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Detriti, game over: quel piano già fallito

Lo smaltimento del materiale riversatosi nelle strade casamicciolesi dopo la drammatica frana dello scorso 26 novembre resta di fatto soltanto sulla carta. Ecco perché la strategia di Legnini non ha sortito gli effetti sperati

DI IDA TROFA

Game over! Il piano Marshall di Legnini per smaltire i fanghi alluvionali è già fallito. Gli ingranaggi dell’emergenza post tragedia ad Ischia sono ormai inceppati. Il tour domenicale sui nuovi siti di stoccaggio proposti dai sindaci dell’isola ai commissari ischitani Giovanni Legnini e Simonetta Calcaterra per depositare, anche temporaneamente, i detriti è stato una perdita di tempo. Il complesso del Pio Monte, unico deposito attivo, è ormai saturo in ogni anfratto da giorni, l’area di Cavallaro a Forio è sold out. Restano due sole nuove opzioni per scaricare gli eventuali depositi da raccogliere e già raccolti sul territorio martoriato dagli eventi di novembre ed entrambe non ancora percorribili. Stiamo parlando del Piazzale Anas sulla litoranea di Casamicciola interessata dal fronte franoso ed interdetta ad ogni allerta meteo di Protezione civile ed il sito del Casale nel comune di Forio. Per entrambe mancano le ordinanze degli enti locali per lo sfruttamento che invece erano attese per sabato scorso. Provvedimenti di fatto mai emanati dalle autorità competenti, sindaci e commissari incaricati. Detti siti temporanei, non sono a norma e vanno attrezzati secondo le norme in materia di tutela dell’ambiente e trattamento dei rifiuti (teloni anti inquinamento e New Jersey per evitare straripamenti). Sul Piazzale Anas di Casamicciola Terme, poi, servirebbe quella che a tutti gli effetti può dirsi una “ requisizione” speciale del Commissario Straordinario Simonetta Calcaterra in qualità di “sindaco” pro tempore. L’area indicata come di preminente interesse Nazionale dal CDM ad oggi non è tutta ricadente nel demanio marittimo di competenza comunale . Ischia resta con il fango fino al collo… costretta a rincorrere le allerte meteo in assenza di interventi di ripristino e messa in sicurezza del Territorio. Il comune di Casamicciola Terme quello più colpito, ad oggi, va verso la sospensione delle attività e lo stop alle somme urgenze. Oggi, infatti, in assenza di misure drastiche e soluzioni per la gestione, il trattamento temporaneo e lo smaltimento dei fanghi, saranno eseguite le ultime somme urgenze ordinate dall’ente attuatore comune di Casamicciola Terme che resterà con solo due ditte private operative.Continuando di questo passo, chissà per quanto tempo i detriti ed i depositi alluvionali rimarranno sulle strade isolane. Questi di fatto impedirà ogni programmazione ed ogni previsione per la riorganizzazione futura.

Non solo la raccolta e lo stoccaggio dei fanghi e dei depositi del materiale caduto dal Monte Epomeo è ferma. Ma anche le ipotesi di smaltimento virtuoso o di allontanamento degli stessi depositi dall’isola è in alto mare. Concedendoci la licenza poetica, allo stato, il ripascimento costiero è riutilizzo dei detriti scaricando in mare le “terre buone” nei tratti di costa più esposti, non c’è traccia. Neppure c’è traccia di un “Appalto unico” da parte degli enti attuatori nominati dal commissario Giovanni Legnini per trattare i depositi. Basterebbe capire che fare di questo materiale per stabilire il dafarsi per smaltire il fango! Allontanarlo dall’isola? Con un appalto unico si potrebbero indicare i vettori marittimi per allontanarli: Chiatte, compagnie di navigazione, mezzi di soccorso. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Basterebbe decidere, semplicemente come e chi deve prendersi questi danari. Non è il come ed in quanto tempo smaltire il fango! Ma quando costa e a chi conviene smaltirlo. Il problema è sempre il solito. Chi deve beneficare di questo Stato di Emergenza e dei soldi stanziati. Aggiungiamoci poi la farraginosità delle procedure, l’innumerevole pletora di soggetti coinvolti e le decine di passaggio a farsi per finalizzare tali procedure, allora il quadro del distratto è tracciato. Troppi i passaggi tra l’atto pratico e l’obbiettivo da raggiungere. Troppi gli scambi tra strutture commissariali, enti locali responsabili, enti attuari e gestione dell’affaire.

Né smaltimento virtuoso, né allontanamento dall’isola. Con un solo appalto, una sola decisone, predisposto il piano d’azione per il problema fanghi, basterebbero meno di due settimane per trattare detriti, terre buone e materiali di recupero.

Una recente conferenza dei servizi con le compagnie di navigazioni ha avanzato diverse ipotesi Non è il problema del come o dei tempi. Nessuna azione, solo chiacchiere. E’ un problema di volontà e metodo, di pensiero ed azione. E’ un problema di danari.

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