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Acquedotto Pilastri, Ischia chiama Barano

Ci ha pensato il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino ad accendere i riflettori sullo stato fatiscente dell’acquedotto dei Pilastri. «Un’ impresa edile, individuata con una procedura di urgenza, è intervenuta per eliminare le situazioni di pericolo che insistevano lungo l’acquedotto dei Pilastri – spiega il primo cittadino. – Con gli uffici comunali competenti, di concerto anche con il Comune di Barano d’Ischia, formalizzeremo una lettera per richiedere alla Soprintendenza di intervenire per recuperare questo cespite che è un simbolo per la nostra isola».

La monumentale opera del XVI secolo è subito finita al centro del dibattito. Si chiede Sandro Florenzo: «Sarebbe molto interessante recuperare oltre alla struttura “dei pilastri” l’intero sistema che partiva da Piano San Paolo (dove ancora ci sono delle cisterne e dei condotti) e continuava oltre i pilastri con un tunnel ( esiste ancora) sotto la strada per SanMichele) e poi ancora fino ad Ischia Ponte dove finiva in una cisterna enorme vicino alla chiesa. È una opera monumentale che se fosse rimessa in sesto sarebbe di enorme valore storico e turistico». Acuto Giovanni Tufano. «Dove sono finite le pietre che sono state tolte? Le avete conservate per quando si provvederà ai lavori di recupero?». Sottile Giovan Giuseppe Mazzella: «Sarebbe ora che Barano intervenga in quello schifo del lato sud dei Pilastri. Peppe Brandi stava mettendo i cancelli. Una specie di muro di confine. Enzo come la pensa? Sono 60 anni che nei pressi baranesi dei Pilastri avviene di tutto. Barano non vuole il Comune unico: bene ma non ci costringa a vivere incivilmente come avviene in molte zone di Barano. Date una occhiata alla zona “Zeppino” ed al confine dei Pilastri».

Luigi Balestriere

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