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Zaro sprofonda nel degrado, “oltraggio” alla Madonna e a Luchino Visconti

Chissà cosa direbbe un fine cineasta come Luchino Visconti vedendo le pessime condizioni in cui da tempo immemore versa la “sua” Zaro, il bosco nel quale ancora oggi sorge La Colombaia, dimora del maestro meneghino che amava follemente l’isola verde. Un territorio benedetto da Madre Natura ma vilmente stuprato (sì, stuprato) dall’uomo, indegno erede di un vero e proprio paradiso. Nel corso degli ultimi mesi il nostro quotidiano ha dedicato molti servizi al cagionevole stato di salute dell’intera area boschiva, che da Eden in Terra si è purtroppo trasformato in una discarica a cielo aperto. Un luogo dove tutto – ma davvero tutto – è ahinoi concesso. Nel bosco di Zaro, polmone verde del  Comune di Forio e dell’isola d’Ischia, a farla da padrone è l’inciviltà di molti anonimi cittadini, che per disfarsi dei propri rifiuti si recano nel bosco abbandonandoli al proprio destino.

Un autentico scempio quello che si verifica a ritmo quasi quotidiano sotto i nostri occhi a Zaro. Uno scandalo ambientale di proporzioni immani che purtroppo né i cittadini coscienziosi, né l’amministrazione comunale né le associazioni del territorio riescono a fronteggiare in maniera efficace. Ogni giorno gli incivili di turno, senza esserne pienamente consapevoli, oltraggiano la memoria di Luchino Visconti e la Madonna, alla quale è dedicato un luogo di culto che si trova nel cuore del bosco di Zaro. Al di là della settima arte e della fede, è impossibile tollerare che l’area boschiva sia oggetto di reiterati affronti, che sono eloquentemente testimoniati dagli impietosi scatti di Pietro Coppa, un apprezzabile videomaker che da anni denuncia il degrado in cui versano tanti bei luoghi di Forio e dell’isola d’Ischia. Se gli anonimi “zozzoni” avessero un minimo senso del pudore, capirebbero che le vittime di questo scellerato menefreghismo non è soltanto la natura, ma anche loro stessi.

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