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Acqua, dall’Eic “disco verde” ai privati

Cambia la formula con la quale sarà gestito l’acquedotto di Napoli Nord che comprende anche i sei Comuni di Ischia e quello di Procida: il controllo pubblico resterà col 55% di quote. Ma il vero nodo resta il sub ambito delle isole

E’ una notizia che sulla carta spaventa non poco anche la nostra isola, anche se pare – almeno ad un primo giro di orizzonti – che dalle nostre parti si possano dormire sonni tranquilli, per quanto la prudenza non sia mai troppa. La notizia in questione riguarda il “semaforo verde” ai privati per quanto riguarda l’ingresso nell’acquedotto di Napoli Nord che comprende i seguenti Comuni: Acerra,Afragola, Arzano, Bacoli, Barano d’Ischia, Caivano, Calvizzano, Cardito, Casamicciola Terme, Casandrino, Casavatore, Casoria, Crispano, Forio, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Grumo Nevano, Ischia, Lacco Ameno, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Monte di Procida, Mugnano di Napoli, Pozzuoli, Procida, Qualiano, Quarto, Sant’Antimo, Serrara Fontana, Villaricca. Insomma, c’è parte dell’hinterland partenopeo ma anche i sei Comuni di Ischia e quello della vicina Procida. Il via libera alla gestione mista del Distretto Napoli Nord è arrivato dal Comitato Esecutivo dell’Ente Idrico Campano (Eic), nella seduta che si è svolta nei giorni scorsi presso la sede di via Alcide De Gasperi. In passato era stata decisa la gestione pubblica al 100% ed esisteva anche già lo statuto della nuova società, poi però lo stato dell’arte è decisamente mutato. Quello che era il progetto iniziale ha infatti assunto una connotazione diversa, a metà tra pubblico e privato, andando a clonare quel modello che in terraferma era già stato messo in atto con la Gori. Adesso il quadro è diverso e si ragionerà su una strutturazione societaria che prevede il controllo pubblico al 55%, con la partecipazione privata al 45%. Adesso bisognerà aspettare la gara pubblica per sapere se ci sono società private interessate. l Comitato Esecutivo ha dato l’ok all’approvazione del Piano d’Ambito Distrettuale Napoli Nord e alla rideterminazione della forma di gestione del Servizio Idrico Integrato, in linea con quanto deliberato in occasione del Consiglio di Distretto Napoli Nord del 28 marzo 2024. La scelta di optare per una società mista consente di garantire la continuità e la qualità del Servizio Idrico Integrato, evitando al contempo la privatizzazione del servizio: il controllo pubblico sarà al 55%; le strategie, gli investimenti, le decisioni, la definizione delle tariffe e la governance saranno totalmente sotto il controllo della parte pubblica.

Sulla virata e il nulla osta all’ingresso al privato, l’Ente Idrico Campano ha emesso anche una lunga e dettagliata nota nella quale si legge che “il coinvolgimento del partner privato, porterà know-how, capacità operative e investimenti per migliorare progressivamente il Servizio Idrico Integrato in un territorio che ha sofferto a lungo di importanti carenze e che è stato escluso dai finanziamenti del Pnrr a causa della mancanza di una gestione univoca e dei requisiti necessari per partecipare ai bandi. Grazie al lavoro congiunto svolto negli anni con il Coordinatore Luigi Sarnataro e il Consiglio di Distretto Napoli Nord, sarà finalmente possibile colmare le lacune attraverso un percorso virtuoso che segna un momento di fondamentale importanza per l’intera area di competenza dell’Ambito distrettuale Napoli Nord. Il tutto si inserisce nell’ambito della strategia dell’Ente Idrico Campano, volta a definire modalità e criteri per il subentro in tutte le gestioni esistenti da parte dei gestori del Servizio Idrico Integrato, assicurando la fornitura di acqua con livelli di qualità equivalenti su tutto il territorio.Compiamo un passo significativo verso il potenziamento e il miglioramento del Servizio Idrico Integrato nel Distretto Napoli Nord. Questa decisione conferma il nostro impegno per una gestione chiara e trasparente, in linea con l’obiettivo prefissato di creare le condizioni per un servizio efficiente, efficace ed economico. Il percorso intrapreso per il Distretto Napoli Nord ci consente di assicurare che le strategie e gli investimenti restano saldamente sotto il controllo pubblico”.

Ma che cosa cambia per Ischia da questi nuovi scenari? Ben poco, cambierà la formula del soggetto giuridico che gestirà il servizio nell’ambito individuato, un fatto inevitabile vista la carenza di risorse finanziarie per dare avvio alle giuste procedure. Servirà ovviamente una gara per individuare il soggetto privato atteso che il vero punto di domanda riguarda e riguarderà almeno prossimamente il sub ambito delle isole, per il quale bisognerà capire come si organizzerò il servizio anche sotto l’aspetto squisitamente giuridico, anche se da questo punto di vista non ci sono ancora decisioni ufficiali o comunque indicazioni significative. Sulla vicenda fin qui esposta è intervenuto anche Venanzio Carpentieri, segretario Generale Femca Cisl Campania che così si è espresso: “Apprendiamo con soddisfazione l’approvazione da parte del Comitato Esecutivo dell’EIC del Piano d’Ambito Distrettuale Napoli Nord e la rideterminazione della forma di gestione del Servizio Idrico Integrato, con la partecipazione mista pubblico/privato (55% e 45%). Abbiamo sempre sostenuto che questa sarebbe stata la scelta migliore, anche per il territorio quello ricadente nel Distretto di Napoli Nord. Si tratta, però, solo del primo passo, ora è fondamentale che chi di dovere si adoperi in tempi brevissimi per l’individuazione del partner privato. Auspichiamo che non si ripeta quanto sta accadendo nel Distretto Sannita, dove l’inazione degli organi competenti ha letteralmente paralizzato l’attuale gestore, la Gesesa, con pericolose ricadute sui lavoratori e potenziali rischi per la stessa garanzia del servizio ai cittadini. È indispensabile preparare i bandi di gara, affidare il servizio e far partire la nuova Società. Solo così, per Napoli Nord come per il Sannio, si potrà davvero parlare di potenziamento e miglioramento del Servizio Idrico Integrato, e di un servizio efficiente, efficace ed economico. Il tutto unito alle ulteriori azioni da porre in essere, congiuntamente con la Parti Sociali, per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e per garantire serenità ed un futuro certo ai lavoratori”

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peppe

carenza di risorse finanziarie quindi???
Inevitabilmente aumento delle tariffe,quesito risolto.
Spero di sbagliarmi ma sicuramente la ricetta sara’questa

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