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Casamicciola e i trasporti, dove si vede e dove si ceca

Non c’è pace per i trasporti marittimi, a mare ma neppure a terra. La portualità ischitana, già insufficiente e poco organizzata anche per oggettivi limiti fisici, rischia infatti un ulteriore enorme limitazione se verranno ridimensionati gli accosti attualmente previsti per il porto di Casamicciola. La prossima settimana infatti, presso l’assessorato ai trasporti regionale, si deciderà del futuro del secondo porto isolano, che rischia concretamente di diventare l’approdo dei rifiuti e degli infiammabili a discapito delle migliaia di turisti che vi transitano ogni anno.

Il rischio è tutto racchiuso nella formula apposta dalla regione, sul vigente quadro accosti, a tutte le corse commerciali previste per Casamicciola: sub judice, cioè tutte revocabili, una nota apposta su espressa richiesta della autorità marittima che, a quanto pare, ritiene che a Casamicciola ci siano troppe corse commerciali in arrivo ed in partenza e che di conseguenza vada rivisto l’intero assetto operativo del traffico commerciale di quello che negli anni si è affermato come scalo complementare ideale visto che Forio, notoriamente, non può ospitare traghetti e che il pontile aliscafi è in concessione a compagnie private.

Certo il porto casamicciolese abbisogna di regole e disciplina certe per la gestione (e questo nessuno si sognerebbe mai di negarselo, visti precedenti e scene poco edificanti cui abbiamo assistito in tempi più e meno recenti), considerandone l’ubicazione, la conformazione e lo sviluppo diportistico dell’ultimo ventennio, che ne ha fatto una marina importante anche per le casse del comune casamicciolese. Così, sebbene impopolari, appaiono comunque necessarie le limitazioni all’accesso del molo di sopraflutto di bus e taxi in concomitanza con imbarchi e sbarchi delle unità navali e veloci di linea, che permettono così di non bloccare il flusso veicolare dei vacanzieri in arrivo o in partenza dall’isola.

Non si comprende invece la volontà di cancellare o limitare il numero complessivo delle corse commerciali per le quali l’approdo casamicciolese è stato già ampiamente testato, senza particolari criticità. Come potrebbero dunque traghettare le migliaia di turisti che affollano alberghi, negozi, ristoranti, spiagge e che in generale alimentano l’economia turistica isolana che abitualmente scelgono il porto di Casamicciola?

Appare infatti strano pensare che le corse eventualmente cancellate a Casamicciola possano poi approdare ad Ischia, che dallo scorso anno ha accolto anche i collegamenti con navi traghetto di Gestur e dove oggettivamente sarebbe impossibile trovare spazi liberi nell’intricata matassa di accosti di navi, aliscafi, motonavi e senza contare il traffico generato dal diporto.

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Detto già di Forio, dove parrebbe cosa singolare che possa trovare “ospitalità” la Snav e visto che tempo addietro fu già verificata senza successo l’ipotesi di far operare i traghetti, resta aperta la questione di tali collegamenti sub judice che non può non essere messa in relazione pure alle recenti autorizzazioni concesse, da regione e capitanerie, a nuove corse per automezzi pesanti e merci pericolose alle società Traspemar e Fuelmar.

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Perché – inspiegabilmente – da un lato si sente la necessità di limitare o razionalizzare i collegamenti commerciali, molti dei quali attivi da decenni, dall’altro lato invece si apre lo scalo casamicciolese ad un palese incremento del traffico marittimo dedicato agli automezzi pesanti, alle autobotti di gas ed a quelle di benzina e gasolio. Detto in soldoni, sembrerebbe quasi che il porto casamicciolese sia buono per il traffico pesante e per le merci pericolose (dimenticando cioè le migliaia di persone che transitano attorno ad esso esposte ai rischi potenziali di tali sostanze altamente infiammabili ed esplosive?) e deve invece censurare la sua vocazione turistica, dimenticando che proprio Casamicciola è stata la culla del turismo moderno ischitano, grazie al suo famoso ed inimitabile patrimonio di fonti termali.

Come se non bastassero già i problemi degli incidenti marittimi, delle tariffe delle corse residuali, della qualità del naviglio del golfo di Napoli arriva si profila all’orizzonte una nuova tempesta che rischia di far affondare un porto fondamentale per la mobilità marittima e la continuità territoriale di ischitani e turisti e per le cui sorti siamo certi che l’amministrazione comunale casamicciolese vorrà vederci chiaro.

Corrado Roveda

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