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“Bafogna”

Di Graziano Petrucci

Ogni giorno che passa, mi trovo sempre più convinto che a Lacco Ameno, così come accade con ogni probabilità diffusamente sul resto dell’isola, la popolazione dorma tranquillamente. Mentre «il furbo» intanto, di solito gode di un ampio ventaglio di passatempi e gioie quotidiane, si trastulla con la propria mediocrità e la capacità di prendere gli altri per il culo assalito com’è dalla convinzione che di fronte a lui ci sia solo una banda di pazienti lobotomizzati che aspetta davanti alla tv che cominci il gioco dei pacchi. Per esempio, da ultimo abbiamo la questione della costruzione delle fognature a Lacco Ameno e le affermazioni di trionfo del Sindaco Pascale sembrano quelle di Leonida nella battaglia delle Termopili. Tuttavia, a giudicare da questi ultimi eventi e seguendo la moda che impone il risvoltino alle caviglie che sta prendendo il suo percorso di governo, potrebbe rischiare di essere accusato di «cattiva condotta». Cose da poco su cui si può tranquillamente sorvolare. Sul lavoro di rifacimento dell’impianto fognario intanto se da un lato bisogna accendere un cero a Santa Restituta perché così forse non si perderanno i soldi, dall’altro dobbiamo essere grati alla medesima martire perché grazie alla sua intercessione un lavoro per il quale undici mesi sarebbero stati un tempo eccessivo pure per andare al cesso sarà terminato e rendicontato entro il trentuno dicembre di quest’anno. Cioè, in breve, in poco più di novanta giorni. Che dire se non “Dio ti ringrazio. Anche gli anziani di Lacco Ameno avranno il loro cantiere davanti al quale potranno trascorrere grande parte del giorno e commentare i lavori seduti sulle panchine e nelle pause parlare della serie A. Oppure pensare magari di presentare variazioni al progetto e occupare finalmente ore liete e spensierate quali impiegati a tempo pieno in quest’opera faraonica con cui riusciremo a risolvere in un colpo solo, oltre che il problema del «fetore» che insiste sul comune, anche quello del dramma su come fargli passare la giornata. Amen”. Qualcuno poi sta diffondendo la voce che ci siano state delle anomalie già in sede di gare e offerte. Amici di altri amici che vincono appalti, altri amici che ne diventeranno direttori dei lavori e via discorrendo. Voci stupide, senza senso e invidiose. Insomma saremmo di fronte al tipico comportamento su cui si potrebbe legare qualcosa di strano, d’irregolare, se non fosse per la certezza che al «Sindaco dei cento giorni», poiché è lui che «decide», per niente al mondo verrebbe in mente di farsi condizionare dall’amico dell’amico degli amici. Sappiamo benissimo invece che i rapporti sono chiari, limpidi, cristallini e perciò i dubbi non avrebbero alcun fondamento su cui appoggiarsi. Per di più, in questo caso, c’è stato un bando o quello che più gli somiglia. E’ il vortice dell’ignoranza, in cui talvolta vengo risucchiato anch’io, che ci fa aprire la bocca e dire fesserie. Anche per questo chiedo scusa. Per finire, sono sicuro che se intervenisse la polizia giudiziaria o la magistratura cosi come l’unità anticorruzione di Cantone non potrebbero che metterci una pietra sopra e archiviare una volta per sempre pure le dicerie che circolano nella «fogna a cielo aperto», pardon per la strada. Cioè che i lavori o non vedranno mai la fine, aprendo, di fatto, il cammino a risarcimenti di migliaia di euro in cui potrebbe pure essere coinvolto il Comune, o saranno realizzati in economia sebbene ci sia la «longa manus» della «patrona» di Lacco Ameno. Senza la pretesa di essere smentito, possiamo dire che in questo tempo così breve, così colto, stiamo lavorando su aspirazioni alla nostra portata e la scarsa abilità, per conseguenza, ha i giorni contati. A questo punto passo la palla alla mia «aurea mediocritas», e dico che non avrei mai potuto fare di meglio e lascio il campo a chi, nelle varie amministrazioni, sta facendo il bene della collettività. Intanto aspetto di vedere in questo programma dei pacchi qualche culo. Magari riesco a rifarmi gli occhi ed evito pure di farmi girare le palle.

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