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Asilo alla Sentinella, nuovo summit al Capricho

CASAMICCIOLA TERME. Si è svolta ieri mattina a mezzogiorno la riunione voluta dai genitori dei bambini che frequentano l’Istituto Ibsen e l’amministrazione comunale. Il sindaco Castagna e il consigliere Nunzia Piro hanno fatto il punto dopo il vertice con la Diocesi che ebbe luogo poco più di una settimana fa: l’ultimo di una serie di incontri per cercare di arrivare a una soluzione condivisa sul problema dell’immobile alla Sentinella che l’amministrazione da tempo vorrebbe destinare ad accogliere i bimbi della scuola materna. Ma al Capricho ieri mattina la discussione è stata a più ampio raggio, perché la situazione delle classi dell’Ibsen contempla anche una settantina di bambini casamicciolesi, suddivisi in cinque classi delle elementari, che tuttora sono costretti a frequentare  come ospiti la scuola di Ischia.

Il sindaco ha brevemente riassunto per sommi capi lo stato dell’arte su un’impasse che è rimasta tale anche dopo il faccia a faccia con i rappresentanti della Curia.  Quest’ultima ha ribadito di avere a cuore lo svolgimento dei lavori finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana: 250mila euro per un radicale intervento di ristrutturazione, più un possibile ulteriore cospicuo finanziamento finalizzato alla  messa in sicurezza dell’immobile con adeguamento alla normativa antisismica. Eppure, a quanto pare, tali opere non potrebbero iniziare prima della fine dell’estate, in quanto il progetto presentato sarebbe in contrasto con gli attuali strumenti urbanistici: tra la ripresentazione di un progetto emendato e l’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni (per quella sismica passerebbero almeno due mesi), l’anno scolastico sarebbe già terminato. Uno dei punti focali è proprio questo: la resistenza della Curia nel non voler consentire l’entrata dei bambini sin da subito, pur in presenza dell’oggettiva impossibilità di iniziare i lavori in questione.

E le promesse della Curia su un possibile ingresso per i bambini a settembre, diventano agli occhi dei genitori sempre meno attuali e sempre più evanescenti. Lavori come quelli da compiere non sono certo eseguibili in una quindicina di giorni, come era stato inizialmente detto, e forse nemmeno in un’estate.  Insomma, la situazione resta completamente nebulosa e dopo l’incontro del 30 aprile la Diocesi ha dettato le sue condizioni per l’utilizzo provvisorio della struttura. Condizioni che il sindaco ha illustrato durante l’incontro coi genitori e che sono apparse piuttosto dure: oltre alla revoca del provvedimento di acquisizione, alla consegna delle chiavi e a consentire lo svolgimento dei lavori, la Curia ha chiesto anche il ritiro in sede giudiziale di ogni pretesa sulla titolarità dell’immobile e le spese processuali a carico del Comune. Il tutto in cambio del ritiro da parte della Curia della pretesa al risarcimento del danno e all’utilizzo dei locali in orario mattutino solo dall’inizio del prossimo anno scolastico. Condizioni che all’amministrazione sono sembrate ben lontane da quello che si può definire come un compromesso.

Il sindaco ha anche spiegato di essersi  a lungo prestato  a fare il parafulmine, incassando critiche da più parti, ma d’ora in poi la musica deve cambiare. Nella complicata partita, infatti, la dirigente scolastica dell’Ibsen, dottoressa Allocca, si sarebbe in qualche modo sottratta al confronto tuttora in atto tra amministrazione e Diocesi, ma Castagna non sembra più disposto a prendersi ogni colpa. In sostanza, secondo l’esecutivo del Capricho, anche la dirigenza del’Ibsen dovrà prendere decisamente posizione su una vicenda dove tutti hanno detto di non voler strumentalizzare i bambini, ma che di fatto proprio a loro sta facendo soffrire le conseguenze peggiori di questa snervante partita a scacchi che si trascina da mesi.

Visti gli sforzi dell’amministrazione, tra diversi genitori serpeggia l’ipotesi di evitare di insistere nel cercare un dialogo con la Diocesi, e di continuare per le vie legali, ma intanto l’anno scolastico è agli sgoccioli e il prossimo è a un tiro di schioppo: il tempo stringe e c’è comunque bisogno di individuare una soluzione, qualunque essa sia.

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Il sindaco ha spiegato le difficoltà nell’individuare una struttura alternativa sul territorio comunale, mentre resta il rebus per le cinque classi elementari che fino all’anno scorso frequentavano le lezioni al Lembo, edificio che ha subìto diversi danni dal sisma, dovuti anche a uno sviluppo non unitario della volumetria nel corso degli anni: come detto, sono settanta bambini, le cui famiglie potrebbero anche decidere di abbandonare l’Ibsen e iscrivere i propri figli direttamente presso la scuola di Ischia. Una tale mossa potrebbe avere effetti dirompenti, in quanto sotto una certa quota di iscrizioni la stessa esistenza dell’Ibsen come Istituto autonomo potrebbe essere messa a repentaglio. Dopo circa un’ora, la riunione si è sciolta: i genitori sembrano risoluti nel voler mettere nero su bianco le linee d’indirizzo che dovranno essere seguite d’ora in poi, di concerto con l’amministrazione. E, si spera, con la dirigenza scolastica.

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Francesco Ferrandino

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