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Diciassette anni fa la prima volta di un Papa a Ischia

I ricordi degli ischitani, oggi, come ogni 5 maggio dal 2002 a questa parte, si susseguono: l’isola in quella giornata emozionante ed indimenticabile accolse un Santo

Erano le 9:00 del mattino circa quando un elicottero partito da Città del Vaticano atterrò per la prima volta sull’isola d’Ischia portando con sé Papa Giovanni Paolo II. Era il 5 maggio del 2002, 17 anni fa, eppure i ricordi degli ischitani sono vivi come se, quel prezioso e incredibile avvenimento, fosse accaduto ieri.

L’isola era ferma, immobile, quasi come se sentisse la straordinarietà di quell’evento: quel Papa, divenuto poi Santo, venne a trovare gli isolani che lo accolsero festanti prima a Ischia Ponte e poi sul piazzale del Soccorso a Forio. Ad accogliere il Santo Padre al suo arrivo – dopo un’ora di volo – all’eliporto allestito a Casamicciola furono, tra gli altri, S.E. Mons. Filippo Strofaldi, Vescovo di Ischia; l’On. Antonio Marzano, Ministro per le Attività Produttive, Rappresentante del Governo Italiano; l’On. Antonio Bassolino, Presidente della Regione Campania; S.E. il Signor Raniero Avogadro, Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede; il Dr. Carlo Ferrigno, Prefetto di Napoli; il Prof. Amato Lamberti, Presidente della Provincia di Napoli; il Dott. Pasquale Manzo, Commissario del Comune di Casamicciola e la Dott.ssa Maria Elena Stasi, Commissario del Comune di Ischia.Subito dopo il Papa raggiunse in auto il Piazzale Aragonese a Ischia Ponte dove, alle ore 10.30, venne celebrata la Santa Messa.

Al piazzale fu allestito un palco coperto da due vele bianche e l’immagine del Papa col sottofondo del Castello Aragonese fece il giro del mondo. La visita di papa Woityla fu voluta tenacemente dal vescovo di allora, Mons. Filippo Strofaldi, che coronò così il suo primo sogno, quello di portare il successore di Pietro sull’isola verde.“Ascolta, accogli, ama”, furono queste le tre parole pronunciate nella commovente omelia del Papa, che invitò la Chiesa di Ischia a essere docile e obbediente alla Parola di Dio per essere  laboratorio di pace e di autentico amore. “Diventerai Chiesa sempre più accogliente, – aggiunse Papa Giovanni Paolo –  dove tutti si sentono a casa. Coloro che vengono a visitarti ripartiranno rinfrancati nel corpo, ma ancor più rinvigoriti nello spirito.Sotto la guida illuminata e prudente del tuo Pastore, sii una comunità che sa “ascoltare”, una terra pronta ad “accogliere”, una famiglia che si sforza di “amare” tutti in Cristo”.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i Vescovi della Campania, preparato dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero, e una sosta nell’Episcopio, Giovanni Paolo II raggiunge in auto Forio per l’incontro con i giovani, previsto per le ore 17:00 nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Maria del Soccorso.Accolto dal Sindaco, Dr. Franco Monti, il Santo Padre ricevette il saluto del Vescovo, S.E. Mons. Filippo Strofaldi e di tre giovani della diocesi per poi lasciarsi coinvolgere in una esplosione di gioia che culminò in una grandissima e colorata festa in musica. “Giovani di Ischia, siate il sale della terra, che da sapore e bellezza alla vita. Mostrate con gesti concreti e con la convinzione delle parole che vale la pena vivere e vivere insieme l’amore che Gesù è venuto a rivelarci e donarci. Non è forse l’amore di Cristo, vincitore del male e della morte, che ci ha trasformati? Fate in modo che il maggior numero di giovani sia raggiunto da questa stessa esperienza”. Questo il messaggio lasciato da Woityla ai giovani ischitani che, prima di salutarlo, intonarono per lui a gran voce “Tanti auguri” per poi far arrivare una immensa torta di compleanno: il 18 maggio di quell’anno compì, infatti, 82 anni.Concluso l’incontro con i giovani, il Papa raggiunse in auto l’eliporto di Casamicciola per ripartire alla volta di Roma alle 18.00. I ricordi degli ischitani, oggi, come ogni 5 maggio da 17 anni a questa parte,  si susseguono, c’è chi quel giorno sventolava una bandierina dai colori del Vaticano dal balcone, chi animò con canti la messa che Papa Wojtyla celebrò al piazzale Aragonese e chi lo attese ore, sotto al sole di Forio, per poi esplodere di gioia al suo arrivo. Ischia, quel 5 maggio del  2002, accolse un Santo.

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