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Zaro e le luci ed ombre sulla videosorveglianza

dalla Redazione

FORIO – Avevamo già parlato di quello  che sta accadendo nella zona di Zaro, per la realizzazione di alcune opere anche abbastanza impattanti.  Da Roma, infatti è stato dato il via libera ad un vecchio progetto di videosorveglianza nell’area marina per monitorare l’area del Regno di Nettuno ventiquattro ore al giorno (secondo qualcuno sarebbero anche da valutare i profili di rispetto della privacy, perchè, anche se le telecamere sono installate a difesa di un interesse collettivo, potrebbero comunque non rispettare la vigente normativa in materia). Progetto che prevede un impegno di spesa di circa  16 milioni di euro per realizzare sull’isola d’Ischia 22 postazioni e 5 ripetitori. Da oltre un mese, infatti, avevamo segnalato nel nostro precedente articolo, si sta provvedendo –  pare che non siano chiari i titoli autorizzativi o i permessi per i quali si stanno effettuando queste attività – alla realizzazione della rete. Proprio in virtù di ciò a Serrara nella zona del Bracconiere, sembrerebbe che  una grossa centralina sia stata sequestrata perché messa in opera senza i dovuti permessi. A Zaro, uno dei luoghi più belli dell’isola, meta di tanti turisti, nel terreno di proprietà comunale, nella parte del “lato mare” dove fu realizzata un’area di travaso successivamente sequestrata – come da noi già scritto – con una pala meccanica si è proceduto a trasformare un piccolo  sentiero pedonale in una strada carrabile. Per fare ciò pare siano stati abbattuti alcuni alberi, canneti e varie piante di basso fusto per poi realizzare una grossa base di cemento, che dovrebbe contenere una centralina per le apparecchiature di videosorveglianza e un grosso palo in ferro zingato di 10 metri. Un’azione che certamente non sarebbe proprio in linea con un’attività che si propone di vigilare sulla sorveglianza anche ambientale di un’Area Marina Protetta.  Dopo la pubblicazione dell’articolo risulta che vari cittadini hanno denunciato il fatto a vari  enti ritenendo tali lavori presumibilmente abusivi. Pare infatti che sul posto si sono recati gli uomini della polizia municipale reparto edilizio/ambientale che  hanno  fotografato la situazione reale nell’area del comune di Forio. Attualmente sarebbero in fase di completamento e di acquisizione di tutti gli atti per poi trasmettere il tutto alla Procura.  Tra l’altro bisogna poi comprendere gli eventuali sequestri a carico di chi saranno fatti,  al Comune visto che l’area in cui si sta lavorando è comunale o alla ditta che  ha eseguito i lavori ? Questo non è ancora chiaro, pertanto restiamo ancora nel campo delle ipotesi. Per tali lavori, ovviamente vi sono degli atti e nello specifico una serie di documenti del Ministero dell’Ambiente, circa alcune “conferenze di servizi” effettuate con i diversi soggetti interessati a questa vicenda.  Dai documenti risulta che per tali lavori  è stato nominato l’ing. Francesco  Salluzzi di Scafati, mentre la ditta autorizzata è la SETI snc di Scafati. Sul posto, invece,  pare che a realizzare tali lavori sia la ditta Elettrosavio sas di Savio Nino. Appare strano che vi sia una ditta completamente diversa da quella indicata nei documenti del Ministero, ma questo, è bene metterlo subito in chiaro non ha alcun profilo di illiceità, emergono però delle domande: come mai accade ciò? Lavora in regime di sub appalto? Chi l’ha incaricata  o proposta alla ditta di Scafati dal Comune? Su questa ditta, vi sarebbe poi anche un’altra particolare coincidenza: la ditta Elettrosavio sas di Savio  svolgerebbe il servizio di pubblica illuminazione quando invece il vincitore della gara risulta essere l’Impresa Doldo Carlo S.p.a. di Ercolano. Trattasi anche in questo caso di coincidenza o altro? Dagli atti del Ministero emerge che le opere in corso a Zaro si realizzano sulla base di conferenza dei servizi. Una prassi ricorrente nelle opere pubbliche, che a volte però genera due pesi e due misure, tra il pubblico ed il privato. Infatti la strada percorsa dal pubblico per mettere in atto quest’opera come altre, è certamente molto meno impervia rispetto a  quelle che devono percorrere i cittadini semplici e comuni quando intendono realizzare delle opere o fare dei lavori.  Dalla relazione della conferenza dei servizi del 12 novembre 2014 nei vari passaggi si legge che: “il progetto “Monitoraggio delle aree marine protette interessate da reati ambientali”  è proposto  dal Ministero dell’Ambiente e delle tutela del territorio  e del mare e che la realizzazione di tale progetto prevede  la realizzazione in ciascuna delle 14  Aree Marine Protette individuate nelle Regioni  CONV sistemi di videosorveglianza costituiti da telecamere dislocate sul territorio di competenza”.  Inoltre nelle varie fasi  emerge che: “con nota prot. n. 37169/IGEI del 19/12/2013 il Ministero dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e del Mare ha convocato per il giorno 22 gennaio 2014  presso la sede dell’Area Marina Protetta presso il Comune di Forio, la conferenza dei  servizi  ai sensi  degli artt.  14 e 14 ter  della legge 241/90 per acquisire i pareri  e gli atti di  consenso  sul progetto definitivo  in epigrafe”. A questa conferenza dei sevizi  sono stati invitati, il  Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”,  i sindaci dell’isola d’Ischia e Procida, il Ministero  delle Infrastrutture e dei  Trasporti (direzione marittima di Napoli, ufficio  circondariale marittimo di Ischia e di Procida); Ministero della Difesa (Marina Militare, Marisezionefari di Napoli e sezione distaccata del C. Z. di Taranto), Ministero della Difesa Comando  Generale dei Carabinieri – nucleo  Ecologico  di Napoli; la Soprintendenza Beni Architettonici Paesaggistici storici ed Antropologici di Napoli; la Soprintendenza Speciale Beni Archeologici  di Napoli e Provincia; la Direzione Regionale per i  Beni Culturali e Paesaggistici per la Campania; Vivara Fondazione Ospedale Civico  Albano Francescano; la Riserva Statale Isola di Vivara; la Regione Campania area  Generale di Coordinamento 10 (Demanio e Patrimonio); la Regione Campania Servizio 02 Demanio Marittimo.  Nonostante l’importanza dell’intervento e la delicatezza dello stesso, la conferenza, da come emerge dal verbale, non è stata molto partecipata. Sono infatti pochi gli interventi e le osservazioni che vengono riportati nel verbale della seduta. Al riguardo il Consorzio di gestione dell’area marina  esprime parere favorevole, il Comune di Forio  invece, esprime parere favorevole, purchè le opere da realizzare non arrechino  vulnus ambientale e vengono effettuate in linea con i principi normativi  di salvaguardia  del territorio e salvo i diritti di terzi proprietari o detentori ad altro titolo  delle aree su cui insistono le opere da realizzarsi.

