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Yacht e navi da diporto lontani da Ischia

La denuncia è di Stani D’Orta del molo Seventh'Heaven di Lacco Ameno

Sono il simbolo di ricchezza e di bella vita. Parliamo degli yacht che spesso e volentieri sono considerati come l’emblema del lusso. Sull’isola di Ischia, però, non sono ammessi. O comunque devono tenersi a debita distanza. “Le grandi imbarcazioni non arrivano sull’isola per non incorrere in sanzioni”. La denuncia è di Sani D’Orta, responsabile del Molo Seventh’Heaven di Lacco Ameno e referente sull’isola di Ischia per l’agenzia marittima Luise.

“Tenere lontano yacht ed imbarcazioni dalla nostra isola e di conseguenza non far scendere sul nostro scoglio chi è a bordo, è da folli”, continua la denuncia di D’Orta. Il regolamento relativo all’Area Marina Protetta di Nettuno è chiaro: le navi da diporto possono ancorare solo nella fascia D. Ovvero in quella fascia che parte da Punta Caruso. Ma c’è un piccolo particolare: in quell’area il fondale è proibitivo perché molto profondo e si è molto esposti al maestrale.  “Le navi da diporto – ci spiega ancora Stani D’Orta – non possono gettare l’ancora senza incorrere in contravvenzioni”. Per loro in pratica non c’è la possibilità di stare alla fonda perché non c’è nessun’area dove possono mettere l’ancora e stare fermi. “Ciò significa che queste navi devono stare lontano dall’isola”, ci conferma sfiduciato D’Orta. “Da anni abbiamo provato a sensibilizzare chi effettua dei controlli ma non certo possiamo far infrangere le regole a nessuno”. E qui la proposta: “Tutti siamo d’accordo nel voler tutelare il nostro mare. Ed allora l’idea potrebbe quella di tutelare il fondale dove è presente la posidonia ed individuare delle aree dove c’è il fango. Le ancore laddove c’è fango non arrecano danno”.

In questo modo anche le barche di grandi dimensioni potrebbero avvicinarsi all’isola. E dar fondo alle ancore significa far scendere proprietari ed ospiti degli yacht sull’isola. I fondali ed il mare dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” comprendono una assoluta varietà di ambienti, comprendendo aree di coralligeno, con incredibili formazioni di alghe rosse, madrepore e coralli. Caratteristico di Ischia è il falso corallo nero “Gerardia savalia” presente lungo il costone della torre di Sant’Angelo, numerose sono anche le grotte. Ma ci sono anche aree di fango dove le ancore non arrecherebbero danni. “Oppure – continua D’Orta – l’area Marina Protetta Regno di Nettuno potrebbe posizionare delle boe. Ma siamo oltre dieci anni che aspettiamo ed ormai, non ci crediamo più”. Navi da diporto e yacht sono il simbolo di lusso, status symbol irrinunciabile per star di Hollywood, stilisti, magnati e campioni dello sport che spesso ne rispecchiano lo stile e l’eleganza. Attorno a queste imbarcazioni c’è un grandissimo indotto. Che però Ischia non intercetta. “Ciò che non si capisce è proprio questo: queste imbarcazioni portano soldi. C’è un indotto incredibile”. Sull’isola di Capri, ad esempio, si registra un indotto di un milione di euro al giorno quando arrivano questa tipologia di imbarcazioni.

“C’è chi pensa che ne guadagna solo l’ormeggio, ma non è così”, assicura D’Orta. Gli ospiti degli yacht non badano a spese: cene, auto, trasferimenti, alberghi e shopping, solo per citarne alcune. “E c’è anche un altro aspetto da valutare”, continua il responsabile del Molo Seventh’Heaven “I comandanti delle navi da diporto fino a 500 tonnellate se non rispettano le regole imposte dall’area Marina Protetta Regno di Nettuno rischiano una contravvenzione che va dalle 300 e mille euro. Chi guida le navi da diporto superiori a 500 tonnellate a stazza lorda, in pratica gli yacht da circa 50 metri, oltre al verbale rischiano una denuncia penale che prevede il sequestro dell’imbarcazione. Per questo non ‘osano’ avvicinarsi”. Un’occasione persa per l’intera isola.  

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