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Balneari, da domani via alla manutenzione ordinaria

Il settore attende le linee guida per organizzare una riapertura che si annuncia comunque difficile e ricca di incognite

È in fermento il mondo imprenditoriale nel settore balneare. E non potrebbe essere altrimenti, alla vigilia della pubblicazione delle linee guida del Governo per gestire questa anomala stagione caratterizzata dall’emergenza sanitaria da Covid19. Numerose e continue le videoconferenze tra le associazioni di categorie e le istituzioni a livello regionale e statale. Mentre nelle altre Regioni già da tempo si è partiti coi lavori di manutenzione ordinaria agli stabilimenti, nei giorni scorsi è finalmente arrivato il via libera anche per la Campania e quindi per l’isola d’Ischia. In una di queste videoconferenze, l’assessore regionale aveva infatti fissato inizialmente al 4 maggio la data per iniziare i lavori, ma poi in seguito a una nota inviata dai balneari, in cui appunto veniva fatto presente che altrove si era già partiti con la manutenzione ordinaria, era poi giunto un chiarimento molto più “possibilista” dalla Regione per anticipare a domani 27 aprile l’avvio dei lavori: «Ai sensi di quanto disposto dall’Ordinanza n. 32 del 12 aprile 2020 – hanno fatto sapere dalla regione – risultano consentiti sul territorio regionale interventi urgenti strettamente necessari a garantire la sicurezza o la funzionalità degli immobili in generale, e pertanto anche di quelli aventi destinazione alberghiera o turistica, ovviamente nei limiti delle attività con codici ATECO ammessi dalla vigente disciplina nazionale (DPCM 10 aprile 2020).

Peraltro è in corso di valutazione la possibilità di un ulteriore provvedimento, volto a consentire anche, a partire dal 27 aprile 2020, interventi funzionali alla prevista ripresa delle attività nella Fase 2 dell’emergenza». Nel tardo pomeriggio di ieri, poi, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza n.39 del 25 aprile 2020, che reca ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Tra queste, anche alcune che riguardano il settore balneare, infatti nel documenti si legge che “con decorrenza dal 27 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020, su tutto il territorio regionale sono consentite previa comunicazione al Prefetto competente, le attività conservative e di manutenzione, di pulizia e sanificazione nei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive, ancorché sospese per effetto della vigente disciplina statale e/o regionale, ivi comprese le attività alberghiere e ricettive in genere nonché quelle balneari”. Quindi è sufficiente un’autocertificazione con la dichiarazione di rispetto delle normative di sicurezza vigenti. Del resto lo stesso presidente della regione Vincenzo De Luca nella conferenza di venerdì aveva già annunciato la ripartenza per domani. Inoltre, grazie a una precisa indicazione di Fiba Confesercenti, alla quale ha lavorato attivamente anche il presidente della sezione ischitana Giuseppe La Franca, il quale ha salutato con favore l’ordinanza di ieri sera, il governo ha precisato che “gli operatori turistico-balneari e il personale addetto, con l’obiettivo di tutelare le risorse naturali del mare e della costa, sono autorizzati a effettuare i necessari e urgenti lavori nelle aree demaniali in concessione per avviare a smaltimento o recupero i rifiuti spiaggiati che si sono accumulati per il maltempo. Interventi previa comunicazione al prefetto territorialmente competente. Indispensabile la preventiva attuazione delle azioni e modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo ai sensi dei provvedimenti statali e regionali già adottati”. Il settore teme la propria vulnerabilità in quanto l’aggregazione tipica degli stabilimenti balneari è difficile da conciliare con le norme di distanziamento sociale che la sicurezza anti-covid19. Per questo si attende di capire quali saranno in concreto le linee guida per riprendere l’attività. Si stima che con il rispetto delle norme di sicurezza gli stabilimenti balneari registrerebbero un calo del 40-50% dei posti disponibili. Tuttavia, con le norme di limitazione degli spostamenti che continueranno a rimanere in vigore, resta il grosso interrogativo circa la reale possibilità di riempire effettivamente i posti disponibili. E questo dubbio grava sull’intero settore come una gigantesca spada di Damocle. Non si tratta soltanto di limitazioni di mobilità, ma anche del fatto che a causa della crisi economica molte famiglie, comprese quelle campane, non avranno più le disponibilità economiche per permettersi le vacanze. La situazione resta quindi fluida, pensando anche a quali saranno i dispositivi (termoscanner, ad esempio) che forse il Governo esigerà per consentire la ripresa dell’attività.

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L'australiano

Termoscanner in spiaggia??? Dove la tua fronte di solito bolle!

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