinata a un ambito locale, ma entrare a pieno titolo nel dibattito nazionale e internazionale, anche attraverso politiche mirate, reti di collaborazione e iniziative condivise.
Nel corso dell’incontro, l’assessore procidano Luigi Primario ha richiamato l’attenzione sul valore del patrimonio storico e culturale della sua isola e di Palazzo d’Avalos, evidenziandone il potenziale di narrazione e di promozione identitaria. “Ho avuto l’onore di raccontare la mia isola e Palazzo d’Avalos nell’incontro dedicato al tema Isole Minori del Mediterraneo”, ha dichiarato. La giornata di lavori ha sottolineato l’importanza di creare una consapevolezza diffusa circa il ruolo delle isole minori come motori di buone pratiche, incubatori di sperimentazioni sociali e strumenti di lettura dei cambiamenti globali. In conclusione, è emersa con forza l’idea che questi territori, lungi dall’essere semplici periferie geografiche, costituiscono presidi fondamentali di cultura e biodiversità, luoghi dove tradizione e innovazione possono intrecciarsi offrendo un contributo originale alla progettazione del futuro.




