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Ciao Ferragosto, per il turismo tempo di primi bilanci

Gli addetti ai lavori delineano tendenze e caratteristiche della stagione estiva che ha superato il giro di boa: lentamente e con varie incertezze, sembra iniziare ad affermarsi anche il concetto di turismo di qualità, apportatore di notevoli benefici

Il Ferragosto è ormai alle spalle, e sebbene ci siano ancora varie settimane di “alta stagione” davanti, si può già tracciare un primo bilancio sul turismo 2022 a Ischia. E lo facciamo insieme ad alcuni addetti ai lavori, in grado di delineare il panorama di una stagione che comunque a livello numerico sta soddisfando le aspettative. Luca D’Ambra, presidente di Federalberghi Ischia, mette in luce particolari molto interessanti: «Sicuramente abbiamo avuto una buona affluenza ferragostana, come del resto ce l’abbiamo ormai da sempre, spesso fino al tutto esaurito.

Luca D’Ambra: «Con l’aumento dei prezzi sono aumentati i fatturati, anche per far fronte a inflazione e caro-energia. Lavoriamo anche alla destagionalizzazione. Peccato per questo turismo agostano di prossimità molto scadente, frutto di albergatori che vendono male e di affittanze che svendono l’isola»

Anche se in alcuni momenti abbiamo avuto meno camere occupate, abbiamo sicuramente conseguito fatturati migliori, perché abbiamo un po’ tutti alzato i prezzi. A inizio stagione, infatti, come associazione degli albergatori diffondemmo una circolare chiedendo di aumentare i prezzi, almeno del 15%: penso che chi non abbia provveduto potrà avere problemi durante l’inverno. Speriamo che questo margine non venga dissipato attraverso l’inflazione e il caro-energia: in questo momento ci troviamo a dover pagare bolletteper la corrente elettrica praticamente triplicate, cosa che sicuramente inciderà. Adesso siamo proiettati sui mesi di settembre e ottobre, per far sì che la stagione possa essere il più lunga possibile, sempre sperando di poter organizzare e programmare una destagionalizzazione, fondamentale per il nostro comparto. La nota negativa è l’ansia a cui dobbiamo sottostare in questi venti giorni a causa di questo pesante afflusso di turismo di prossimità di qualità molto scadente, un po’ perché c’è qualche albergatore che vende male, oppure non fa l’imprenditore, e un po’ perché esistono ancora troppe affittanze in nero che dovrebbero essere catalogate anno dopo anno: si tratta di troppi vani che hanno tale destinazione ma non contribuiscono alla ricchezza del sistema. Comunque io penso che tale modo di fittare a questo tipo di persone viene praticato da chi non è consapevole di quanto valga questa nostra isola, e finiscono per svenderla».

Giancarlo Carriero: «La stagione ha visto un confortante aumento del turismo straniero di qualità, con grande propensione alla spesa. Dobbiamo continuare in questa direzione e alzare l’asticella, eliminando la politica del basso costo»

Il patron del prestigioso Hotel della Regina Isabella, l’ingegner Giancarlo Carriero, va anche oltre il dato numerico per evidenziare un aspetto a lui molto caro, quello del turismo di qualità in grado di apportare ricchezza sostanziale al territorio: «Tendenzialmente la stagione si è confermata eccellente, come avevamo previsto. Essa è stata caratterizzata da un aumento di turisti stranieri che è molto consolante perché, per inciso, si tratta di un turismo con una grande propensione alla spesa. Questo lo ribadisco, perché lo sforzo che dobbiamo fare tutti è quello di andare incontro alle aspettative di questo tipo di pubblico che ci sta premiando, e si tratta di aspettative di qualità, che non significa avere per forza per tutti il meglio del meglio, ma sicuramente significa alzare l’asticella della qualità da parte di tutti gli operatori, ciascuno nell’ambito del proprio segmento di appartenenza. Ciò significherà naturalmente alzare anche i prezzi, ma questo tipo di pubblico è contento, in quanto è disposto a pagare, a condizione di ricevere un servizio adeguato. Dunque l’aumento del costo, e quindi del prezzo di applicazione, non sarà un problema, mentre l’unico rischio è che col tempo potremmo perdere questo tipo di clientela se continuiamo a trattare come quella che invece viene a Ischia solo perché ci sono prezzi più bassi sul mercato. Dunque, fortunatamente l’estate 2022 ha in parte visto materializzarsi questa tendenza all’aumento della qualità. Bisogna continuare in questa direzione».

Luigi Polito: «Il ritorno di una significativa presenza straniera di alto livello in agosto è benvenuto, ma non ci sono meriti specifici da parte nostra. Il target prevalente è ancora il turismo a basso costo. Bisogna investire e innovare, lavorando con passione, anche se ne vedo poca in giro»

Luigi Polito, fondatore di Imperatore Travel, da decenni punto di riferimento nel mondo dei tour operators italiani, vede luci ma anche ombre:«Purtroppo adesso scontiamo l’assenza dell’azienda autonoma di soggiorno che fino a qualche anno fa forniva in maniera tempestiva i dati, ed è una lacuna seria. Ciononostante, parlando con i vari colleghi, si è riscontrato il ritorno di una presenza significativa di clientela estera anche nel mese di agosto. Essa ha sopperito, a livello più alto, alla mancanza di turisti italiani. Sono arrivati visitatori americani, australiani, messicani, dunque da ogni parte del mondo. E non credo che si tratti soltanto dell’effetto “Procida capitale”, ma di tanti elementi che hanno contribuito a questo risultato, anche se noi isolani non stiamo facendo quasi nulla per favorire tale fenomeno, nessuna iniziativa specifica per attirare quel tipo di clientela. La prestigiosa rivista “Travel+Leisure” ci ha dato una visibilità importante, vista la sua autorevolezza nel mondo anglosassone, e di conseguenza altri media hanno parlato di Ischia con entusiasmo. Dovremmo subito attivarci, a partire da adesso, fare molto di più, impegnarci, ma questo è un problema annoso. Certo, per il momento il bilancio è moderatamente positivo, ma tuttora prevale la fascia bassa, perché la maggior parte degli alberghi, ormai datati, accolgono tale fascia di clientela che non porta ricchezza al territorio. È sufficiente girare per le strade e rendersi conto che il cosiddetto turismo di alta qualità è ancora poco rispetto a quello prevalente, ma anche se poco comunque c’è, e quando arriva a Ischia riesce ad ottenere un ampio livello di soddisfazione: apprezzano molto i vari aspetti dell’isola. Si prevede una buona affluenza anche per l’autunno. La qualità comunque non cade dal cielo: bisogna investire, migliorare, rinnovarsi, lavorare con passione, come si lavorava una volta, ma di questa passione ce n’è ben poca in giro».

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