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Caserma Forestale, si attende ancora il teste dell’accusa

Stamane, presso la prima sezione del Tribunale di Napoli, al cospetto del giudice Occhiofino si dovrebbe finalmente procedere all’esame del testimone Francesco Conte. Nell’ambito del processo riguardante le eventuali responsabilità derivanti dalla costruzione (interrotta) della Caserma della Guardia Forestale a Casamicciola, il geometra Conte è chiamato a chiarire gli interrogativi circa l’effettivo posizionamento della Caserma, ma soprattutto a fare luce sulla famigerata particella catastale corrispondente. Alla base delle accuse contestate agli imputati, chiamati a rispondere per reati che vanno dal falso ideologico alla distruzione del patrimonio ambientale, c’è proprio il presunto “scambio” tra due particelle. La pubblica accusa ipotizza che, al fine di aggirare i divieti di edificazione sull’isola d’Ischia (sottoposta a severi vincoli paesaggistici) sarebbe stato dato il via ai lavori di costruzione della caserma su una particella catastale diversa da quella originariamente destinata dal Comune di Casamicciola. Tra gli imputati, oltre all’ex sindaco di Casamicciola Giosi Ferrandino e all’ex dirigente dell’ufficio tecnico Silvano Arcamone, figurano anche Donato Carlea, all’epoca alto esponente presso le Opere pubbliche della regione Campania, Nicoletta Buono, responsabile del procedimento presso il Provveditorato delle opere interregionali, e Domenico Parracino a rappresentare la società “Ing Lombardi Costruzioni edilizie”. Tuttavia, di fatto, il processo è ormai prescritto, mentre gli imputati sono comunque decisi a vedere riconosciuta la propria estraneità alle accuse. Si va dunque avanti su un binario morto e, visto l’andazzo delle ultime udienze, non è affatto scontato (a voler essere eufemistici) che oggi il geometra Conte renda la sua testimonianza. Lo scorso 21 dicembre, infatti, come alcuni ricorderanno, il teste si era finalmente presentato dopo quasi un anno di reiterate assenze, ma un imprevisto costrinse il giudice Occhiofino a doversi occupare dei processi di un collega assente. La circostanza comportò un enorme ritardo, nell’ordine di alcune ore, per l’inizio effettivo dell’udienza. Il disappunto del geometra Conte, che avrebbe dovuto rendere la testimonianza praticamente a pomeriggio inoltrato, lo indusse ad abbandonare l’aula, cosicché al collegio giudicante, giunto finalmente il momento della trattazione del processo, non è rimasto altro che predisporre un nuovo rinvio, l’ennesimo di un processo che paradossalmente si trascina per un tempo indefinito pur essendo già scattati i termini per la prescrizione. E in teoria dovrebbero ancora essere ascoltati gli altri testi indicati dalla difesa.

 

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