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Conto svizzero svuotato, nominato il Ctu per gli accertamenti “irripetibili”

Il consulente è stato incaricato di eseguire la “duplicazione forense dei supporti sequestrati”. Gli indagati sono sospettati di aver sottratto 162mila euro a un 66enne isolano

È stato conferito ieri pomeriggio alle ore 15.00 l’incarico al consulente tecnico d’ufficio per l’esecuzione di alcuni accertamenti irripetibili sul materiale sequestrato nell’inchiesta che vede tre persone indagatedel reato di “furto aggravato, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica aggravata e riciclaggio”. Si tratta nel dettaglio del materiale – smartphone, computer e chiavette usb – sequestrato a V.P., il principale sospettato di aver architettato l’operazione finita nel mirino degli inquirenti dopo la denuncia di un 66enne ischitano, G.G.A., che dopo aver trascorso un lungo periodo di degenza in ospedale, si accorse della sottrazione dell’intera somma di denaro che era depositata sul proprio conto corrente svizzero. V.P. è quindi ritenuto dagli investigatori la “mente” della fronte, per sottratto le chiavette per l’accesso all’home banking di proprietà del denunciante (di cui il sospettato gestiva il conto), introducendosi abusivamente nel relativo sistema informatico e disponendo vari bonifici in favore di conti correnti italiani e svizzeri per € 162.000,00. Gli altri due indagati in concorso tra loro, dopo aver ricevuto un bonifico su un conto corrente italiano, avrebbero eseguito altre operazioni bancarie ed economiche al fine di ostacolare l’individuazione della provenienza illecita delle somme. Nel corso dell’operazione, sono stati eseguiti tre decreti di perquisizione personale e domiciliare, estesi anche nei confronti di società riconducibili agli indagati.

L’incaricato, nominato ieri pomeriggio, dovrà compiere alcuni accertamenti irripetibili sul materiale sequestrato – smartphone, pc e chiavette – nell’inchiesta che vede tre persone indagate del reato di “furto aggravato, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica aggravata e riciclaggio”

Il consulente tecnico d’ufficio è il dottor Flavio Bozzoli, a cui la Procura ha dato incarico di eseguire la “duplicazione forense dei supporti sequestrati”. Le indagini erano partite nel dicembre 2018, con la denuncia sporta dal 66enne- I successivi accertamenti bancari e patrimoniali, eseguiti anche in collaborazione con la polizia svizzera attraverso la rogatoria internazionaleavevano consentito di riassumere le varie tappe della vicenda, nella quale una delle tre persone indagate, è già stata ascoltata. Si tratta dell’ex compagna del principale sospettato, difesa dall’avvocato Maria Grazia Di Scala: come si ricorderà, la donna avrebbe fornito agli inquirenti dell’Arma una serie di elementi utili a provare la sua estraneità ai fatti contestati, anzi, durante l’interrogatorio sarebbero emerse una serie di raggiri che l’avrebbero vista ripetutamente nel ruolo di vittima. Gli interrogatori sono stati disposti perché gli investigatori sono convinti di poter ottenere da alcuni degli indagati elementi importanti nella ricostruzione della vicenda, vista anche l’evoluzione dei rapporti tra due di essi, prima compagni nella vita e poi separatisi. Circostanza che potrebbe avvalorare l’ipotesi degli investigatori, secondo cui uno dei sospettati avrebbe fatto in modo di svuotare il conto svizzero, facendo ricadere l’apparente responsabilità su chi non c’entrava nulla.

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