I comuni di Ischia e Lacco Ameno esprimono parere favorevole allacciandosi  alla dichiarazione del  Comune di Forio. Non risultano le dichiarazioni del Comune di Serrara Fontana, Barano e Procida. Esprime, inoltre, nel corso della conferenza dei servizi,  parere favorevole anche l’ufficio Circondariale Marittimo di Procida.

La Direzione Regionale per  i Beni Culturali e Paesaggistici per la Campania, invece, in un primo momento ha espresso parere negativo  in quanto la collocazione di tralicci  ha un impatto paesaggistico  negativo ed inoltre la realizzazione dei plinti di fondazione ha un impatto ambientale rilevante,  alterando in maniera permanente  lo stato dei luoghi.

Nel corso della nuova conferenza dei servizi convocata questa volta dal Ministero dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e del Mare per il giorno 10 luglio 2014, presso la sede della Soprintendenza ai Beni Architettonici  Paesaggistici di Napoli e Provincia presso  il palazzo Reale  di Napoli, come nella passata convocazione sempre con gli stessi Enti e Autorità sono stati espressi dei pareri favorevoli dai presenti, alcuni dei quali molto significativi ed importati. Il Comune di Ischia, ha infatti  condiviso le prescrizioni della Soprintendenza  e rimaneva in attesa (come trascritto nel verbale ndr)  dell’integrazione progettuale per emettere parere favorevole. La Soprintendenza dei Beni Architettonici  Paesaggistici  Artistici di Napoli di Napoli e della Provincia chiariva che il parere della Soprintendenza era subordinato  alla acquisizione dei pareri paesaggistico degli Enti Locali. Continuando per le postazioni dell’isola d’Ischia, sempre la Soprintendenza, esprimeva parere favorevole  in linea generale  con puntuali prescrizioni, ad eccezione della postazione 0519V  (visto che non è citata nel verbale si suppone quella di Zaro ndr) che va abrogata perché non conforme paesaggisticamente con l’aria di pertinenza. Problemi  di  compatibilità paesaggistica per le postazioni  0504RIP Punta Imperatore, 0522 RIP s. Angelo, 0574RIP Serrara Fontana, 0504 S. Maria al Monte Forio, 0573 RIP Barano Terra Nera, per  le quali  sono stati effettuati dei sopralluoghi e si è in attesa di soluzioni progettuali alternativi, per le quali  si resta in attesa della proposta  integrativa definitiva. Insomma sembra che la situazione sia ancora molto poco chiara, e forse, visto che si parla di opere pubbliche, in più messe in atto per un interesse collettivo, quello della tutela dell’AMP “Regno di Nettuno”, chi di dovere faccia al più presto chiarezza. E’ forse bene, chiarire e fugare ogni dubbio, nell’interesse di tutti, ma soprattutto nel rispetto dei cittadini.

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