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Fallimento Pegaso a Forio, si chiude l’atto di transazione

Cala il sipario sulla prima delle due “finestre” ancora aperte per il fallimento della società partecipata, col Comune che ha risparmiato oltre 6 milioni. Resta il processo penale

E’ una vicenda che ci si trascina ormai da tempo immemore, e che a questo punto sembra aver chiuso almeno una delle due “porte” rimaste aperte. Eh già, perché proprio come nel film “Sliding doors” i finali sono due: il primo si è ormai celebrato, per il secondo dovrà provvedere invece la giustizia penale con tutto quello che ne consegue.

Parliamo della Pegaso, società partecipata in house al Comune di Forio che per anni ha gestito all’ombra del Torrione il servizio di igiene urbana, prima di finire travolta dalle passività e dai debiti e dover così alzare “bandiera bianca”. Si è conclusa di fatto la procedura di transazione che aveva avuto un’accelerata notevole lo scorso 7 settembre, quando con una delibera di giunta municipale dal Comune di Forio era stato approvato in via definitiva lo schema di transazione tra l’ente turrito e la società, che fu dichiarata fallita nel lontano 2008 e posta in liquidazione il 1 ottobre 2009. Insomma, parliamo davvero della preistoria e va ricordato che come liquidatore fu nominato all’epoca l’ultimo presidente in ordine di tempo, l’avv. Salvatore Serpico, che nel corso della sua attività aveva praticamente anticipato l’attività liquidatoria.

Va ricordato che la transazione si è resa necessaria dopo che i creditori avevano richiesto una somma di 8.043.075 euro, così come messo nero su bianco dal giudice Macrì a seguito di una accurata relazione del curatore fallimentare, prof. Robeerto Bocchini. All’ente guidato attualmente da Francesco Del Deo si può dire che sia andata decisamente di lusso perché l’importo complessivo della transazione arriva ad un milione e mezzo di euro, insomma di fatto nemmeno il venti per cento della somma che avrebbe dovuta essere sborsata a conti fatti. Tutto questo su proposta del nuovo giudice dott.ssa Francesca Reale che accettò la chiusura di questa tormentata vicenda il 30 marzo 2017.

Entrambe le parti in causa, Pegaso e Comune, si stringevano la mano accettando di scrivere la parola fine. Dal palazzo municipale di via Genovino è stato disposto che ci sia a disposizione un tesoretto, che potrà essere utilizzato nel corso degli anni e il liquidatore ha già iniziato a pagare chi di dovere, in primis legali, società e studi professionali di varia natura, quasi tutti insistenti sul territorio foriano e isolano. Cala il sipario, allora, ma attenzione perché come detto si è chiuso soltanto un filone. Resta in atto il procedimento penale che vedeva coinvolti una serie di soggetti per i quali è stato disposto il proscioglimento mentre restano tuttora sul banco degli imputati l’ex sindaco Franco Monti e l’ex presidente Salvatore Serpico. Che sono accusati di bancarotta fraudolenta. Insomma, quel cavallo alato continua a rappresentare un vero e proprio “spettro” in quel di Forio.

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