CRONACA

Processo Capuano, sfilano i giudici testimoni

Ascoltati alcuni magistrati: quasi tutti negano contatti e conoscenze col giudice già in forza al settore penale del Tribunale di Ischia. Il pm ha depositato nuovi tabulati, tra un mese deporrà un ex presidente di Corte d’appello

Nuova udienza giovedì scorso nel processo che vede coinvolto il dottor Alberto Capuano, fino al luglio 2019 giudice penale del Tribunale di Ischia. Processo originato dall’inchiesta della Procura di Roma con le indagini sulla presunta corruzione svolte nell’ambito dell’operazione “San Gennaro”. Le accuse, come si ricorderà, riguardano altre cinque persone: il consigliere circoscrizionale di Bagnoli Antonio Di Dio, Giuseppe Liccardo, Elio Bonaiuto e il libero professionista Valentino Cassini. Ai cinque sono mosse diverse contestazioni a vario titolo: millantato credito, traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale, corruzione per esercizio della funzione, corruzione in atti giudiziari, tentata estorsione. 

Stavolta sono stati ascoltati alcuni magistrati della Quarta Sezione della Corte d’Appello di Napoli, in particolare la dottoressa De Maio, il dottor Lanni, la dottoressa Apicella, e poi il dottor Graziano della Sezione fallimentare. I magistrati della quarta sezione hanno tutti hanno negato in maniera decisa di aver mai conosciuto o anche solo aver sentito nominare il dottor Capuano. Invece il dottor Graziano ha spiegato che l’unico contatto avuto con Capuano fu in occasione degli auguri di Natale qualche anno fa, oltre a un veloce scambio di messaggi sulla nota applicazione “whatsapp” chiedendo al collega se poteva indicargli il nome di un consulente in materia di marchi. Altri rapporti non ci sono mai stati, di nessun genere, né c’è mai stato alcun tentativo di interferenza per la procedura sul crac “Magic World” davanti alla sezione fallimentare di cui egli si occupava.

Fra coloro che avrebbero dovuto essere ascoltato c’era anche il dottor Eugenio Giacobini, ex presidente di Corte d’Appello ora in pensione, recentemente destinatario di una perquisizione, perché inserito tra i nuovi indagati dalla Procura. Tuttavia gli esponenti della difesa hanno chiesto che venisse ascoltato dopo che i legali avranno preso piena conoscenza di una serie di tabulati telefonici, che il pubblico ministero ha depositato soltanto ieri. Tra questi, ci sarebbe una telefonata col giudice di soli 66 secondi, ma risalente al marzo 2018, dunque antecedente di oltre un anno rispetto ai fatti di cui si occupa il processo. In sostanza, nonostante l’acquisizione dei tabulati delle rispettive utenze, soltanto quella telefonata rappresenta l’unico esile contatto con Capuano, ben prima che il giudice conoscesse il consigliere Di Dio, considerato il tramite attraverso cui “influire” sul processo in cui era imputato Liccardo. I difensori di fiducia di Capuano, gli avvocati Alfonso Furgiuele e Alfredo Sorge, hanno dunque chiesto e ottenuto il rinvio per poter visionare i tabulati e altro materiale informatico depositato, in attesa della prossima udienza di fine ottobre. Tuttavia, come alcuni ricorderanno, su questo fronte la difesa di Capuano ha già evidenziato più volte l’incongruenza del presunto millantato interessamento di Capuano alla sorte processuale di Liccardo contattando Giacobini, che però era già in pensione. Dunque, senza nessuna reale possibilità di influenzare l’esito di un processo. Questo dato, insieme alle risposte con cui i testimoni odierni hanno convintamente negato conoscenze e contatti con Capuano, ha reso anche questa udienza molto favorevole alla difesa, che è apparsa soddisfatta per l’andamento che il processo ha imboccato.

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