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Zavota: «Sono tranquillo, ho fiducia nella giustizia»

LACCO AMENO. Il giorno dopo la sentenza della IV Sezione Penale del Tribunale di Napoli, presieduta dal giudice Rescigno, il vicesindaco di Lacco Ameno Giovan Giuseppe Zavota non appare particolarmente abbattuto, nonostante la condanna a due anni di reclusione inflittagli dopo alcune ore di camera di consiglio. Sebbene sia stata applicata la sospensione della pena, il responso del Tribunale avrà comunque delle conseguenze a livello politico. La nota legge Severino infatti in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione prevede  la  sospensione dalle cariche pubbliche rivestite, una statuizione che a rigore fa decadere automaticamente Zavota dal suo ruolo di vicesindaco e assessore, ma prima di tutto di consigliere comunale. Tale sospensione si applica anche se la condanna non è definitiva (come nel caso in questione), sufficiente per chi già ricopre una carica pubblica ad essere sospesi fino a un massimo di 18 mesi.  Una circostanza che imporrebbe alla compagine guidata da Giacomo Pascale la nomina di un sostituto e che comunque andrebbe a modificare, più o meno sensibilmente, gli equilibri di maggioranza nel comune del Fungo. «Sono tranquillo – ha dichiarato Zavota – perché sono convinto di non aver fatto nulla di sbagliato. Credo nella giustizia italiana, la decisione del Tribunale è comunque una sentenza di primo grado, valuterò con i miei legali di fiducia gli estremi per un ricorso in appello. Al momento non conosciamo le motivazioni di questa sentenza, quando potremo analizzarle compiutamente valuteremo il da farsi. Credo sia prematuro cimentarsi in pronostici sulle conseguenze “politiche” di questa decisione. Non mi è stato ancora notificato nulla», ha concluso il componente della maggioranza in carica. Potrebbe essere tuttavia questione di giorni: la legge Severino, al comma 5 dell’art. 11 prescrive che “a cura della cancelleria del tribunale o  della  segreteria  del pubblico ministero  i  provvedimenti  giudiziari  che  comportano  la sospensione sono comunicati  al  prefetto,  il  quale,  accertata  la sussistenza di una causa di sospensione,  provvede  a  notificare  il relativo provvedimento agli organi che hanno convalidato l’elezione o deliberato la nomina”.

 

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