CULTURA & SOCIETA'

«Caro turista, ti sei perso la perla del golfo di Napoli»

In tanti hanno commentato la riflessione di chef Nino Di Costanzo amareggiato dal turista russo che non ha voluto visitare Ischia, ma solo mangiare nel suo ristorante

Ha fatto molto discutere l’articolo pubblicato sulle colonne del nostro quotidiano nell’edizione di giovedì dal titolo “Lo sfogo di Nino Di Costanzo: «A Ischia per il mio cibo e non per l’isola: è ora di riflettere»”. Lo chef bi stellato ha confidato a noi de il Golfo uno sfogo personale che ha visto uno degli uomini più importanti al mondo, fermarsi a cena nel suo Danì Maison senza però voler conoscere Ischia “Ogni volta – ha continuato Nino – questa storia mi fa una grande rabbia. L’ abbiamo pregato, l’ho invitato in un parco termale, all’ Ischia Safari, ma niente non si è voluto fermare. Sembra che abbiamo il cancro su quest’isola. E’ uno dei tanti che viene per l’attrazione gastronomica, ma non viene per visitare Ischia. E questa è una cosa che ci deve far riflettere”.E a far riflettere ci pensa anche lo sfogo di Nino di Costanzo che, da amante dell’isola prova a dare la sua di ricetta, “gli ischitani – racconta – dovrebbero crederci di più e screditare meno l’isola. Bisognerebbe smetterla di dare sempre la colpa agli altri e magari mettere un fiore su ogni balcone. Amo da morire quest’isola, ho investito a casa mia e continuo a farlo con enormi sacrifici, ma sembra che non rispettiamo quanto fatto e lasciatoci dai nostri nonni”.Sul web si sono subito scatenati commenti di ogni sorta. Tralasciando i commenti infelici di chi ha pensato che un articolo del genere potesse far pubblicità a uno degli chef più quotati al mondo, che della nostra pubblicità davvero non sa che farsene, perché è il suo lavoro a parlare per lui, leggendo pare che il punto della questione sia uno: l’isola non è capace di accogliere un turismo di qualità. Pochi servizi di lusso, poca organizzazione e sporcizia. “Tante chiacchiere, – scrive Luigi – io credo che qui a Ischia si soffra maledettamente di complessi.

Si parla di saper accogliere i turisti, si parla di offrire loro un sorriso lasciare in loro un buon ricordo ecc.. Maio dico tutto questo da chi lo si dovrebbe ricevere? Io penso che prima di pensare al turista bisognerebbe pensare a chi è accanto a noi, a chi vive sull’isola, bisognerebbe imparare a rispettarci a vicenda e ad amare la nostra terra. Esempio, tutti noi passiamo lungo la strada e ad Ischia nella curva di Cenatiempo apprezziamo è notiamo quella casa fiorita tra gerani e rose, oppure a Fontana dopo la piazza con quella casa adornata da tanti vasi, ora perché ognuno di noi non fa lo stesso nelle sue proprietà? Finiamola con queste chiacchiere e incominciamo a pulire fuori le nostre case e tuti i terreni che abbiamo ereditato, così da evitare che rovi canne e topi facciano da copertina della nostra isola. Fatto ciò potremo incominciare a parlare di cucine e di strutture ricettive e qualità di turismo”. Abbellire le nostre case, pulire i terreni incolti, questa potrebbe essere una soluzione e come dargli torto? Il problema per Massimo è legato invece al tipo di turismo, “il livello di qualità del turismo è medio basso, fin quando non si alzerà la qualità e non la quantità del turismo di gente con i soldi ne vedremo ben poca!”.“Puroppo –scrive invece Daniel – se non offre lavoro pace e tranquillità’ sul lavoro ai giovani e non, come può un miliardario vedere amore per quest’isola se ognuno pensa al proprio orticello? A me piange il cuore perché ci sono cresciuto anche essendo di Salerno”. Tutti sembrano essere d’accordo sulla questione: sono pochi gli ischitani a provare amore per la propria isola. Per Giovanni il problema è rappresentato dagli alberghi lowcost e dagli affitti in nero, “Se tutto il settore turistico/ristorativo/alberghiero alzasse la qualità, quindi anche i prezzi, il problema non si porrebbe più, forse nell’ immediato si soffrirebbe un po’ ma poi finalmente un cambio target per sempre”. E poi c’è Michela, motocarrozista, che colpisce per il suo ottimismo “se l’avessi conosciuto – parla del magnate russo ospite di Di Costanzo – sarei stata capace di farli amare l’isola. Faccio i giri dell’isola da quando avevo 14 anni, lo faceva mio padre, e sono certa che Ischia gli sarebbe piaciuta. Caro turista ti sei perso la perla del golfo di Napoli”

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Un commento

  1. A parlare non ci vuole niente ma i fatti sono tutta un’altra cosa. Incominciamo a pulire fuori dalle nostre case e mantenere puliti i terreni ereditati? Per far ciò siccome solo con le tue braccia non ce la fai devi chiamare qualcuno esperto. E qui ti voglio, sull’isola piena di terreni, quando chiedi a qualcuno se c’è un giardiniere nessuno sa niente, rispondono eh, ci sarebbe forse qualcuno ma ora sta pieno di lavoro. E quindi cosa fai tu che vorresti mantenere pulito il tuo pezzo di terra? Aspetti, aspetti e mentre aspetti ecco che si formano gli animali. Ah, dimenticavo, poi c’è sempre qualcuno che ti dice come devi fare e che hanno visto piccoli serpenti aggirarsi nella terra. Ma bando alle chiacchiere volevo tirare in ballo anche ischia ambiente che non svolgono il ritiro delle erbacce. E allora mi domando, una volta pulito il terreno le erbacce che non si possono bruciare dove devono andare a finire? Per finire, prima di pulire fuori dalle nostre case perché non puliamo dentro di noi?

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