CRONACAPRIMO PIANO

Il giorno delle audizioni e due commissari in scadenza

Questa mattina appuntamento importante il Commissione Ambiente al Senato sul caso Casamicciola, ieri intanto si è espresso sullo stesso esame del disegno di legge anche l’organismo della Camera dei Deputati

DI IDA TROFA

Nel mentre l’emergenza alluvionale arranca ad Ischia, le lancette scorrono veloci. Oggi 13 dicembre è attesa l’audizione a Roma, in Commissione Ambiente al Senato, sul caso Casamicciola. Ieri la Commissione Ambiente della Camera dei deputati, si è espressa nell’ambito dello stesso esame del disegno di legge di conversione del decreto n. 186 del 2022 recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi eccezionali verificatisi nel territorio dell’isola di Ischia a partire dal 26 novembre 2022 (C. 674 Governo).Il tempo passa e, se sul fonte de superamento delle criticità legate alla tragedia del 26 novembre, non ci sono accelerazioni sul tema degli interventi urgenti a farsi, la ricostruzione post sisma nel Cratere del terremoto 2017 è inevitabilmente ferma. Le due questioni sono vicendevolmente connesse. Eppure sul piano amministrativo e burocratico non dovrebbero. Il tempo passa, non ci sono risposte esaustive da uno Stato dimostratosi inconcludente e pachidermico, e nel mentre le scadenze, anche quelle delle gestioni commissariali, si avvicinano. La dead line è al 31 dicembre 2021. 

Giovanni Legnini

Questo 2022 senza ombra di dubbio sarà ricordato come l’annus horribilis per Casamicciola. Rumors ed indiscrezioni parlano di un commissario straordinario stremato e provato dagli eventi. Tentato dal cambiare aria benché la sua nomina sia legata al voto e alle prossime scadenze (forse) elettorali a cui potrebbero essere chiamato il comune nella primavera prossima. Sarà il 31 dicembre il traguardo ultimo che il mite commissario è pronto a tagliare? Casamicciola Terme, l’iconografia della catastrofe, è troppo anche per Simonetta Calcaterra? Vedremo. Più di un indizio la vedrebbero ai saluti. Come darle torto. Il commissario Straordinario chiamato a reggere le sorti del paese dopo il commissariamento politico del Comune di Casamicciola Terme avvenuto a fine giugno, ha dovuto subire l’onta della bocciatura politica del governatore della Regione Campania Vincenzo De Lucaall’indomani della Sua investitura a capo della protezione civile casamicciolese. Un boccone amaro ingoiato nonostante la fiducia del Consiglio dei ministri che, su proposta del presidente Giorgia Meloni e del ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, aveva deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi alluvionali e franosi verificatisi nel territorio dell’isola di Ischia a partire dal 26 novembre. Per l’attuazione dei primi interventi urgenti, di soccorso e assistenza alla popolazione e di ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attraverso il Fondo per le emergenze nazionali. Il CdM aveva proposto al capo della Protezione civile, quale commissario per la Protezione civile a Ischia, la dottoressa Simonetta Calcaterra, attuale commissario straordinario del Comune di Casamicciola. Al no di De Luca si era ipotizzato il prefetto di Napoli, Claudio Palomba. Alla fine è passata la linea De Luca con Giovanni Legnini, in carica come commissario straordinario per la ricostruzione post-terremoto a Ischia. Inutile, sarebbe la tesi di palazzo Santa Lucia, sovrapporre diverse gestioni straordinarie; meglio affidare il compito a Legnini, anche perché il dopo alluvione sarà fatto soprattutto di ricostruzione, tema in cui l’ex vicepresidente del Csm è già insediato sull’isola con un incarico, politico, a tempo.

Intanto cresce l’attesa per capire come si regolerà il governo relativamente all’incarico di Giovanni Legnini, che a Ischia come nel centro Italia termina il 31 dicembre. Si parla già di successori, e secondo alcuni rumors potrebbe salutare anche Simonetta Calcaterra

Giovanni Legnini, al 31 dicembre di quest’anno scade dal mandato sia di commissario per la ricostruzione del terremoto Marche – Umbria – Lazio – Abruzzo, sia da commissario per la ricostruzione di Ischia dal terremoto del 2017. Un mandato quest’ultimo conferitogli lo scorso febbraio quale successore di Carlo Schilardi. Invece, il mandato, di questo novembre, quale capo della protezione civile ad Ischia, conferitogli per l’emergenza alluvionale potrebbe essere legato alla dichiarazione dello Stato di Emergenza che il Governo Meloni ha dichiarato della durata di un anno, dunque sino al 30 novembre del 2023. Potrebbe esserlo ma anche no. Infatti con le nomine post alluvione è passato l’assunto che da oggi si tratta di ricostruire i territori e dunque di pensare in modo globale la gestione delle emergenze di Ischia (sisma, alluvione, politica) non è del tutto scontato che per quanto riguarda la ricostruzione di Ischia post terremoto, che al 31-12 gli venga rinnovato l’incarico di commissario. Cosi come è ancor meno scontato che ciò avvenga per il terremoto del Centro Italia. Va detto che la struttura per la ricostruzione di Ischia si avvale di competenze sviluppate e maturate dalla struttura della ricostruzione del Centro Italia. Dunque le questioni si intrecciano. Tante le incognite e le ombre che sia nudano sulle gestioni future di fatti ed eventi che sono, già, di per se, il caos.

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Le cronache politiche recenti raccontano di una drastica inversione a destra sulle nomine commissariali. Dall’uomo del PD Giovanni Legnini, agli uomini della estrema destra su tu tutti Guido Castelli. Sono diversi i professionisti del terremoto e della politica ad essere indicati come possibili sostituti di Legnini per la ricostruzione e che, per dinamiche politiche legate al Governo di Roma, potrebbero avere delle opportunità. Primo fra tutti Guido Castelli, ex assessore alla Ricostruzione della Regione Marche, oggi senatore diFratelli d’Italia del presidente Giorgia Meloni. Un altro è il noto Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice, punto di riferimento della Legadel Vicepresidente Matteo Salvini. Se questi nomi, solo profferiti, potrebbero per questo essere già bruciati, rispetto alle opzioni di sostituzione di Legnini, siamo certi, non mancheranno, ancora le levate di scudi e gli interventi interessati alla corte dei miracoli, mentre ancora il paese attende lealtà istituzionale e concretezza, senza dover assistere, ancora, ai soliti magheggi e allo stuolo di mercanti che hanno già assalito il tempio e non solo il COC, cosi come era stato con il terremoto è stato con l’alluvione, senza neppure attendere che i morti venissero restituiti alle famiglie. Purtroppo Casamicciola insegna anche questo: chi di speranza vive disperato muore.

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Pino

Commissari senza strutture tecniche dedicate a loro unico sostegno delineano un quadro aimè molto chiaro, e una volontà a non voler risolvere realmente i problemi.
Spero di sbagliarmi ma purtroppo è questa la strada intrapresa.

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