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‘Los Espabilados’, al via le riprese ischitane

Primi esterni sulla litoranea tra Casamicciola e Lacco Ameno, si prosegue al Miramare e sulla spiaggia del Muro Rotto. Sul set anche l’attore catalano Miki Esparbè, con il regista Roger Gual e un cast di giovanissimi

Nella tarda mattinata di ieri, sulla litoranea tra Lacco e Casamicciola, sono cominciate le riprese ischitane della serie tv, “Los espabilados”, fiction spagnola diretta da Roger Gual, prodotta da Moviestar+ in collaborazione con Dynamo Audiovisual, e scritta dallo stesso autore di “Braccialetti rossi” Albert Espinosa.

La troupe spagnola, reduce dall’isola di Minorca, è arrivata domenica sera, si è stabilita tra l’Hotel Miramare e Castello (dove saranno ambientate alcune scene finali del racconto) e l’Hotel Mare Blu a Ischia Ponte, proprio in prossimità della Spiaggia del Muro Rotto dove sarà ambientata una delle scene clou della serie.

“Los Espabilados” racconterà in sette episodi la storia di Mickey l’Angelo, Guada, Yeray, Lucas e Samuel, un gruppo di giovani pazienti che fuggono da un centro psichiatrico a Barcellona e attraversano l’Europa per trovare il fratello di uno di loro, barman in un albergo di Ischia. Nonostante le difficoltà legate alle loro problematiche di salute, e un passato difficile che non risparmia disagio mentale, bullismo e abusi, questi ragazzini non ancora adolescenti affrontano la vita con umorismo e coraggio, superando ostacoli e tabù legati alla malattia mentale e a tutte le fragilità dell’universo giovanile. Una serie che, come è già avvenuto per “Braccialetti rossi”, regalerà positività e umorismo, colpi di scena e personaggi magnetici, senza tralasciare questioni importanti relativi al mondo dell’infanzia, sul crinale delicatissimo tra salute e malattia.

Malgrado un cielo nuvoloso, non ancora gravido di pioggia, ieri si sono svolte le prime riprese. Quartier generale al piazzale dell’Ancora a Casamicciola, dove i cinque giovani protagonisti insieme al regista Roger Gual hanno prima provato, poi girato, una scena in auto lungo la litoranea che da Casamicciola porta a Lacco Ameno. Nella storia, i sei ragazzini sono riusciti ad arrivare in Italia e rendere più vicino il momento dell’incontro con il fratello di uno di loro. Ma la loro sparizione, e successiva fuga per uscire dalla Spagna e raggiungere l’isola d’Ischia, non è stata priva di conseguenze. Sulle loro tracce, il detective Izan (altro personaggio presente nelle storie di Espinosa), un giovane uomo che da anni cerca bambini perduti, un lavoro che prima faceva suo padre. E sul set ischitano è apparso anche l’attore catalano che interpreterà Izan e raggiungerà i ragazzini in fuga: si tratta di Miki Esparbè, noto in Spagna per aver partecipato a serie tv come “El crac” “Brigada Costa del Sol” e a film come “Barcelona, noche de verano”, “Perdiendo el norte”, “Las Distancias”. Il nome dell’attore è stato ufficializzato solo poche settimane fa, visto che la lavorazione di questa serie, molto attesa in Spagna, è circondata da una solida cortina di silenzio.

Troupe leggera e atmosfera amichevole per i primi ciak ischitani in cui si vede una Nissan nera, con a bordo i fuggiaschi in erba, percorrere il centro di Casamicciola e la strada provinciale che attraversa l’isola. La scena è stata ripetuta più volte per riprese sia all’interno del veicolo, sia fuori dall’abitacolo.
Le riprese di ‘Los Espabilados’ dureranno tutta la settimana tra gli interni al Miramare e qualche ciak nel borgo di Ischia Ponte. Le comparse ischitane hanno già girato qualche piccola scena di raccordo e saranno tutte impegnate nei prossimi giorni come turisti e personale d’albergo.

Purtroppo non è arrivato sul set lo scrittore Albert Espinosa, creatore della serie e “responsabile” del coinvolgimento di Ischia nelle riprese di questa fiction televisiva. Un’isola che ama molto, che lo ha ispirato e dove ha scritto (e ambientato) parte dei suoi romanzi, da “Braccialetti azzurri” a “Quello che ti dirò” fino a “Lo mejor de ir es volver”. Una formula (av)vincente e certo autobiografica: giovani eroi che affrontano il cancro e le inquietudini infernali della giovinezza con coraggio e umanità. Come i protagonisti di “Braccialetti rossi”, serie televisiva che ha avuto un enorme successo in tutto il mondo (in Italia l’ha trasmessa RaiUno) e lo ha reso un autore di culto. A Espinosa hanno amputato una gamba a 14 anni, asportato un polmone a 16 e parte del fegato a 18. Tutto per una gravissima malattia: un osteosarcoma metastatico. La tempesta che lo ha travolto giovanissimo, però, non lo ha piegato; anzi, gli ha dato la forza e la voglia, come un profeta sopravvissuto, di raccontare la sua storia e affermarsi come autore e sceneggiatore.

«Nei miei giorni a Minorca» ha dichiarato in un’intervista lo scrittore oggi 46enne, « prima di abbandonare l’hospice e tornare a casa, ho potuto conoscere una serie di personaggi che ho cercato, attraverso la letteratura, di trasformare in una sorta di figure da “Piccolo principe”. Ischia mi ha regalato la sensazione di un’isola diversa. “Braccialetti azzurri”, ad esempio, l’ho scritto proprio tra Ischia e Lanzarote, due isole molto cinematografiche. L’Italia e Spagna, poi, sono i due Paesi dove mi sento meglio e dove la serie tv “Braccialetti rossi” ha avuto più successo. Anche per questo ho voglia di vivere per un po’ in entrambi i Paesi

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