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L’ira del PCIML: Il parcheggio di Fondobosso ancora ricettacolo di rifiuti

Gennaro Savio non nasconde il malcontento per lo stato di degrado dell’area, nonostante le reitera ture denunce con cui si richiedeva un urgente intervento di pulizia

Nonostante la dura denuncia giornalistica con cui il PCIM-L chiedeva un immediato intervento di pulizia e messa in sicurezza dell’intera area, l’amministrazione comunale di Ischia guidata dal sindaco Enzo Ferrandino, non si è ancora degnata di intervenire e così il parcheggio di Fondo Bosso continua ad “affogare” in uno stato di squallido e pietoso degrado sociale  tra erbacce e piante selvatiche cresciute dappertutto e con sporcizia sparsa un po’ ovunque, oltre ai pericoli per la pubblica incolumità derivanti dalla presenza di un mastodontico pino secco e di un palo della pubblica illuminazione corroso e bucato alla base dalla ruggine. Ma in questi giorni c’è stata una novità. All’insensibilità e al menefreghismo dei rappresentanti istituzionali deputati a tenere pulito il parcheggio, si è contrapposta la decisa volontà dei ragazzi dell’associazione “Plastic less” i quali, nella giornata di ieri, hanno provveduto a ripulire dalla plastica l’ampia zona antistante lo stadio “Enzo Mazzella”.

Nel complimentarci con la sensibilità e l’impegno dei giovanissimi “Plastic less” che hanno riempito bustoni e bustoni di materiale plastico, riteniamo sia vergognoso che in un comune come quello di Ischia, dove i cittadini pagano milioni di euro di tasse per vedersi riconoscere i propri diritti e dove il Comune e il sindaco, quale massima autorità sanitaria del paese, hanno il dovere di tenere pulito l’intero territorio comunale, i cittadini, in questo caso giovanissimi, debbano rimboccarsi le maniche  e pulire una vasta area come quella di Fondo Bosso. Purtroppo l’inquinamento mondiale, marino e terrestre, derivante dalla commercializzazione della plastica, rappresenta attualmente uno dei maggiori drammi sociali e ambientali prodotti dal capitalismo e dall’imperialismo, in nome degli affari, dei profitti e del consumismo, visto che ogni anno, solo nei mari di tutto il mondo,  finiscono dai 4 ai 12 milioni di tonnellate di plasticacausando l’80% dell’inquinamento marino. E non scopriamo nulla di nuovo considerato che già intorno alla metà del 1800, con straordinaria lungimiranza,  Friedrich Engels dimostrò che o l’uomo avrebbe distrutto il capitalismo, o il capitalismo avrebbe inevitabilmente distrutto il mondo.

E oggi è la seconda ipotesi quella che si sta concretizzando attraverso l’allargamento del buco dell’ozono, il repentino aumento del riscaldamento globale e delle temperature sulla Terra. E allora se si vuole salvare il nostro pianeta dall’inquinamento terrestre, marino e atmosferico, è giunto il momento che le popolazioni del mondo si rimbocchino le mani per mettere al bando il sistema capitalistico dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dello sfruttamento incontrollato del nostro patrimonio ambientale e naturalistico che sta portando la Terra alla distruzione e che produce discriminazioni, disperazione e povertà per miliardi di persone, e costruiscano un sistema economico e sociale, quale quello socialista, basato sul rispetto del genere umano e dell’ambiente e sull’uguaglianza economica e sociale tra tutti i cittadini. E visto l’allarme lanciato da tempo dagli scienziati, bisogna fare una vera e propria corsa conto il tempo se vogliamo fermare la nostra autodistruzione.  Ritornando a Fondo Bosso, il PCIM-L oltre a vigilare affinché ciò avvenga, reitera con forza all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Ferrandino, la richiesta di un immediato intervento di pulizia e di rimozione dei pini secchi e malati a potenziale rischio crollo che circondano il parcheggio e del palo della pubblica illuminazione presente nei pressi della fermata della navetta “Zizì”.

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