CULTURA & SOCIETA'

Yari Gugliucci, l’amore per Ischia e il premio a Madrid il 14 luglio

Il noto attore riceverà un riconoscimento teatrale dalla Union de Actores Spagnola ossia il “Premio especial de critica teatral”. E noi abbiamo raccolto le sue impressioni ed emozioni

Porta nel cuore l’isola d’Ischia, l’attore talentuoso Yari Gugliucci, salernitano, nato il 15 ottobre del 1974, si dedica alla recitazione sin da giovanissimo. La sua maturità classica, la Laurea in Sociologia presso l’Università degli Studi di Salerno e la Laurea Specialistica in Filosofia non lo rendono solo un attore con la “A” maiuscola ma un artista “vero” e degno del suo mestiere profondo e appassionante. A soli 13 anni debutta presso il Teatro San Genesio di Salerno, poi l’esordio nel cinema con il film “Isotta” di Maurizio Fiume, regista che qualche anno dopo gli darà la grande possibilità di interpretare intensamente con impegno e dedizione il ruolo di Giancarlo Siani, giornalista napoletano assassinato la sera del 23 settembre 1985.

Il film “Ed io ti seguo” diventa un caso di distribuzione creando polemiche suscitate dai giornalisti del Mattino, presenti alla proiezione riservata alla stampa. In Europa e nel resto del mondo la pellicola riceve diversi premi e consensi positivi. Riceve la prestigiosa nomination al Festival Internazionale di Montreal e nel 1998 esordisce come attore brillante nel film “Un anno in campagna” del regista Marco Di Tillo, commedia divertente distribuita dall’Istituto Luce. In seguito vince il premio come migliore attore al Clorophilla Film Festival, a Stoccolma, Mosca, ha un riconoscimento dalla New York Giornalism Department ed a Baden Baden, insieme al parlamentare Leoluca Orlando, riceve il Nastro d’oro per l’impegno civile alla lotta contro la criminalità organizzata. Grazie a questo ruolo esemplare il giovane attore è citato in almeno 7 tesi di laurea sulla lotta per la libertà di stampa. Non mancano le numerose e valide collaborazioni con grandi registi come i Fratelli Taviani in “Luisa Sanfelice”, nel ruolo del giacobino Michele Capopolo, poi con Lina Wertmuller in “Francesca e Nunziata” e “Ferdinando e Carolina”, dove veste i panni di Gennarino Rivelli, amico del Re Borbone.

Il regista famoso polacco Rebinsky lo desidera a all’interno della sua produzione teatrale in Inghilterra, accanto a Michelle Pfeiffer e Kevin Kline nel riadattamento di “The Tempest” di  Shakespeare. Yari è “Caliban”.

In Inghilterra ancora gira il film televisivo della Bbc, Hbo, My House in Umbria di Richard Loncraine, spalla a spalla con Meggie Smith e Timothy Spall con il quale lavorerà nuovamente qualche anno dopo nel remake di Nicholas Renton “A room with a view” (Camera con vista), per la Itv 1 Channel. Il quotidiano inglese The Guardian gli dà l’appellativo di Period Face (Faccia d’epoca). Il regista Stefano Reali lo riporta in Italia dandogli il ruolo prestigioso dell’ultimo Re di Napoli, “Francesco II” nella miniserie televisiva “Eravamo solo mille” e quello di Mimmo in “La terza verità”.

Gugliucci si era già imposto positivamente al vasto pubblico televisivo vestendo i panni di un imprevedibile avvocato divorzista in “Cuore contro cuore” di Mosca. Il suo grande talento cavalca numerose serie e film in tv seguitissimi, tra cui Rodolfo Valentino nei panni di Tony Vitiello, Sirene di Marengo e La vita promessa di Riki Tognazzi e Mister Felicità con la regia di Alessandro Siani. E’ un interprete completo, travolgente e versatile, del quale ci vantiamo delle sue origini campane.

Un premio segno distintivo della sua bravura e simbolo di un periodo che non dimenticheremo mai…

«E’ un periodo che ricorderemo senz’altro tutti perche’ appartiene ad un cambio radicale delle nostre abitudini. E’ sempre stata la paura, l’elemento dominante che influenza le masse,le grandi migrazioni,il modo di approcciarsi al quotidiano. Personalmente e’ accaduto qualcosa che non mi aspettavo ma che non mi ha sorpreso,vivendo tra gli Stati Uniti e l’Italia mi e’ stato piu’ chiaro e a fuoco notare un sistema sociale troppo veloce che tuttavia aveva perso il controllo. A me e’ servito molto per fermarmi un attimo e riprendere fiato. Sono anni che non dormo piu’ di tre giorni nello stesso letto,tra le tournée teatrali e i lavori all’estero avevo perso il senso del luogo e di appartenenza. Questo ambizioso premio della critica teatrale che ricevero’ a Madrid il 14 luglio lo ricordero’ appunto non solo come un importante punto di arrivo di una carriera teatrale cominciata gia’ trent’anni fa, ma come incoraggiamento per una battaglia da vincere a tutti i costi: “quella della cultura Italiana”. Dobbiamo riconfigurare totalmente la nostra economia e la nostra societa’ con dei parametri meritocratici diversi.

Ripristinare le gerarchie avendo visto con i nostri occhi che medici ed infermieri per esempio vanno messi in cima alla scala sociale,cosi come gli agricoltori,i panettieri,gli insegnanti e gli artisti. Ecco cosa mi aspetto da questa terribile lezione che fino adesso ha raccolto piu’ di trecentomila morti. “Faremo sicuramente più attenzione a dare il giusto peso alle cose,sapendo scindere il necessario dal superfluo”».

Lei è ambasciatore di Ischia, ci parla del suo legame con l’isola?

«Il mio legame con l’isola d’Ischia e la mia nomina di Ambasciatore, sono a dimostrare il mio forte senso di appartenenza campana e l’amore incondizionato per la tradizione di questo splendido e suggestivo scoglio».

Il turismo isolano si rialzerà?

«A mio avviso, l’unico modo per aiutare davvero il turismo adesso e’ un atto di coraggio e di responsabilita’ civile (gia’ ampiamente dimostrato dal popolo italiano) e frequentare i luoghi di villeggiatura fidandosi del buon senso degli albergatori e dei trasporti. Occorre ripartire immediatamente!

Il turismo e’ il 12% del PiL italiano. Ischia ce la farà. Ha troppe risorse brillanti e preziose che la faranno rinascere!»

Quali sono i suoi progetti futuri?

«Tra i miei progetti a breve termine c’e’ sicuramente Ischia. Ho tantissimi amici sull’isola e porto spesso mia madre che viene letteralmente circondata dagli abitanti che le esprimono affettuosamente la piu’ bella caratteristica di questo posto: la sincera cordialita’. Per il lavoro invece siamo in attesa di capire come ripartiremo. Saro’ Papa Urbano terzo, per la serie spagnola San Francisco su Netflix».

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