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Conferenza di servizi sulla litoranea, “espulsione” di massa dei comitati

Ieri mattina al Palazzo Reale la prima sul caso ex SS270 e sullo stato di avanzamento dei lavori: arriva un esercito di rappresentanti del mondo associazionistico e allora vengono tutti confinati a seguire la discussione via web per evitare il sovraffollamento

Si è tenuta ieri la prima Conferenza specialeai sensi dell’art. 6, comma 1, dell’ordinanza del Commissario delegato n. 2 del 30 novembre 2022. Si è parlato di viabilità, sicurezza ed interventi a farsi per salvare i 100 metri di Ex SS270 gravati dal crollo del versante a monte della ex Casa Cantoniera. L’anello di collegamento dell’isola d’Ischia è divenuto da giorni il tema dei temi, il pretesto per distogliere le masse, dalle questioni gravi ed impellenti che stanno facendo sprofondare l’isola e che nessuno, sin qui, è in grado di affrontare. Per ora ci si è limitati a guardare. “Monitorare” scrivono gli esperti. Per progettare e pianificare se ne parlerà, forse, a gennaio. E la comunità dovrà pure accendere i ceri a San Antonio, nel caso ciò avvenisse. Alla Conferenza speciale di servizi (per carità! Ndr) partecipano le autorità e sono permanentemente invitati due rappresentanti designati dai comitati dei cittadini presenti sul territorio di Casamicciola Terme.Questo sin da subito ha costituito il nodo dei nodi sulla base dell’indigena convinzione sui metodi di rappresentanza. Prossimo appuntamento a metà gennaio.

Qui è finita, infatti, nella solita bagarre. Non è dato sapere, di fatto, quante decine di comitati sono costituiti e quante decine di rappresentati si sono autoproclamati. Tanto che ieri al Palazzo Reale, la bagarre, su chi e come doveva accaparrarsi un posto in prima fila, è finita con una“espulsione di massa”con tutti i comitati presenti, solo, in diretta streaming. Poi le successive scuse con promessa di rettifica e chiarimenti sulle convocazione a farsi. Ad innescare l’espulsione un documento inoltrato nella tarda serata di mercoledi dagli esponenti Agostino Iacono del Comitato Ambiente e Vitale Pitone di “Protagonisti per l’isola d’Ischia” che adombravano problematiche legate all’accordo sulla individuazione dei delegati da inviare al tavolo di Legnini.

La fase di provvisorietà prevede per il ripristino della sicurezza dell’asse viario quattro ipotesi di intervento: l’obiettivo resta quello di riaprire la strada a doppio senso di circolazione, ma l’impressione è che i tempi non saranno celerissimi. Le richieste del comitato “Cittadini per la vita”

Alcuni dei soggetti presenti al Palazzo Reale hanno contestato il documento, pretendendo che “l’italiano” contenuto nella nota di convocazione di Giovanni Legnini fosse patrimonio pubblico.Cosi i comitati sono stati fatti accomodare in una saletta alle spalle della sala conferenze del commissario, connessi con un PEC commissariale.La prima convocazione della Conferenza speciale, era infatti stata indetta “per il giorno 29 dicembre 2022, alle ore 12:00, in presenza presso la sede operativa della Struttura Commissariale di Ischia – Stabilimento Termo Balneo Militare Piazza Antica Reggia n.18, ovvero per via telematica, attraverso apposito link”. All’esame dei convenuti è stato posto lo “stato di attuazione delle disposizioni contenute nell’Ordinanza n. 2 del 17 dicembre 2022”. Ovvero si tratta dell’ordinanza che riguarda il crollo che ha interessato il versante sulla ex S.S.270 a ridosso della ex casa cantoniera di pertinenza della città metropolitana e che di fatto riguarda la viabilità di tutta l’isola di Ischia.

