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Alluvione a Casamicciola, continuano le deposizioni dei testimoni

Il processo per le eventuali responsabilità connesse alla disastrosa alluvione che nel novembre 2009 colpì il comune di Casamicciola Terme continua stamane. Nonostante l’ormai prossimo avvento della prescrizione, oggi verranno ascoltati i componenti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che condussero le indagini. Due mesi fa, l’esame dell’ingegner Lupoli segnò sostanzialmente un punto a favore della difesa dei quattro imputati, gli ex sindaci di Casamicciola Giosi Ferrandino e Vincenzo D’Ambrosio, l’allora responsabile dell’Utc Silvano Arcamone e l’architetto Simone Verde. Il teste, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di funzionario presso la Protezione civile regionale, illustrò le proprie valutazioni rese nell’imminenza dell’evento quando sbarcò sull’isola per coordinare i primi interventi d’urgenza nel paese duramente colpito. Lupoli rievocò quei giorni convulsi in cui le autorità cercarono innanzitutto di rimuovere la massa di fango disciolto che  aveva avviluppato le strade e gli edifici della cittadina termale. Durante la deposizione il funzionario della Protezione civile affermò che all’epoca ritenne che le cause del disastro fossero naturali, e non da ascrivere a responsabilità individuali.

Infatti, sulla base degli elementi in suo possesso e dei documenti consultabili, il teste confermò che l’evento era ascrivibile all’eccezionale quantità di acqua piovana caduta in quei giorni, unità alla “propensione franosa” del territorio casamicciolese. Secondo il funzionario, anche dalle carte del territorio e dalla documentazione fornita dalle Autorità di Bacino emergeva tale propensione. Lo snodo decisivo di questo processo è tuttavia costituito dall’individuazione della competenza in materia di manutenzione degli alvei. A meno che la prescrizione non scatti già nei prossimi mesi, la difesa punta a vedere riconosciuto il carattere eccezionale delle precipitazioni in quei funesti giorni che precedettero la tragedia che portò via la giovane Anna De Felice, ma soprattutto la mancanza di responsabilità del Comune di Casamicciola in ordine alla competenza per la manutenzione degli alvei, smentendo le accuse di aver usato impropriamente alcuni fondi regionali per la bonifica di tali alvei destinati ad accogliere le acque piovane.

Francesco Ferrandino

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