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Di Costanzo: Turismo? Numeri positivi, ma…

«I dati di questi giorni in realtà non sono così benauguranti come sembra. Lavorare qualche giorno a settimana senza programmazione non è certo il massimo per gli albergatori isolani. Aggiungiamo poi il fatto che il primo maggio è coinciso con la domenica, e quindi il dato si restringe su un numero ancora minore di giorni rispetto ai “ponti” come quello del 25 aprile. Certo, ventimila arrivi e altrettante partenze sono un dato positivo perché significa che non siamo calati con l’inizio del mese di maggio, ma parlando con diversi albergatori ho constatato che esiste ancora moltissima disponibilità di posti letto del tutto liberi: se teniamo conto del fatto che fino a pochissimi anni fa il mese di maggio era considerato un mese di alta stagione, ben si comprende che il quadro attuale non è altrettanto favorevole». Così sui numeri registrati da Ischia si è espresso l’albergatore Franco Di Costanzo. Per il momento, comunque,  il dato benché estemporaneo è positivo: «Auguriamoci – continua Di Costanzo –  che d’ora in avanti  anche il meteo ci dia una mano: i dati delle ultime settimane sono stati sicuramente influenzati dal tempo non eccezionale, che ha provocato anche qualche disdetta nelle prenotazioni tra il 23 e il 26 aprile, e questo ha inciso molto. Il problema però, mi scusi, è un altro, anche se lo diciamo ormai da tempo e non vorrei: manca totalmente una programmazione unitaria. Esistono iniziative molto belle, ad esempio “Andar per Sentieri”, tuttavia non si riesce mai a programmare e coordinare per tempo i vari eventi. Soffriamo di una certa “estemporaneità” che non fa bene ai risultati della stagione turistica». Di Costanzo non risparmia critiche anche verso le istituzioni: «Adesso per giunta il sindaco di Ischia ha mantenuto per sé anche la delega al turismo e, viste le tante altre che si è riservato, avrà ben poco tempo per dedicarsi compiutamente al settore: è inevitabile prevedere che le cose peggioreranno ancora. Il discorso è sempre lo stesso: da qui a cinque anni cosa vogliamo fare? Cosa dovrà diventare Ischia? Cosa dovremo e potremo offrire? Purtroppo non c’è niente di programmato. A intervalli regolari parte qualche iniziativa, come quelle a sfondo enogastronomico, oppure lanciando l’hashtag “I love Ischia”, ma poi? Qualche giorno fa la trasmissione “Linea blu” ha dedicato un servizio a Ischia: tutto molto bello, ma è proprio in quel momento che avremmo dovuto consolidare il risultato, ad esempio comprando pagine di pubblicità sui media. Non dico nulla di straordinario, è quello che fanno tutte le località turistiche. I risultati di domenica primo maggio restano comunque poco indicativi perché ogni domenica c’è comunque un grosso cambio di clientela. Un’isola come Ischia, con 36mila posti letto, non può permettersi di campare alla giornata: c’è bisogno di una seria programmazione in cui stabilire cosa vogliamo fare “da grandi”. Tra poco ricomincia la solita solfa sulla Festa di Sant’Anna, con l’interrogativo classico “si farà o non si farà”: beh, non so proprio dove si possa arrivare se siamo ancora a questi livelli. Non si comprende chi sia l’interlocutore per parlare seriamente di programmazione. L’intera isola è abbandonata a sé stessa. Ieri – conclude Di Costanzo – mi sono recato ai Maronti: uno spettacolo indegno per un’isola come la nostra».

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