Nell’ambito della discussione, al culmine dei diversi scambi di vedute, sono state ipotizzate quattro opzioni praticabili per la messa in sicurezza del versante e la riapertura a doppio senso dell’arteria viaria. Si tratta delle seguenti ipotesi di messa in sicurezza del versante: biostuoie, terre armate, protezione temporanea con cassoni di ferro a protezione viabilità, sfruttamento delle strutture murarie già esistenti con l’innesco e la concezioni di ulteriori strutture. Ipotesi che anche in caso di allerta meteo, hanno spiegato al tavolo della conferenza, non darebbero controindicazioni, né imporrebbero nuove chiusure della ex SS270 a meno di allerte particolari o eventi eccezionali. La parola d’ordine è provvisorietà. Questa fase che sta trattando e disquisendo ai tavoli buoni è solo l’ennesima fase di provvisorietà: FASE 1. Solo dopo e chissà quando, ci sarà la FASE 2 degli interventi definitivi. Per la fase 1 sono state trattate le varie opzioni ritenute praticabili dalla Città Metropolitana quale ente attuatore. Tra le ipotesi più accreditate gli ormai famigerati cassoni, o gabbioni caricati di pietrame, da installarsi nelle imminenze del tratto a rischio ricavando lo spazio necessario per la marcia dei veicoli in sicurezza e/o opere di calcestruzzo lungo il costone per circa 5 metri di altezza. Ipotesi quest’ultima non ritenuta idonea in relazione ai temi di realizzazioni ed al rapporto costi/benefici. Una ulteriore ipotesi provvisoria ritenuta percorribile dalla Città Metropolitana è quella di isolare la casa cantoniera con opportuni interventi e utilizzo di casse di sabbia che fungano come argine in caso di crolli di terreno e fabbricati. Questi ultimi in ogni caso dotati di strutture interrate di sostegno e palificate autonome. In ogni caso no si possono escludere i così detti fenomeni di scivolamento che rendono imprescindibile l’obbligo di procedere con cautela. Solo dopo aver concluso la fase 1 si potrà pensar e di passare a quella successiva (fase 2). Poche e di dettaglio le prescrizioni richieste da parte dell’Autorità di BacinoDistrettuale dell’Appennino Meridionale e della Soprintendenza di Napoli.

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Tra il 5 ed il 10 gennaio

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L’obiettivo come stabilito nell’ordinanza è quello di riaprire la strada a doppio senso di circolazione. Al momento è stata fatta, solouna attività di monitoraggio strumentale del cedimento franoso. I tecnici dell’Università di Firenze, accompagnati dai Carabinieri, hanno già avuto accesso agli edifici sovrastanti il costone franato ed installato un sistema di monitoraggio capace, in tempo reale, di segnalare il minimo movimento delle strutture. Coinvolti anche gli esperti dell’Università del Sannio e della Federico II di Napoli, insieme ai tecnici della Protezione Civile. Le valutazioni e gli esiti delle analisi sono rese disponibili agli enti ed alle strutture preposte, e recepitedalle ordinanze dei Commissario nominati al capezzale di Casamicciola.

Al momento non c’è alcuna prospettiva che in tempi brevi si abbia la riapertura della strada in entrambi i sensi di marcia, superando le attuali limitazioni dipendenti dalle allerte meteo.Si spera entro il 5 gennaio 2023 di poter affiancare al monitoraggio almeno la progettazione di interventi provvisori. Fatto questo, si spera ancora, di convocare la conferenza speciale per il 10 gennaio.Per fare che cosa e quale utilità abbia questa conferenza ancora sfugge attesa la piena fase di Emergenza.

Solo il “Comitato Cittadini per la vita”rappresentato da Antonietta Iacono è intervenuto al tavolo, chiedendo, a prescindere dal tema abbiamo un supporto adeguato in termini di assenza e supporto psicologico per le famiglie. Lo stesso comitato, inoltre, ha chiesto contezza sulle presunte difformità e gli illeciti evidenziati dall’Ing. Sarno della Città Metropolitana in merito ad una istruttoria già presente al Comune di Casamicciola Terme e che investirebbe le unità abitative a monte ed a valle dell’area di frana ed oggetto della Conferenza Speciale. “Lo abbiamo fatto – spiegano dal comitato– affinché eventuali provvedimenti in tal senso non interferiscano sulla messa in sicurezza dei siti”.

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