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«Zaro? altro che stoccaggio dei rifiuti, dovrebbe essere tutelato dall’Unesco!»

FORIO – Scegliere Punta Caruso come centro di raccolta dei rifiuti preoccupa, e non poco, non solo buona parte della cittadinanza di Forio, ma anche l’associazione “Verdi ambiente e società”. Una scelta che non solo è difforme dal Piano Paesaggistico – sostengono i membri dell’associazione ambientalista – ma anche fortemente contrastante rispetto al contesto culturale ed ambientale che l’area di Zaro esprime come patrimonio dell’isola e della Regione Campania.

Il forte e deciso no al centro di stoccaggio dei rifiuti in una delle aree più belle dell’isola unisce non solo la VAS, associazione nazionale di protezione ambientale di utilità sociale, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente fin dal 1994, ma anche l’unico esponente dei Verdi in Regione, ovvero il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che non ha mancato, a più riprese, di esprimere tutto il proprio disappunto sul lungo e travagliato percorso amministrativo iniziato con il Sindaco Francesco Regine, il quale “forzando le prescrizione del decreto ministeriale circa la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti differenziati aveva individuato “Punta Caruso” come area di sosta e travaso dei mezzi della Nettezza Urbana, al servizio della gestione Rifiuti del Comune.

«Oggi,  nel Sindacato di Francesco Del Deo – come specifica il comunicato stampa diramato a nome dei VAS da Nicola Lamonica – supera il parere negativo della Soprintendenza per lo stesso sito e dà all’area una nuova destinazione, ovvero quella di “ sosta dei mezzi della NU e di trasferenza di materiali urbano differenziato”, per tutta la durata dell’affidamento dei servizi alla gestione SuperEco srl, incurante oltretutto nella scelta del PUC che è in fase di pubblicazione. Una continuità con il passato che non ha liberato il perimetro immerso nel verde dal fardello dello stoccaggio dei rifiuti.

Il consigliere Francesco Borrelli dichiara la sua volontà di voler esercitare il diritto-dovere che compete alla Regione in materia ambientale ed urbanistica contro il degrado dell’area di Punta Caruso, un luogo espressione di biodiversità e di cultura, con iniziative istituzionali a tutela del patrimonio collettivo così come indicato dal Piano Paesaggistico e con il coinvolgimento della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali. Iniziative tese a bloccare l’ecocentro e finalizzate a inserire il sito e l’area circostante nel Piano di Bonifica della regione Campania».

Altro che zona di trasferenza rifiuti, secondo l’associazione “Verdi, ambiente e società” Zaro dovrebbe diventare quanto prima un Parco Naturale, destinazione di cui si parla almeno da 40 anni ma che ad oggi non è stata ancora realizzata, anzi, si è arrivato al paradosso che una zona affascinante e colma di vegetazione venga utilizzata per raccogliere rifiuti.

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“La scelta dell’amministrazione Del Deo di proporre Punta Caruso come EcoCentro e punto di stazionamento dei mezzi della Nettezza Urbana è del tutto improponibile – tuona Nicola Lamonica del Vas Campania. Non solo non risolve il problema dal punto di vista dello spazio e della volumetria per la limitatezza dello spazio e l’impossibilità di creare volumi nell’area, anche minimi volumi che possano salvaguardare la salute e quanto fisiologicamente necessario per il personale e la guardiania, ma anche non consente di poter accogliere il materiale ingombrante nella sua totalità e neanche quello organico nei momenti in cui dovessero aversi delle emergenze in terraferma o sui trasferimenti marittimi.

La scelta amministrativa – secondo i VAS – non è proponibile perché va ad incidere al negativo su di un’area che va recuperata alla sua naturalità, un bene comune regionale, un’area di biodiversità, di macchia mediterranea e di bosco che è unica al mondo”.

Altro che luogo dedito alla trasferenza dei rifiuti, Zaro, secondo l’idea di Nicola Lamonica, dovrebbe essere un’area che dovrebbe tendere a divenire un sito dell’Unesco, un obiettivo a cui il consigliere Borrelli – sottolinea Lamonica – dovrebbe dare il proprio contributo negando l’atto di Giunta e avviando pratiche propositive per la bonifica e per l’estensione del Parco già individuato nel PUC a l’intera area di Zaro, con il coinvolgimento dei vari proprietari, così come già proposto dalla Lega per l’Ambiente nel gennaio del 1988 che proponeva un’area a difesa attiva, ricreativa, scientifica, culturale, occupazionale, economica.

Una pagina luminosa di lungimiranza e cultura che potrebbe emergere grazie anche all’apporto di chi in Regione è sensibile a certe tematiche.

 

Antonello De Rosa

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